IL PIANETA AZZURRO: A fine maggio scorso hai presentato al Salone nautico di Venezia il tuo libro “Il mare parla” (che potete acquistare qui), un’opera che ti riguarda molto da vicino, che parla di te e rappresenta un nuovo passo nell’espansione del tuo ecosistema culturale.
MASSIMO MARCHIORI: “Presentare “Il mare parla” al Salone Nautico di Venezia ha avuto un significato simbolico fortissimo: Venezia è la mia città natale, il luogo in cui vivo e lavoro, ma è anche una delle mete turistiche a livello mondiale più fragili, dove la storia si fonde con un ecosistema che soffre della antropizzazione. Questo libro non è una semplice pubblicazione editoriale, ma un pezzo della mia anima e un urlo silenzioso per sensibilizzare il lettore alle problematiche legate allo sfruttamento dell’ecosistema blu. Nasce dal legame profondo con il mare che mi è stato trasmesso fin da piccolo da mio nonno, ed è il naturale proseguimento del mio percorso come artista ecologista (Stari Ribar) e come Presidente di Marevivo Veneto. Attraverso la mia forma d’arte, riuso la plastica recuperata sulle spiagge per dare forma a sculture che denunciano il fenomeno dell’inquinamento; con il libro ho voluto fare un passo in più, dando voce diretta alle creature marine e affidando il messaggio a Rafa, il giovane protagonista della storia. Per me il libro non è un punto d’arrivo, ma un nuovo strumento di sensibilizzazione che unisce arte, narrativa ed educazione ambientale in un unico grande ecosistema culturale”.

Un ricordo di Massimo Marchiori: la baracca delle cose da pesca di suo nonno
PA: Hai presentato il tuo libro in diverse altre occasioni ma “Il mare parla” è un qualcosa che ti segue sempre e la cui lettura e collocazione sono figlie dell’estemporaneità.
MM: “È proprio così. “Il mare parla” non è nato per restare chiuso tra le pareti rigide di una libreria o per seguire i ritmi classici del mercato editoriale. È un progetto vivo che mi accompagna ovunque: nelle scuole con i laboratori didattici di MarEdu, nelle librerie indipendenti come a Venezia, durante gli eventi istituzionali o nei festival legati al mare. Il modo in cui lo presento cambia ogni volta perché si adatta al luogo, al pubblico e al momento. Durante gli incontri mi piace alternare la lettura di alcuni passaggi del libro alla proiezione dei video reali che mostrano le specie marine e le mie uscite di raccolta della plastica, fondendo la narrazione con vere e proprie lezioni di educazione ambientale. In questo percorso sensoriale, i più giovani non si limitano ad ascoltare, ma entrano in contatto diretto con i reperti reali recuperati in mare e lungo le coste: dalla Posidonia alle alghe essiccate, fino ai resti e ai gusci delle creature marine raccontate nel libro. Toccare con mano ciò che si è appena letto o ascoltato trasforma la favola in un’esperienza viva, aiutando bambinə e ragazzə a comprendere fino in fondo la bellezza e la fragilità dell’ecosistema blu. La sua collocazione è estemporanea perché il mare stesso è così: imprevedibile, fluido e capace di parlare a chiunque sia disposto a fermarsi un attimo ad ascoltarlo”.
PA: Il tuo libro dà libero sfogo alla fantasia ma gli spunti sono sempre reali e legati ad esperienze dirette con le quali è anche possibile entrare in contatto. In un’epoca di virtuale e artificiale, la credibilità sembra essere il pilastro della tua narrativa.
MM: “Oggi viviamo sommersi da contenuti digitali, ma l’ambiente ha bisogno di verità. La favola di Rafa e del suo viaggio sul carapace di una tartaruga marina nel Mediterraneo usa la fantasia come chiave di accesso, ma ogni singolo elemento affonda le radici nella realtà. I fari, le isole, i relitti e le specie marine che il giovane umano incontra sono luoghi ed esperienze che ho vissuto e toccato con mano in anni di navigazione, di immersioni e di vita vera in mare. Gli animali del libro spiegano al protagonista perché il loro habitat è in pericolo basandosi su fatti scientifici concreti, come l’inquinamento da plastica, la perdita di biodiversità, il ruolo del mare come motore climatico e produttore di ossigeno per tutte le creature viventi. La credibilità è fondamentale, per insegnare alle future generazioni il rispetto per l’ecosistema blu, non servono finzioni, retorica, o un linguaggio troppo accademico, serve mostrare la bellezza reale di ciò che rischiamo di perdere e la concretezza di quello che ciascuno di noi può fare per salvarlo”.

Gli animali hanno sempre qualcosa da insegnare
PA: Parlando di credibilità, questa sta alla base anche del Manifesto degli Artisti per il Mare, che a breve verrà presentato a Roma e del quale sei il promotore.
MM: “La credibilità è il fil rouge che unisce tutto il mio impegno. Il Manifesto degli Artisti per il Mare, promosso e voluto da Rosalba Giungi, fondatrice di Marevivo, nasce proprio dalla consapevolezza che l’arte non può più essere un semplice esercizio estetico, ma deve assumersi una responsabilità etica ed ecologica. Scrivere questo manifesto a più mani è stato un percorso complesso, proprio perché volevamo chiarire un punto fondamentale: ciò che rende un artista idoneo a firmare il manifesto non è l’opera materiale in sé o la specifica tecnica utilizzata, ma l’approccio, l’etica e la visione d’insieme con cui sviluppa la propria forma espressiva. Non conta solo l’oggetto che viene realizzato, ma lo sguardo e la consapevolezza con cui si crea. Chi fa arte oggi, qualunque sia la sua declinazione, ha il dovere di farsi cassa di risonanza per le emergenze del nostro tempo. Il Manifesto chiama a raccolta artiste e artisti affinché l’espressione artistica, in ogni sua forma, diventi uno strumento di testimonianza attiva, di denuncia e di trasformazione sociale. Presentarlo a Roma rappresenta un momento istituzionale fondamentale per ribadire che la bellezza, la cultura e l’impegno civile devono marciare insieme: solo mettendo la nostra creatività al servizio della tutela del pianeta blu possiamo sperare di innescare un cambiamento reale e duraturo nella sensibilità delle persone”.

“Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza le persone e i luoghi che hanno alimentato quel mio amore per il mare e reso possibile la nascita del libro. Un grazie profondo va a Maria, la donna che amo, che mi ha spronato a scrivere e a dare forma a queste pagine. A suo figlio Rafa, che con i suoi occhi e la sua purezza mi ha ricordato il me bambino, riaccendendo quel modo sincero di guardare il mondo. Ai miei figli Carlo e Matilde, che sono stati i primi in assoluto a vivere il mare attraverso le avventure e le scoperte condivise insieme. A Luisa e Alberto, che mi hanno preso per mano e portato con loro in immersioni straordinarie, schiudendomi le porte di luoghi non ancora esplorati e facendomi conoscere da vicino creature del blu che non avevo mai incontrato. Un pensiero speciale va alla mia piccola Silba, un’isola che custodisce intatto il mio essere bambino e che ha la straordinaria capacità di parlarmi attraverso il suono del vento e delle onde. E a tutti i bambinə che ho incontrato e che continuo a incontrare durante i laboratori nelle scuole: il loro sguardo attento e curioso è la vera energia che mi spinge a portare avanti questo progetto ogni singolo giorno. E infine, il ricordo più grande va a mio nonno Toni. È lui che mi ha insegnato tutto sul mare, prendendomi con sé fin da piccolo e tracciando rotta dopo rotta, lungo le correnti delle liburniche occidentali. È la sua voce che continua a parlare attraverso la mia. Un ultimo doveroso e sentito grazie a voi, voi di Pianeta Azzurro, che state alimentando questo mio sogno di far parlare il mare e a tutti quelli che decideranno di ascoltarlo sfogliando e immergendosi nelle pagine di questo mio libro”.
Scrive per noi

- Laureato in diritto ambientale, si è presto convinto che le sfide ecologiche non si vincono nei tribunali. Collabora con l’Istituto Scholè dal 2014 e dal 2017 è inviato di Pianeta Azzurro per il quale gestisce anche contenuti online e la comunicazione social media. Crede nell’intelligenza delle persone e che la buona comunicazione serva a risvegliarne la consapevolezza per cambiare il mondo.
A message in a bottle15/10/2026Tutti al museo per scoprire “A message in a bottle”!
Attività 202606/10/2026“Il mare parla”: nasce un piccolo grande ecosistema culturale
News27/09/2026Celebriamo la Giornata Mondiale dei Fiumi 2026
In evidenza11/09/2026Si chiude una nuova stagione dei “Laboratori Blu”!





