Il Trattato dell’Alto Mare, un approfondimento di Worldrise

Cosa riguarda e quanto è importante il Trattato dell’Alto Mare? Una riforma che gli oceani aspettavano da troppo tempo e che vi raccontiamo grazie al comunicato stampa di Worldrise.

Dopo quasi 20 anni di discussioni e al termine di 38 intense ore di negoziati, gli Stati Membri delle Nazioni Unite, riuniti a New York, hanno raggiunto un accordo storico per la protezione e una migliore gestione della biodiversità dell’Alto Mare. 

L’Alto Mare è un grande bene comune globale, copre circa metà della superficie del nostro Pianeta ed è una componente vitale della nostra biosfera, fondamentale per la salute dell’intero oceano. Corrisponde alle Aree Oltre la Giurisdizione Nazionale: acque internazionali che non appartengono a nessuno ma che, allo stesso tempo, sono di tutti. Un tempo considerata addirittura una zona priva di vita, in realtà questa vasta porzione di mare non solo è uno scrigno di biodiversità, ma supporta anche il buon funzionamento della Terra: regola il clima e i cicli dei nutrienti, sostiene gli stock ittici costieri, produce ossigeno, sequestra anidride carbonica e fornisce numerosi servizi ecosistemici“.

Un serbatoio di biodiversità e ricchezze alla mercé delle attività umane più disprate e -soprattutto- non regolamentate e non sanzionabili.

Il trattato definito dagli Stati Membri delle Nazioni Unite nella sera tra sabato 4 e domenica 5 marzo 2023, rappresenta una svolta per la conservazione dell’Alto Mare e pone le basi giuridiche per istituire, anche in queste acque, delle Aree Marine Protette (AMP), tratti di mare in cui la biodiversità è tutelata in un’ottica di sviluppo sostenibile“.

Questo storico accordo è anche uno strumento chiave per raggiungere l’obiettivo di proteggere almeno il 30% dell’oceano globale entro il 2030, concordato a dicembre durante COP15 […] Proteggere e conservare almeno il 30% dell’oceano entro il 2030 rappresenta il livello minimo di protezione che secondo la comunità scientifica sarà necessario raggiungere per garantire un oceano sano“.

Un obiettivo che è molto caro a noi di Pianeta Azzurro e a Worldrise che contribuisce alla campagna globale con il progetto 30×30 Italia. I temi di 30×30 Italia trovano spazio sui nostri media (QUI i contenuti finora presenti sul nostro sito) grazie al contributo che gli esperti di Worldrise ci forniscono in un’ampia progettualità di media partnership e collaborazione. 

“Mariasole Bianco, Presidente di Worldrise Onlus, ha spiegato: L’obiettivo del 30×30 dovrebbe essere ecologicamente rappresentativo, il che significa che se ci si concentrasse solo sulle Acque Territoriali, verrebbero tralasciati gli habitat critici dell’Alto Mare. Per raggiungere l’obiettivo 30×30 escludendo l’Alto Mare, bisognerebbe proteggere e conservare il 77% delle acque nazionali. Questo è politicamente impossibile. Benché ogni nazione sia incoraggiata a impegnarsi a proteggere e conservare almeno il 30% delle proprie acque nazionali, garantire la creazione di un Trattato capace di proteggere efficacemente l’intero oceano rappresenta un passo avanti fondamentale per il raggiungimento del 30×30 e il benessere di tutti noi.

Ma attenzione, il Trattato per l’Alto Mare avrà validità solo dopo la ratificazione di un numero sufficiente di Stati Membri. Il Trattato in sintesi fornisce le linee guida con le quali gli Stati possono muoversi per raggiungere gli obiettivi di protezione. La strada è ancora lunga ma è tracciata e questo rappresenta una tappa fondamentale anche per l’immediato futuro.

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