Un’anteprima per il web: Edo Passarella si racconta al Pianeta Azzurro

Edo Passarella ed Il Pianeta Azzurro ancora insieme: il reporter e videomaker che ha già collaborato con la nostra rivista si racconta in un’intervista esclusiva. Appassionato fotografo e narratore, pittore e collaboratore del National Geographic, Edo Passarella è da sempre un amico e collaboratore prezioso che ci ha regalato grandi emozioni.

Edo Passarella ed Il Pianeta Azzurro ancora insieme: il reporter e videomaker che spesso ha collaborato con la nostra rivista, si racconta in un’intervista esclusiva.

Appassionato fotografo e narratore, pittore e collaboratore del National Geographic, Edo Passarella è da sempre un amico e collaboratore prezioso. Edo ci ha regalato grandi emozioni e spunti, come il racconto di Water Crew presentato all’interno della conferenza “Handicapped Scuba Association: 35 anni di subacquea per le persone non vedenti”. 

Water Crew è stato un piccolo grande successo che racconta il progetto di educazione marina e turismo sostenibile realizzato nel 2014 per il Pianeta azzurro. Girato a bordo di Nave Italia, in collaborazione con l’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholè Futuro Onlus, racconta l’esperienza di navigazione e formazione ha coinvolto un gruppo di ragazzi diversamente abili.

Un docufilm che potete vedere QUI sul canale YouTube di Edo

Oggi sono molti ancora i progetti ai quali Edo lavora e tanti altri ancora si prepara a realizzarli. Lo abbiamo intervistato per parlare del mondo della comunicazione, del complesso periodo del covid-19 e della sua passione per il mare e per l’avventura.

L’intervista con Edo Passarella è un’esclusiva del nostro cartaceo ma vogliamo comunque regalarvene un assaggio!

Il Pianeta Azzurro: Ciao Edo, nell’articolo abbiamo ripercorso la tua storia professionale e le collaborazioni con Pianeta Azzurro: hai vissuto moltissime avventure e sei sempre riuscito a farci viaggiare con te ma c’è un progetto al quale pensi da tempo e che non hai ancora realizzato?

Edo Passarella: Non mi aspettavo di dover cominciare questa chiacchierata partendo dalla risposta più complicata! Sai, sebbene ogni progetto di viaggio nasca da presupposti ben distinti e spesso complessi, ti confesso che dall’ultimo portato a termine ad oggi ne ho comunque immaginati talmente tanti che faccio prima ad accennarti quello che mi ha lasciato il più grande rimpianto. Risale a una manciata di anni fa, quando con quello che ho sempre reputato uno dei più straordinari e folli viaggiatori di sempre, l’amico Giorgio Bettinelli, (oltretutto che fantastico narratore era!) si stava pianificando insieme l’esplorazione del litorale cinese, io in barca a vela lui a bordo dell’inseparabile Vespa, dal golfo del Tonchino fin su al Mar Giallo. L’idea prevedeva di imbarcare ogni tanto lui e la sua motocicletta e via, alla scoperta di uno dei mari più inquinati del pianeta. Una mattàna assoluta che per tale ragione ci stava gasando non poco. Poi, una schifosa mattina sua moglie Yapei ci informa che Giorgio era morto, all’improvviso, durante la notte, nella loro casa in Cina, e addio sogni. Un mio dolore indelebile, e non a causa del progetto andato in fumo, ma perché come Giorgio non ne nascono più. Un vero visionario, un genio.

PAZ: A proposito di progetti rimasti in sospeso; abbiamo tutti vissuto lo straniante periodo del lockdown causato dal Covid-19. Un evento drammatico ma, per molti, anche un’occasione che li ha arricchiti: come ha vissuto quelle settimane?

EP: Purtroppo l’ho vissuto come la stragrande maggioranza, da recluso forzato, a Milano. Ti lascio immaginare l’atmosfera. Fortunatamente ero insieme alla mia famiglia, per cui, tutto sommato, l’ho vissuto più serenamente di molti altri come le persone sole, gli ospedalizzati, chi ha subito perdite fra i propri cari. Un’esperienza sociale davvero triste. Diciamo che, a parte la fortuna di riuscire comunque a portare avanti qualche lavoro anche da casa, oltre a leggere e farmi una gran scorpacciata di film, sono fra coloro che ha provato a individuarne gli aspetti positivi, al punto di chiedermi se alla fine dei conti ne saremmo usciti migliorati. Al momento non l’ho ancora capito ma continuo a sperarci.

Il resto della nostra intervista vi aspetta sul prossimo numero di Pianeta Azzurro!

Scrive per noi

Andrea Ferrari Trecate
Andrea Ferrari Trecate
Laureato in diritto ambientale, si è presto convinto che le sfide ecologiche non si vincono nei tribunali. Collabora con l’Istituto Scholè dal 2014 e dal 2017 è inviato di Pianeta Azzurro per il quale gestisce anche contenuti online e la comunicazione social media. Crede nell’intelligenza delle persone e che la buona comunicazione serva a risvegliarne la consapevolezza per cambiare il mondo.

Andrea Ferrari Trecate

Laureato in diritto ambientale, si è presto convinto che le sfide ecologiche non si vincono nei tribunali. Collabora con l’Istituto Scholè dal 2014 e dal 2017 è inviato di Pianeta Azzurro per il quale gestisce anche contenuti online e la comunicazione social media. Crede nell’intelligenza delle persone e che la buona comunicazione serva a risvegliarne la consapevolezza per cambiare il mondo.

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