In occasione del VI Forum Nazionale del Turismo Consapevole delle Acque Interne è stato presentato il progetto “Fiumi Puliti”, iniziativa dell’Associazione Gianroberto Casaleggio.
A parlarcene fu Stefano Del Vecchio, coordinatore del progetto. Si tratta di un sito creato per raccogliere e rendere disponibili a chiunque li desideri i dati ufficiali sullo stato delle acque fluviali italiane, consentendo anche ai cittadini stessi, tramite la citizen science, di effettuare rilevazioni ed inserirle nel database.
A distanza di poco più di un anno dall’avvio, abbiamo chiesto a Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto Casaleggio e Presidente dell’Associazione, di raccontarcelo attraverso alcune domande.
Leggi l’anteprima della sua intervista e continua a seguirci; la versione integrale ti aspetta prossimamente sulle pagine della nostra edizione cartacea!
Il Pianeta azzurro: Il progetto “Fiumi Puliti” nasce con l’idea di mettere online, a disposizione di tutti, i dati ambientali sullo stato dei fiumi italiani provenienti dalle ARPA regionali. Quanto è importante, secondo lei, rendere questi dati più accessibili ai cittadini?
Davide Casaleggio: Uno dei diritti fondamentali del cittadino è la conoscenza. Lo stato di conservazione dell’ambiente di cui siamo parte è fondamentale per la nostra esistenza. I livelli e i parametri ambientali sono misurati, ma alcuni siti internet regionali italiani quasi ne impediscono la libera consultazione, chiedendo la registrazione utente e i motivi della consultazione. Altri non lo permettono affatto senza richiesta via PEC e ogni tanto non basta neppure quella. Abbiamo voluto renderli disponibili tutti su www.fiumipuliti.it
Il Pianeta azzurro: Uno degli aspetti più interessanti del progetto è il coinvolgimento diretto delle persone attraverso pratiche di citizen science. Il sito permette di esplorare una mappa con analisi ufficiali dei corsi d’acqua e allo stesso tempo invita gli utenti a contribuire con nuove rilevazioni, per le quali avete anche realizzato una guida con le indicazioni per effettuarle correttamente. Quanto è importante, secondo lei, trasformare i cittadini da semplici osservatori a partecipanti attivi nel monitoraggio dell’ambiente?
Davide Casaleggio: La pratica attiva nelle misurazioni, oltre a integrare i dati ufficiali, ci rende consapevoli e dà al cittadino un potere reale di controllo sul campo. Prima ancora dei dati che possono essere raccolti dai cittadini, la componente più importante è la formazione e la consapevolezza del problema e delle possibili soluzioni che si possono attuare. Molti danno ormai per scontato che nei fiumi non si possa nuotare, ma i nostri nonni si tuffavano anche nei centri delle grandi città. Qualcosa è cambiato, ma nulla vieta che si possa cambiare di nuovo grazie ad una maggiore consapevolezza e volontà collettiva che spinga la politica a far salire in priorità la questione. […]

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