Un ricordo per Riccardo Cattaneo Vietti

Con una lettera di Angelo Mojetta ricordiamo Riccardo Cattaneo Vietti. Ricercatore, biologo, amico di Pianeta Azzurro e membro della nostra giuria del premio per tesi in biologia marina, Cattaneo Vietti ci ha lasciati pochi giorni fa.

Pochi giorni fa ci ha lasciati Cattaneo Vietti, ricercatore, biologo, amico di Pianeta Azzurro e membro della nostra giuria del premio per tesi in biologia marina.

Lo ricordiamo attraverso una lettera di Angelo Mojetta.

 

‘Era il primo marzo 2021…

Ciao Riccardo…, Caro Riccardo…oggi capisco perché non hai mai risposto alla mia ultima mail e devo ormai declinare tutto al passato perché il destino ha messo un punto fermando a ieri il nostro presente.

Ma da dove si comincia a ricordare una persona come te? Scrivo persona a ragion veduta perché ai miei occhi, e certamente non solo ai miei, sei stato molto di più che la somma delle parti: biologo, ma non solo, docente, ma non solo, subacqueo, ma non solo, compagno e amico, ma non solo e altro ancora.

Nella mia mente è sempre rimasto impresso uno dei nostri primi incontri. Fu durante un congresso SIBM quando una sera, in occasione della cena sociale, voi genovesi mi invitaste al vostro tavolo. Eravamo tutti giovani e pieni di entusiasmo. Parlavamo di ricerche (voi soprattutto) e di sogni (quasi tutti) e solo più tardi, anni dopo, avrei realizzato che quella sera mi ero ritrovato a cenare con quello che sarebbe diventato un pool di professori che avrebbero lasciato il segno nella storia della biologia marina italiana e, diciamolo francamente, non solo in quella.

Ricordo il tuo libro dei nudibranchi a cui dedicai un articolo su AQUA, la rivista per la quale lavorai a lungo cercando di essere tramite tra la scienza ufficiale e il mondo degli appassionati. Tu già lo facevi con il tuo stile che si andava via via raffinando, facendo di te un professore divulgatore, capace di battute che magari spiazzavano l’uditorio, ma che avevano sempre un fondamento.

Se ripenso e mi tuffo nel passato, ormai questo solo posso fare, mi hai aiutato tante volte e tante volte ho fatto ricorso alle tue ricerche per documentarmi e scrivere meglio libri e articoli. Eri una fonte sicura e, nel caso fosse stata necessaria una spiegazione in più, sapevo che avrei potuto contare sulla tua collaborazione.

Non ci vedevamo spesso, soprattutto da quando non ho più avuto modo di partecipare ai convegni SIBM, ma in compenso c’erano altre occasioni come Il Mare a Milano, dove ti volli ospite almeno un paio di volte, il Cernia Day nato quasi per scherzo al tuo corso sul visual census a Portovenere, le edizioni dell’Eudi Show dove era sempre facile individuarti tra la folla grazie alla tua imponente statura. Ogni volta era un piacere ascoltarti e la stima nei tuoi confronti continuava a crescere, ammettendo che fosse possibile aumentarla.

Ogni tanto mi coinvolgevi permettendomi di ricambiare in parte la tua amicizia. Così avvenne quando mi chiedesti, con una sorta di ultimatum “o la fai tu o domando a Piero Angela”, di scrivere la prefazione al tuo “Uomini e cozze” sia per l’edizione italiana che per quella inglese. Poi il destino ha voluto che tu mi facessi un ultimo dono: scrivere insieme THE ESSENTIAL ROLE OF DIVING IN MARINE BIOLOGY, un lavoro che ha appassionato entrambi e che ci ha tenuti occupati per un po’ di mesi del 2020 tra ricerca di notizie, revisioni e patemi per individuare una rivista che lo pubblicasse nonostante il numero di pagine davvero cospicuo. E anche in questo caso il grande Riccardo è riuscito nell’impresa. Qualcuno avrebbe potuto dubitarne?

Ora, quasi in trance, mi trovo a scrivere di te dedicandoti questo mio saluto privo di quell’abbraccio che ci scambiavamo ogni volta che ci incrociavamo e che tu estendevi anche ad Ovidia, mia moglie, un’altra persona che non ti dimenticherà mai. Sono passate poche ore e già altri hanno scritto di te e altri lo faranno con dovizia di particolari umani e scientifici. Sul web, digitando Riccardo Cattaneo Vietti, ci sono ben 118.000 risultati, più che sufficienti per chi volesse conoscerti come scienziato e per questo aggiungo qui una tua breve e incompleta biografia scientifica.

Laureatosi con lode in Scienze Biologiche nel 1972 presso l’Università di Genova, Riccardo Cattaneo-Vietti ha svolto in questo ateneo la gran parte della sua attività scientifica, da ricercatore e professore con un intermezzo come Professore Ordinario di Ecologia presso l’Università Politecnica delle Marche.

Il fulcro della sua attività di ricerca è stata la biologia ed ecologia marina ed in particolare lo studio delle comunità bentoniche mediterranee ed antartiche. Specialista di molluschi opistobranchi, è stato responsabile di vari progetti nazionali inerenti le comunità bentoniche marine, le grotte sommerse, il corallo rosso e la gestione delle aree marine protette.

È stato Regional Editor di Marine Biology per un decennio (1997-2007) e anche Associate Editor di Aquatic Biology. Nel periodo 2006 – 2012, ha fatto parte del Giunta Amministrativa e del Consiglio Direttivo del CoNISMa rappresentando l’Università di Genova che è stata peraltro tra gli atenei fondatori del Consorzio.

Autore di 7 libri di biologia ed ecologia marina, ha sintetizzato le sue ricerche in oltre 300 pubblicazioni scientifiche, in buona parte pubblicate su riviste internazionali. Oltre a ciò ha scritto testi di pura divulgazione, che miscelano sapientemente la conoscenza scientifica, l’amore per l’arte e la capacità di osservazione storica. Ricordiamo il volume UOMINI E COZZE: I MOLLUSCHI NELLA STORIA, in collaborazione con Mauro Doneddu e Egidio Trainito, che ripercorre il ruolo di questi molluschi dal Paleolitico ad oggi.

Ha rappresentato l’Università di Genova nel Consiglio d’Amministrazione dell’Area Marina Protetta di Portofino, ha fatto parte del Consiglio Scientifico dell’Area Marina Protetta di Tavolara – Capo Coda Cavallo.

Ma quante cose che la rete non dice potrebbero raccontare i tanti che ti hanno incontrato e hanno incrociato i loro passi con i tuoi?

Ora dove sei? Mi piace immaginare che ti trovi in un posto bellissimo e conosci tutto della vita marina, che puoi scendere fino al fondo della Fossa delle Marianne per curiosare o incontrare tutti i grandi scienziati di cui hai letto i lavori e che hai citato nelle tue ricerche.

Non essere triste anche se te ne sei andato troppo presto e troppo in fretta per colpa di uno stramaledetto virus. Chi ha dato tanto, come hai fatto tu, può guardare indietro ed essere felice. Lascia a noi tutta la tristezza e, se puoi, continua a seguirci e aiutaci a camminare su retti sentieri come hai fatto tu, uomo saggio.

Mi hai lasciato un grande vuoto che i ricordi stentano a riempire. Il Pianeta Azzurro, per il quale sto scrivendo queste righe, modeste rispetto a quanto meriteresti, rimane orfano. Non ci sarai più a giudicare con noi le tesi delle giovani biologhe e biologi marini del Premio di laurea Pianeta Azzurro. Anche essi cominciano e l’augurio che posso fare loro è che qualcuno ti assomigli come forse è già accaduto a qualche tuo allievo. È il lascito migliore che un maestro par tuo può lasciare

Quando ho saputo di te ero appena tornato da un funerale di un’amica dove era stata letta una poesia struggente. Ne riporto e ti dedico alcuni versi, presi a caso:

“Amiamo troppo poco e sempre troppo tardi. Affrettiamoci ad amare gli altri che se ne vanno così presto lasciandosi dietro le scarpe e un telefono sordo. L’essenziale è così rapido che accade di colpo poi una quiete normale e perciò intollerabile come purezza nata dritta dallo sconforto quando pensiamo a qualcuno restandone senza.”

Ciao Riccardo. Non ci credo ancora. Dovrò farlo, accettarlo. Sarà difficile, ma so che non mi sarai mai lontano.

You May Also Like

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *