Alla scoperta della microgiungla del mare nella Baia di Napoli con Domenico D’Alelio

Il Pianeta Azzurro ha incontrato Domenico D’Alelio per parlare del suo ultimo libro: “La microgiungla del mare: Le meraviglie del plancton, dal Mediterraneo all’Oceano globale” edito da HOEPLI editore.

Il Pianeta Azzurro ha incontrato Domenico D’Alelio per parlare del suo ultimo libro: La microgiungla del mare: Le meraviglie del plancton, dal Mediterraneo all’Oceano globale” edito da HOEPLI editore.

Domenico D’Alelio, attualmente ricercatore presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, è autore di numerosi articoli scientifici su riviste tra cui “La Nuova Ecologia”, collabora con testate di comunicazione della scienza e organizza ciclo-tour nella natura mirati a far incontrare scienziati e cittadini.

L’ultimo libro di Domenico D’Alelio è un prezioso compendio sull’importanza della fauna marina che non vediamo ad occhio nudo.

L’intervista di Pianeta Azzurro si è concentrata su due importanti tematiche: il ruolo dei microrganismi marini a livello locale e globale e quello dei ricercatori nel divulgare il loro legame con i cambiamenti climatici. 

Qui potete trovare un breve estratto dell’intervista, che sarà riportata integralmente nel prossimo numero del Pianeta Azzurro.

 

IL PIANETA AZZURRO: All’interno del suo libro, tratta di microbiologia e microrganismi. Da cosa deriva la scelta di parlare di questi organismi invisibili?

DOMENICO D’ALELIO: L’idea di porre come tema fondamentale del libro la microbiologia e i microrganismi è in controtendenza rispetto ai temi più comuni, quali la divulgazione sui mammiferi e rettili marini.

Questa scelta deriva dalla mia storia personale e dalla volontà di promuovere la conoscenza su queste tematiche per proporre una diversa visione del mondo. L’idea di base è quella di tradurre la ricerca in un linguaggio divulgativo adatto ai non addetti ai lavori, in modo da rendere i concetti scientifici appetibili e chiari.

IL PIANETA AZZURRO: Quanto è importante la credibilità quando ci si rivolge ai non addetti ai lavori?

DOMENICO D’ALELIO: È importante non sdoganare alcune forme linguistiche che autorizzano a discutere in merito ad un argomento pur non avendo una formazione ed esperienze adeguati. Il flusso continuo di informazioni, tipico della nostra rete sociale, porta ad una disinformazione dolosa o involontaria, che induce anche una polarizzazione delle opinioni. In merito a questioni complesse come pandemie e cambiamenti climatici, il flusso di informazioni aumenta ed è, quindi, anche più facile che aumenti la polarizzazione riguardo alcune tematiche.

Questo problema non vede soluzioni immediate, se non quella di trasmettere conoscenza come azione sociale.

Spesso, il continuo flusso di informazioni porta a confondere nella divulgazione l’aggressività con l’autorevolezza. Tuttavia, è necessario che la scienza non si ponga in un atteggiamento di chiusura ma di ascolto:questo è l’approccio comunicativo che ho cercato di proporre nel mio libro.

Le giovani generazioni sono maggiormente abituate a gestire le informazioni con immediatezza e interazione, per questo sono in grado di mettersi in ascolto, e così dovrebbe fare chi lavora nel campo dell’ambiente e in generale per chi interagisce con le diverse realtà umane. […]

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L’intervista integrale sarà disponibile nel prossimo numero del Pianeta Azzurro

Le forme di vita microscopiche che abitano il mare creano una rete  che aiuta a comprendere il legame tra fisica, chimica, biologia e le attività umane.

Inoltre, esse ci mostrano la prossimità del cambiamento, facendoci capire che i problemi che affliggono il Pianeta Terra non accadono solamente in territori lontani ma sono visibili anche nelle realtà vicino a noi. Per questo è fondamentale il ruolo dei divulgatori scientifici nel rendere palese di fronte ai nostri occhi le realtà in continuo mutamento dal giardino di casa nostra fino ai mari e agli oceani.

 

a cura di

Irene Barbaria, Roberto Costantino, Valeria De Toma

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