La storia dell’acqua

Era il 1989…e veniva fondata questa rivista…ma l’acqua a che punto era del suo percorso?
Alcune cellule pressochè invisibili diedero origine alle prime forme di vita, circa 3,5 miliardi di anni fa, proprio nelle acque oceaniche.

Articolo scritto in occasione dei 25 anni della rivista “.eco, l’Educazione Sostenibile” e uscito sul numero 200 celebrativo della rivista stessa.

Era il 1989…e veniva fondata questa rivista…ma l’acqua a che punto era del suo percorso?
Alcune cellule pressochè invisibili diedero origine alle prime forme di vita, circa 3,5 miliardi di anni fa, proprio nelle acque oceaniche.
Aggregandosi nel corso dei millenni, generarono organismi sempre più complessi e differenziati.
I primi protozoi arrivarono circa 800 milioni di anni fa e nei successivi 200 milioni di anni l’evoluzione continuò con animali simili a meduse.

L’acqua restò il solo ambiente in cui potè manifestarsi la vita fino a 360 milioni di anni fa, successivamente comparvero animali sempre più complessi ed in grado di sopravvivere anche fuori dall’acqua.
Arrivarono quindi i dinosauri, che con la loro estinzione – 65 milioni di anni or sono – favorirono lo sviluppo dei mammiferi, poi i primi uomini circa 4 milioni di anni fa.
Con l’arrivo dell’uomo, cambiò inesorabilmente anche la “storia” dell’acqua e il rapporto con lei con modalità diverse in funzione ai differenti periodi storici.

Il tempo del sacro
L’epoca delle acque religiose e fonti medicamentose, delle fontane di acqua di gioventù e delle divinità acquatiche.

Attenzione quest’era non è confinata in tempi passati, infatti possiamo ritrovare nei nostri comportamenti quotidiani tutta la contemporaneità di alcune nostre abitudini. Oltre ai pellegrinaggi alle fonti come Lourdes oppure altre per far cadere la pioggia, anche tutta la pubblicità dai prodotti idratanti e bagni rilassanti fino ad acque più pure per idratarsi. In ognuno di questi discorsi è presente l’appello agli antichi miti di acqua. In definitiva, è la centralità dell’acqua rispetto ai bisogni individuali e collettivi dell’uomo che da sempre ne spiegano anche la centralità simbolica.

Il tempo dell’ “allevamento”  

Successivo all’epoca dell’adorazione sacra dell’acqua, l’uomo iniziò con l’acqua ad avere rapporti più fraterni, anche se ancora molto rispettosi.
L’inizio fu di cambiare la normale irrigazione dei terreni, imprigionando nei tubi grandi quantitativi di acqua da far sgorgare al centro delle città, dove l’acqua venne utilizzata non solo per necessità ma anche per piacere. Nata con i Sumeri, quest’era svanirà con la fine dell’Impero romano per rinascere di nuovo oggi.

Il tempo della disintossicazione 

Le problematiche di approvvigionamento di acqua obbligarono i popoli ad accettare un sistema mediocre di alimentazione. Ecco arrivare un periodo secco, con un regresso nel rapporto con l’acqua nelle città, per esempio i pozzi individuali ebbero la meglio sugli acquedotti collettivi. Le fontane d’acqua rimasero come unico oggetto decorativo di piazze e giardini.

Il tempo dello abuso  

Iniziato ieri, alla fine del XIX secolo, con la scoperta del comfort e del concetto di potabilità. È il periodo storico dell’igiene vittoriosa, le camere da bagno ed il sistema fognario diventano le insegne della civiltà urbana, segni indiscutibili del progresso. Ma è anche l’era dello spreco d’acqua e dell’inquinamento. Ed eccoci arrivati al 2003, precisamente il 23 Dicembre 2003, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2005-2015 Decennio Internazionale dell’Acqua “Water for Life”. Il Decennio è stato inaugurato il 22 Marzo 2005 in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua.

Dal 2003 il Pianeta Azzurro è l’area, in continua evoluzione, dell’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro Onlus dedicata alla comunicazione, educazione ambientale e messa in rete nel campo dell’idrobiologia, delle mille iniziative che focalizzano l’attenzione sulla risorsa acqua, del dibattito e delle proposte per una sostenibilità in campo idrico. Si rivolge a parchi, riserve, gruppi sportivi, associazioni ambientaliste, insegnanti e studenti, amministrazioni pubbliche, imprese, in breve a tutti gli attori pubblici e privati. Il principale strumento con il quale Il Pianeta azzurro fa comunicazione è la pubblicazione dell’omonimo dossier “il Pianeta Azzurro” (quattro volte l’anno) che si affianca al mensile “.eco, l’educazione sostenibile”, prima rivista italiana di educazione ambientale, fondata nel 1989 e la sua sezione dedicata sul Portale. “il Pianeta Azzurro”, attraverso rubriche, interviste, articoli, è dunque lo strumento specifico di servizio all’educazione ambientale del Pianeta Acqua. Nel corso degli ultimi anni ha curato concorsi, mostre, video e proposte didattiche dedicati al mondo dell’acqua nelle sue varie forme. Fare educazione ambientale marina e alla risorsa acqua significa anche favorire l’accesso alle informazioni sullo stato dell’ambiente, sensibilizzare amministratori e cittadini, formare tecnici e sviluppare nuove figure professionali, educare giovani e adulti.

Dal 2003 sono passati molti anni…Pianeta Azzurro, ha da poco fatto il giro di boa dei 10 anni con una pubblicazione specifica, è cresciuto molto anche grazie a tutte le persone che se ne sono interessate ed è in continua evoluzione….

Tra i vari strumenti, nati ed evolutisi nel tempo, la Collana del Faro è sicuramente uno dei più emblematici.

L’elettronica ha mandato in pensione la millenaria istituzione del faro. Ma nell’immaginario collettivo il faro, una luce che ti guida nella notte o nella tempesta verso un approdo, mantiene ancora tutta la sua forza simbolica. Il faro, dunque, contraddistingue anche questa nostra collana di agili volumetti, nata nel 2011, dedicati alla tutela dell’ambiente e al rispetto della natura con un’attenzione particolare al mondo dell’acqua. A volte si tratta di sintetiche guide al comportamento “ecologicamente corretto”, in altri casi di documentazione di esperienze e di contributi narrativi, riccamente illustrati, rivolti soprattutto ai lettori più giovani.

Con “La Collana del Faro”, insomma, cerchiamo di accendere un faro per l’ambiente, nella notte di una crisi ecologica globale che, nonostante i passi avanti e la buona volontà di molti, continua e per molti aspetti si aggrava, per l’avidità, o anche solo la distrazione, di tanti.

Il deficit di acqua dolce può causare conflitti armati, affermano gli scienziati. Oggi circa 700 milioni di persone in 43 paesi soffrono per la carenza dell’acqua. Entro il 2015 a causa del cambiamento globale del clima e crescita della popolazione sul pianeta questa cifra supererà tre miliardi.

Dobbiamo fare qualcosa, possiamo fare qualcosa…insieme.

Sostenere e contribuire “il Pianeta azzurro”, vuole anche dire credere in una cultura della sostenibilità idrobiologica mondiale.

 

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