La tutela degli ecosistemi passa dalla consapevolezza ambientale: intervista a Nuna Tognoni, funzionaria della Città metropolitana di Torino

Dalla cultura dell’acqua alla consapevolezza ambientale, fino al ruolo dei social nella fruizione della natura: ne parliamo con Nuna Tognoni, funzionaria tecnica ambientale della Città metropolitana di Torino.

Negli ultimi anni, il tema della fruizione sostenibile degli ambienti naturali è diventato sempre più centrale, soprattutto nei territori fluviali e lacustri, dove la pressione turistica può incidere profondamente sugli ecosistemi.

In occasione del VI Forum Nazionale del Turismo Consapevole delle Acque Interne, Nuna Tognoni, funzionaria tecnica del Dipartimento Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Città metropolitana di Torino, aveva sottolineato come il tema della sostenibilità della fruizione turistica fosse già attuale nel secondo dopoguerra. Ma non sempre alla sostenibilità corrisponde una reale consapevolezza.

Abbiamo ricontattato la Dottoressa Tognoni per approfondire la questione.

Leggi l’anteprima della sua intervista e continua a seguirci; la versione integrale ti aspetta prossimamente sulle pagine della nostra edizione cartacea!


 

Il Pianeta azzurro: Dottoressa Tognoni, nel suo lavoro emerge spesso il tema della consapevolezza ambientale oltre che della sostenibilità. Quanto è importante oggi costruire una vera cultura della consapevolezza e della fruizione responsabile degli spazi naturali?

Nuna Tognoni: Nel corso degli anni le nostre attività sono state sempre accompagnate da un continuo lavoro di diffusione della cultura dell’acqua a tutti i livelli, a partire dal comparto scolastico fino alla cittadinanza, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una coscienza collettiva sulle tematiche ambientali. Solo attraverso la conoscenza si può capire il valore intrinseco della natura e prendere coscienza dell’importanza della sua tutela.

Questo è il primo importante passo per avere un approccio rispettoso in tutto ciò che è relazione con la natura, e si traduce in consapevolezza anche nella fruizione degli spazi naturali. Il singolo si trova quindi a porsi delle domande sul suo stesso comportamento: sto lasciando l’impronta più leggera possibile sul luogo che sto esplorando? Cosa sto imparando da questa esperienza? Le mie azioni impediscono a chi verrà dopo di me di godere delle stesse risorse?

Con questa presa di coscienza, molti luoghi ed attività cosiddette “turistiche”, nel senso tradizionale del termine, smettono di essere attrattive e si va in cerca di un contatto con la natura più autentico. E quando questa coscienza si espande da una dimensione individuale ad una collettiva, diventa a sua volta il motore che incentiva istituzioni e privati a un cambio di paradigma verso la promozione del turismo sostenibile, con azioni concrete e di divulgazione, mettendone in evidenza anche gli aspetti positivi, non ultimo quello economico.

Tutti gli attori del territorio devono sostenersi a vicenda nella transizione verso un approccio più rispettoso alla fruizione delle risorse naturali, non più viste come trofeo, ma come parte di un’esperienza che possa arricchire dal punto di vista personale.

Tra le attività svolte nel corso degli anni dalla Città metropolitana di Torino ci sono anche quelle di didattica ambientale, come uscite guidate ai Laghi di Avigliana (sopra) e birdwatching (in copertina), e attività di salvaguardia ambientale, come la realizzazione di bacini per anfibi ad Arignano (sotto).
Uno dei bacini realizzati all’interno del Progetto I.S.O.L.A. – Interventi di Salvaguardia e monitoraggio del Lago di Arignano

Il Pianeta azzurro: Questo parallelo tra la visione della natura come “trofeo” lo aveva fatto anche in occasione del suo intervento durante il Forum, parlando dei social e della “caccia al selfie”. Quanto incidono oggi i social media sulla pressione turistica negli ambienti fragili?

Nuna Tognoni: I social non vanno demonizzati a prescindere: in passato il loro ruolo è stato ricoperto allo stesso modo dai mass media, per cui niente di veramente nuovo, semmai si ha una diffusione ancora più capillare e che raggiunge fasce di pubblico prima relativamente inesplorate, come quello giovanile.

Un selfie di un qualsiasi noto influencer in uno scenario naturale porta senz’altro a desiderio di emulazione di numerose persone, con esiti spesso di grande impatto. Ma anche in questo caso, non è lo strumento in sé a causare il danno, semmai la mancanza di una base di coscienza ambientale nel pubblico, che va costruita giorno per giorno, sfruttando anche le opportunità offerte dagli stessi social, ma anche e soprattutto con strumenti diversi. […]

Tutte le foto presenti in questo articolo sono su gentile concessione della Dottoressa Nuna Tognoni (qui sopra) e della Città metropolitana di Torino.

Scrive per noi

Vittoria Blancato
Vittoria Blancato
Vittoria Blancato è stata civilista dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-WEEC Network ETS e ora continua a collaborare con noi. Già studentessa della laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo (ECAU) presso l’Università degli Studi di Torino, è laureata in Scienze Naturali, ha sempre avuto la passione per la natura e gli animali. Durante il liceo, scriveva articoli per il giornalino d’istituto, sviluppando così un interesse per la scrittura. Nel tempo libero, ama leggere e fare passeggiate nei parchi.

Vittoria Blancato

Vittoria Blancato è stata civilista dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-WEEC Network ETS e ora continua a collaborare con noi. Già studentessa della laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo (ECAU) presso l’Università degli Studi di Torino, è laureata in Scienze Naturali, ha sempre avuto la passione per la natura e gli animali. Durante il liceo, scriveva articoli per il giornalino d’istituto, sviluppando così un interesse per la scrittura. Nel tempo libero, ama leggere e fare passeggiate nei parchi.

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