Intervista a Franco Borgogno, vincitore del Blue Prize 2020

“Il Pianeta Azzurro” intervista in esclusiva Franco Borgogno, vincitore del Blue Prize 2020. Un’anteprima per il web per conoscere il pensiero del Presidente di Ocean Literacy riguardo il ruolo determinante della divulgazione scientifica ambientale e di come l’arte possa diventare alleata dei comunicatori. L’intervista integrale sarà disponibile sul prossimo numero de “Il Pianeta Azzurro”.

Con una solida carriera giornalistica alle spalle, Franco Borgogno si è da anni buttato a capo fitto nel mondo della divulgazione scientifica ambientale. È proprio per questo impegno costante nella difesa del Pianeta che è stato premiato con il Blue Prize 2020.

Il premio, nato nel 2019 da un’idea di Pianeta Azzurro, è dedicato a persone e realtà costituite che si sono distinte per la propria attività di protezione dell’ambiente e divulgazione scientifica in ambito acquatico.

Il premio è stato consegnato durante l’Earth Prize Italia, il premio internazionale per l’educazione ambientale organizzato da WEEC Network e Comune di Luino con il contributo di Regione Lombardia. Insieme alla targa del Premio, Franco Borgogno ha anche ricevuto un’opera di Stefano Pilato, l’artista livornese che abbiamo intervistato in questo articolo, in cui ci descrive l’importanza dell’arte del recupero e degli scarti dal cui assemblaggio ricava le sue meravigliose opere.

L’intervista a Franco Borgogno, vincitore del Blue Prize 2020, completa sarà disponibile sul prossimo numero de “Il Pianeta azzurro” ma vogliamo regalarvi una breve anteprima.

Il Blue Prize vuole premiare coloro i quali si sono distinti per il proprio ruolo nella divulgazione scientifica in ambito acquatico. Quali sono secondo lei le sfide che la divulgazione scientifica è chiamata ad affrontare in un periodo così delicato come quello che stiamo attraversando?

È un’epoca in cui le opportunità per la ricerca e l’innovazione sono numerose, così come l’informazione e la comunicazione in questo campo. Queste opportunità vanno sfruttate al meglio perché dal successo della comunicazione dipende anche l’interesse del pubblico, fondamentale per spingere la ricerca in una certa direzione.
Sicuramente il tema della comunicazione del cambiamento climatico è una delle sfide future. Si tratta di una tematica particolarmente complessa perché è un’accezione non semplicissima, che comprende concetti che non sempre si collegano facilmente a qualcosa di concreto. Ad esempio, se parlo di un incidente relativo ad una petroliera che ha provocato uno sversamento in mare, sicuramente l’impatto visivo che avrò sarà maggiore e sotto gli occhi di tutti, così come le conseguenze sugli organismi marini che ne sono implicati. Con il cambiamento climatico, la gravità dell’impatto è superiore ma più difficile da percepire. Noi percepiamo solo alcuni degli effetti del surriscaldamento globale, perché molti hanno tempi lunghi. Questa è una delle più grandi sfide mondiali in corso: elaborare una grande strategia di comunicazione globale riguardo questa tematica. Da gennaio inizia il “Decennio del mare”, il decennio che le Nazioni Unite hanno deciso di dedicare alla scienza del mare. Questa sarà un’occasione straordinaria, anche per l’informazione e la divulgazione scientifica, per parlare di mare e di cambiamento climatico.

Per scoprire in che modo divulgazione, arte e racconti possano essere centrali per creare un substrato culturale, secondo Franco Borgogno, non vi resta che aspettare l’intervista integrale, che verrà pubblicata sul prossimo numero de “il Pianeta azzurro”.

Scrive per noi

Valeria De Toma
Laureata in Biologia ambientale, con un Master in Sostenibilità socio ambientale. Ha lavorato come comunicatrice scientifica e attualmente svolge il servizio civile presso l’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé Futuro Onlus.

Valeria De Toma

Laureata in Biologia ambientale, con un Master in Sostenibilità socio ambientale. Ha lavorato come comunicatrice scientifica e attualmente svolge il servizio civile presso l’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé Futuro Onlus.

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