Premio Tesi Pianeta Azzurro: Quando la Scienza si tuffa tra i coralli

Olivia Cassetti, la vincitrice del premio tesi il Pianeta Azzurro 2024 ci racconta la sua tesi magistrale sui coralli e la sua esperienza come biologa marina.

Il Premio Tesi “Pianeta Azzurro” non è solo un riconoscimento, ma un’occasione per mettere in luce giovani menti che, con passione e determinazione, scelgono di dedicarsi alla tutela del nostro patrimonio marino. Tra i vincitori di quest’anno, Olivia si è distinta per la sua proposta di un nuovo indice per valutare la salute delle barriere coralline maldiviane. In questa breve intervista ci racconta com’è nato il suo progetto e quali ostacoli ha dovuto superare per trasformarlo in un contributo concreto alla conservazione.

Olivia Cassetti, vincitrice del Premio Tesi “Pianeta Azzurro” 2024

PA: Ciao Olivia, ci racconteresti come ci hai conosciuti, cosa rappresenta per te il Premio Tesi Pianeta Azzurro e in che modo può valorizzare il tuo lavoro di ricerca sui coralli e il tuo percorso futuro?

OC: Da diversi sono iscritta alla mailing list di AIOSS per essere aggiornata sulle novità e sulle opportunità. In una delle tante interessanti mail mi è capitata quella del Premio Pianeta azzurro. Vincere questo concorso rappresenta per me non solo l’opportunità di lavorare con ottimo materiale nuovo in sicurezza, ma anche ottenere un riconoscimento professionale e personale per la mia tesi magistrale. Credo molto in questo progetto e, dopo le fisiologiche difficoltà e fatiche che noi tutti possiamo incontrare, è una grande soddisfazione ricevere un riconoscimento per il lavoro svolto, non solo da me ma anche da tutti quelli che hanno collaborato da diverse parti del mondo. L’idea di applicare un indice “mediterraneo” a uno degli ecosistemi più complessi del pianeta inizialmente è stata accolta con un po’ di scetticismo. Il lavoro sarebbe stato molto per una tesi magistrale e nulla ci garantiva che saremmo riusciti a costruire un indice solido. Con un po’ di lucida follia (che contraddistingue un po’ tutti gli scienziati) ci siamo comunque imbarcati in questa impresa spinti dal desiderio di cimentarci nella sfida di costruire un metodo che valutasse lo stato di salute delle scogliere coralline a tutto tondo. A posteriori posso dire che la scommessa non è andata male e mi emoziona l’evoluzione che ha avuto. Con il supporto di tutto il gruppo di lavoro, la mia tesi magistrale, poco più che un bruchetto tra i manoscritti scientifici, si è trasformata in un articolo che ora è nella crisalide della fase di revisione… chissà se spiccherà il volo come pubblicazione! Questo premio rafforza la mia speranza. Finger crossed!

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La targa che celebra la vittoria di Olivia Cassetti

PA: Secondo te, quali potrebbero essere le applicazioni pratiche del CR-EBQI per la tutela dei reef e delle politiche ambientali?

OC: Come già introdotto sopra, il CR-EBQI potrebbe essere un valido strumento per il monitoraggio periodico delle scogliere coralline. Esattamente come le analisi del sangue che dovremmo svolgere ogni anno, una valutazione dello stato di salute dei reef assidua permette di rilevare anomalie, studiarle e comprenderle per poter intervenire a livello di gestione con azioni ad es. di contenimento di un particolare impatto oppure con un intervento di ripristino prima che il danno sia irreparabile o con “lunga degenza”.

Per scoprire l’intervista completa, la storia di Olivia e il suo percorso verso il dottorato in ecologia marina, vi invitiamo a leggere l’articolo integrale pubblicato nel numero cartaceo de Il Pianeta Azzurro.

Scrive per noi

Mariarita Caracciolo
Mariarita Caracciolo
Laureata in biologia marina e gestione degli ecosistemi marini costieri, con un dottorato in ecologia e biodiversità del plankton marino. Dopo anni dietro un pc ad analizzare dati, ha deciso di specializzarsi in comunicazione scientifica, perché pensa che la ricerca sia inutile se non è accessibile a tutti. Ha recentemente aperto la sua azienda “The Eco Odyssey” perché crede che la comunicazione e l’educazione ambientale siano fondamentali, in questo momento di transizione ecologica. La sua passione è il mare e vuole condividerla con le persone, educando alla conservazione marina, a vivere e viaggiare consapevolmente e rispettando la natura.

Mariarita Caracciolo

Laureata in biologia marina e gestione degli ecosistemi marini costieri, con un dottorato in ecologia e biodiversità del plankton marino. Dopo anni dietro un pc ad analizzare dati, ha deciso di specializzarsi in comunicazione scientifica, perché pensa che la ricerca sia inutile se non è accessibile a tutti. Ha recentemente aperto la sua azienda “The Eco Odyssey” perché crede che la comunicazione e l’educazione ambientale siano fondamentali, in questo momento di transizione ecologica. La sua passione è il mare e vuole condividerla con le persone, educando alla conservazione marina, a vivere e viaggiare consapevolmente e rispettando la natura.

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