Il Pianeta Azzurro incontra Stefano Pilato: l’artista livornese che con le sue opere racconta un mare ironico e colorato (ma non meno in pericolo) ci ha rilascuito una lunga intervista in esclusiva per il nostro prossimo numero.
Formatosi nell’ambiente pubblicitario, Stefano Pilato ha presto deciso di dedicarsi all’arte di recupero, setacciando le spiagge della sua Livorno e non solo in cerca di quello che il mare aveva restituito agli uomini.
Pezzi di legno, plastica, rifiuti deformati dalle onde sono diventati parte integrante -è proprio il caso di dirlo- delle sue opere, assemblate con questi materiali di recupero, inutili singolaremente ma dotati di nuova vita se ricomposti dalla fantasia di Stefano.
Hanno così preso vita pesci dalle forme più strane, galli meccanici ed opere esposte in musei e hall di importanti alberghi. Ogni opera conserva un forte spirito ironico, che contrasta ed allo stesso tempo rafforza la denuncia delle sue sculture. Le creature che troverete su ArtPesceFresco, il sito di Stefano Pilato, colpiscono soprattutto perchè raccontano una lunga storia di incuria e mancanza di rispetto nei confronti del mare.
Abbiamo dedicato a Stefano una lunga intervista per parlare del valore delle sue opere, dell’emergenza covid-19 che molto ha a che fare con l’ambiente e del futuro della sua arte.
Troverete l’intervista integrale nel prossimo numero di Pianeta Azzurro ma vogliamo regalarvene un’anteprima
IL PIANETA AZZURRO: Molte delle sue prossime sculture rischiano di essere composte da mascherine e guanti di lattice; crede che l’emergenza Coronavirus possa essere un’opportunità per un cambio di vita o confermerà le cattive abitudini dell’animale uomo?
STEFANO PILATO: “In passato ho usato filtri delle mascherine per alcuni particolari delle mie opere…la riflessione che faccio da i primi giorni della quarantena è quella dell’ossessività -del tutto legittima- di ritornare alla normalità. Ma se la normalità di prima deve ritornare con gli stessi atteggiamenti mentali e materiali che hanno portato a questa situazione, allora sarebbe il caso di pensare ad un’altra normalità dove quello di cui ora si parla molto meno, cioè la tutela del nostro ambiente, diventi per tutte le nazioni per tutti i governi veramente la priorità assoluta, tanto quanto il vaccino antivirus. L’ovvio non è mai abbastanza quando si deve educare al rispetto dell’ambiente. Guardiamo la natura -il mondo vegetale, gli animali- come in questo periodo, in poco tempo si sia ripresa gli spazi occupati dalla nostra arroganza”.
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Scrive per noi

- Laureato in diritto ambientale, si è presto convinto che le sfide ecologiche non si vincono nei tribunali. Collabora con l’Istituto Scholè dal 2014 e dal 2017 è inviato di Pianeta Azzurro per il quale gestisce anche contenuti online e la comunicazione social media. Crede nell’intelligenza delle persone e che la buona comunicazione serva a risvegliarne la consapevolezza per cambiare il mondo.
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