I volontari di Ocean Film Festival Italia: intervista con Elisabetta Medina

Volontaria di Ocean Film Festival Italia ed illustratrice, continuiamo con lei a dare voce alle persone che contribuiscono alla kermesse dedicata agli oceani.

Con il nostro speciale de La Collana del Faro dedicato ad Ocean Film Festival Italia abbiamo raccontato tanti dei protagonisti legati alla rassegna ma altrettanto importanti sono i volontari che lavorano sul palco e dietro le quinte per rendere un successo ogni tour. Oggi incontriamo Elisabetta Medina.


IL PIANETA AZZURRO: Spesso l’arte viene usata come veicolo di comunicazione di temi delicati. C’è un segreto per parlare di emergenze ambientali attraverso il disegno?

ELISABETTA MEDINA: “Penso che la potenza del disegno come mezzo per parlare di emergenze ambientali sia la sua capacità di smuovere, disturbare, far discutere e riflettere chi lo osserva”. (NdR: Elisabetta è anche una bravissima artista: i suoi lavori sono visibili sul profilo Instagram medinaesk_ )

Uno dei lavori di Elisabetta Medina

PA: Nel corso degli anni c’è stata una pellicola che ti ha colpito in modo particolare dal punto di vista artistico?

EM: “Sono molto appassionata di acquarelli e di urban sketching, quindi la mia risposta potrà sembrare scontata: “If you give a beach a bottle” di Max Romey. Il regista e artista protagonista del film riesce a unire arte e attivismo in modo naturale e pungente, come vorrei riuscire a fare anche io. Mi piace il contrasto tra l’eleganza dell’acquarello e la sporcizia dei soggetti dipinti, i rifiuti in plastica su una remota spiaggia dell’Alaska. Mi ha provocato una forte sensazione di dolore e smarrimento vedere Max strappare i suoi bellissimi disegni dell’album per creare la forma di una grossa bottiglia di plastica, simbolo del male che stiamo facendo al mare”.

Un altro acquerello realizzato da Elisabetta

PA: È difficile anche solo immaginare quanto lavoro ci sia dietro le quinte di una realtà come Ocean Film Festival; cosa hai trovato di unico in questa manifestazione?

EM: “Come componente del team di volontari che sostiene la manifestazione, mi colpisce il senso di comunità che si è creato negli anni. Il gruppo è composto da ragazzi di età e vite molto diverse ma che una volta all’anno si incontrano per condividere una loro passione. Il tempo non è mai abbastanza per approfondire l’amicizia con il resto dei volontari ma basta qualche ora di preparazione della sala, di sorrisi con il pubblico e di sogni proiettati sul grande schermo per unirci in modo speciale. Nella nostra missione da volontari trovo anche molto interessante non solo la gestione della serata e degli ospiti che Ocean Film Festival porta nei cinema ma anche la fase di pubblicità precedente all’evento, durante la quale, tramite diversi canali di comunicazione e reti di contatti, cerchiamo di far conoscere il Festival nelle nostre città, ai nostri coetanei, amici e famiglie, facendoli innamorare di serate difficili da dimenticare”.

PA: Quando si parla di temi ambientali, il volontariato diventa attivismo: quale insegnamento della tua esperienza con Ocean Film Festival pensi possa invogliare altre persone a fare la tua stessa scelta?

EM: “Andare a vedere al cinema i film proposti dall’Ocean Film Festival è sempre stato per me un piacevole momento di evasione dalla vita di tutti i giorni ma allo stesso tempo credo che lo spettatore ne esca con un’accresciuta consapevolezza su temi scottanti come l’emergenza climatica e come l’uomo, in prima persona, stia pian piano logorando la sua meravigliosa casa. Si tratta di una consapevolezza che va coltivata anche dopo che il grande schermo si è spento, senza farla sbiadire. Lavorare con Ocean Film Festival, in questi anni, mi ha dato l’opportunità di farla crescere, circondata da un gruppo di giovani volenterosi che credono come me nel messaggio prezioso di questo evento”.

Scrive per noi

Andrea Ferrari Trecate
Andrea Ferrari Trecate
Laureato in diritto ambientale, si è presto convinto che le sfide ecologiche non si vincono nei tribunali. Collabora con l’Istituto Scholè dal 2014 e dal 2017 è inviato di Pianeta Azzurro per il quale gestisce anche contenuti online e la comunicazione social media. Crede nell’intelligenza delle persone e che la buona comunicazione serva a risvegliarne la consapevolezza per cambiare il mondo.

Andrea Ferrari Trecate

Laureato in diritto ambientale, si è presto convinto che le sfide ecologiche non si vincono nei tribunali. Collabora con l’Istituto Scholè dal 2014 e dal 2017 è inviato di Pianeta Azzurro per il quale gestisce anche contenuti online e la comunicazione social media. Crede nell’intelligenza delle persone e che la buona comunicazione serva a risvegliarne la consapevolezza per cambiare il mondo.

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