In occasione del VI Forum Nazionale del Turismo Consapevole delle Acque Interne, il Direttore Generale di Arpa Piemonte, Secondo Barbero, aveva illustrato il rapporto tra la fruizione delle acque interne e la loro qualità ambientale. La situazione di fiumi e laghi della regione era risultata complessivamente positiva, con l’83% delle aree in stato buono o addirittura eccellente e la diminuzione di quelle classificate come scarse.
A distanza di poco più di un anno, siamo tornati a parlarne con lui per capire come si è evoluta la situazione.
Leggi l’anteprima della sua intervista e continua a seguirci; la versione integrale ti aspetta prossimamente sulle pagine della nostra edizione cartacea!
Il Pianeta azzurro: Nel suo intervento, in occasione dell’incontro del 2024, ha parlato di una situazione nel complesso positiva per quanto riguarda la balneazione in Piemonte – Nel corso del 2025 questo quadro è stato confermato?
Secondo Barbero: Nel 2025 la situazione si conferma molto simile a quella dell’anno precedente. Dove erano state evidenziate criticità, sono stati coinvolti i gestori del servizio idrico integrato e sono stati attenzionati gli impianti di depurazione che hanno scarichi verso i corpi idrici interessati.
L’attività di monitoraggio della balneabilità è utile anche per segnalare le situazioni su cui intervenire, coinvolgendo i gestori che attivano a seconda dei casi due livelli di intervento. Il primo è di tipo gestionale, volto a prevenire malfunzionamenti in impianti tecnologicamente adeguati, ma talvolta con gestioni che possono avere dei problemi. Il secondo è infrastrutturale e riguarda l’aggiornamento degli impianti attraverso investimenti e nuove tecnologie, generalmente finanziati tramite l’autorità d’ambito.
Questo sistema di feedback è utile al miglioramento delle situazioni e ha già contribuito a risolvere diverse criticità. Restano però alcune situazioni più storiche, per le quali i tempi per poter vedere un miglioramento sono più lunghi, quindi alcuni anni. Diciamo che spesso il periodo da un anno all’altro non è sufficiente per vedere dei cambiamenti positivi che siano molto evidenti.
Il Pianeta azzurro: E nelle aree naturalistiche come vengono monitorate e gestite le criticità legate alla qualità delle acque?
Secondo Barbero: Il monitoraggio della balneabilità riguarda esclusivamente le aree ufficialmente destinate alla balneazione, alle spiagge, dove c’è quindi una fruizione turistica. Mentre le aree di vincolo naturalistico tendenzialmente non sono le stesse e seguono la Direttiva europea sulle Acque, che ha criteri e obiettivi diversi.
La balneabilità è un indicatore di tipo sanitario, legato alla sicurezza della fruizione umana. Si vanno a valutare i parametri di riferimento, ad esempio alla presenza e alla concentrazione di batteri come l’Escherichia coli, che dal punto di vista biologico può anche non essere un problema, ma da quello sanitario sì. Invece per le aree naturali contano soprattutto parametri chimici e biologici, indicatori tipici della Direttiva Acque. Gli stati qualitativi vengono gestiti su un periodo temporale piuttosto lungo, sei anni, e quindi il dato della balneabilità non è particolarmente correlato.
Ma anche in questo ambito il ragionamento è molto simile a quello usato per i depuratori: eventuali criticità vengono affrontate attraverso strumenti di pianificazione, come i piani di tutela delle acque, con tempi di intervento ancora più lunghi. Si tratta quindi di un approccio diverso rispetto alla balneazione.
I malfunzionamenti degli impianti di trattamento o di depurazione civile sono episodi molto brevi, che per quanto riguarda il discorso della balneabilità possono determinare un intervento di inibizione per un periodo limitato. I monitoraggi ambientali operano invece su pressioni ambientali persistenti.
A meno che non si parli di un guasto che produce degli effetti di lungo periodo, quindi lo sversamento di carburante, oppure sostanze che possono rimanere nell’ambiente per molto tempo, le due cose non sono sovrapponibili […]

Scrive per noi

- Vittoria Blancato è stata civilista dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-WEEC Network ETS e ora continua a collaborare con noi. Già studentessa della laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo (ECAU) presso l’Università degli Studi di Torino, è laureata in Scienze Naturali, ha sempre avuto la passione per la natura e gli animali. Durante il liceo, scriveva articoli per il giornalino d’istituto, sviluppando così un interesse per la scrittura. Nel tempo libero, ama leggere e fare passeggiate nei parchi.
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