Contratti di fiume: strumenti di partecipazione attiva

La partecipazione attiva alla protezione e alla salvaguardia dell’ambiente può essere promossa tramite i Contratti di fiume, strumenti di volontario impegno alla tutela e riqualifica delle risorse idriche.

L’attenzione al bene comune, quale quello idrico, è fondamentale ai fini della protezione ambientale. A prendersi cura dei corsi fluviali possono essere sia i singoli cittadini, attraverso  il proprio senso civico, che enti ed associazioni. Con questo scopo nascono i “Contratti di fiume“, accordi volontari tra soggetti che hanno responsabilità nella gestione e nell’uso delle acque, nella pianificazione del territorio e nella tutela dell’ambiente.

Anche nella Città Metropolitana di Torino si stanno sperimentando i contratti di fiume: grazie all’approccio volontario a cui sono associati, essi ben rappresentano il senso di comunità e la forza della collaborazione ai fini di una riqualificazione ambientale. Il significato più evidente del contratto è quello di individuare una programmazione strategica, volta alla gestione e alla valorizzazione della risorsa idrica e del territorio ad essa legata.

Rappresentano, dunque, un vero e proprio punto di interconnessione tra i pilastri della sostenibilità: se da un lato si perseguono dei fini di conservazione degli habitat e delle specie ad essi associate, dall’altro intervengono finalità socio-economiche legate allo sviluppo territoriale.

Decisivo un approccio sistemico

Non deve, pertanto, stupire la necessità di collaborazione tra competenze differenziate, quali quelle tecnico-ambientali, giuridiche e politiche, passando per le competenze educative, necessarie per diffondere questi valori nelle nuove generazioni che, già nel presente, abitano il territorio.

In relazione anche alla conformazione idrogeologica del territorio, la Regione Piemonte è stata una delle prime ad interessarsi ai Contratti di fiume, identificandoli come una modalità diretta di recupero ambientale.

Nello specifico, si prefigura come uno strumento attraverso cui “l’acqua paga l’acqua”: infatti, gli investimenti volti alla riqualifica dell’habitat condizionano innegabilmente anche la risposta ai cambiamenti climatici, nonché all’agricoltura.

Attraverso il Piano d’azione di cui si compone il Contratto di fiume, è possibile conoscere esattamente quali azioni compiere per preservare o riqualificare il bene idrico e identificare i ruoli di coloro che si impegnano per questo fine.

I Contratti di fiume, inoltre, si inseriscono in reti di protezione ambientale più ampia, quali le Direttive europee. Allo stesso modo, da essi si generano nuove occasioni di finanziamento territoriale.

Si tratta, in conclusione, di uno strumento che implica una partecipazione attiva ed un coinvolgimento delle diverse parti interessate; a questo proposito, l’Osservatorio Nazionale dei Contratti di Fiume ha pubblicato un documento, liberamente consultabile, dal titolo “Coinvolgimento e partecipazione dei portatori d’interesse. Approcci, metodi e strumenti per i processi di Contratto di Fiume

 

 

Scrive per noi

Valeria De Toma
Laureata in Biologia ambientale, con un Master in Sostenibilità socio ambientale. Ha lavorato come comunicatrice scientifica e attualmente svolge il servizio civile presso l’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé Futuro Onlus.

Valeria De Toma

Laureata in Biologia ambientale, con un Master in Sostenibilità socio ambientale. Ha lavorato come comunicatrice scientifica e attualmente svolge il servizio civile presso l’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé Futuro Onlus.

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