Meduse: antiche abitanti del mare e alleate del pianeta

Continua la collaborazione tra Il Pianeta Azzurro e Worldrise onlus. Oggi andiamo alla scoperta di una creatura affascinante e fondamentale per la biodiversità: la medusa.

Le meduse sono tra i primi organismi che hanno popolato la Terra e appartengono al phylum degli Cnidari, lo stesso gruppo dei coralli. Appartengono al plancton, perché si lasciano principalmente trasportare dalla corrente, anche se recenti studi hanno dimostrato che in realtà possono scegliere dove andare e spostarsi in modo leggermente attivo.

Cassiopea Mediterranea

La loro cattiva reputazione è dovuta alla presenza di cellule urticanti, i nematociti, che usano per paralizzare le prede o per difesa.

Si nutrono di zooplancton, quindi larve e piccoli gamberetti, ma sono anche fonte di cibo per molti animali marini, come le tartarughe marine o il pesce luna. Questi animali riescono a nutrirsi di meduse per la presenza di strutture di cheratina nella bocca che incanalano la preda direttamente nello stomaco, dove il pH acido neutralizza i nematociti.

Uno dei servizi più importanti che ci forniscono le meduse è la regolazione del clima attraverso il sequestro di carbonio. Tramite la fotosintesi la CO2 viene trasformata in carbonio organico dal fitoplancton, formato da alghe microscopiche, che viene predato dallo zooplancton e a sua volta dalle meduse. Dopo la morte i corpi di questi animali si depositano sul fondale trasferendo il carbonio in profondità.

Rhizostoma Pulmo

Tanto affascinanti quanto fraintese, le meduse svolgono un ruolo cruciale negli ecosistemi marini e meritano di essere protette. Per questo, Worldrise ha creato l’Alleanza 30×30 Italia, un’iniziativa che riunisce cittadini, enti e istituzioni con un obiettivo comune: proteggere almeno il 30% dei nostri mari entro il 2030. Promuovendo l’istituzione di Aree Marine Protette, possiamo garantire la conservazione della biodiversità e la salute dei nostri ecosistemi marini, assicurando un futuro più sostenibile per il Mediterraneo.

in copertina: due esemplari di Pelagia Noctiluca

Annalisa Storari

Scrive per noi

Redazione2

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