Sono ormai passati due anni da quando, il 27 gennaio 2024, l’atleta siciliano Fausto Firreri ha stabilito il Record Mondiale paralimpico di Apnea lineare estrema sotto i ghiacci, fissandolo a 30 metri. Per commemorare l’avvenimento, abbiamo piacere di presentarvi l’intervista che ci ha rilasciato.
Leggi l’anteprima della sua intervista e continua a seguirci; la versione integrale ti aspetta prossimamente sulle pagine della nostra edizione cartacea!
Il Pianeta azzurro: Ti sei preparato molto per affrontare una sfida del genere? E qual è stata la prima cosa che hai pensato appena uscito dall’acqua?
FAUSTO FIRRERI: La prima cosa è stata, ti lascio immaginare, grande felicità. Sono riuscito ad affrontare i problemi dell’altitudine. I giorni prima, quando sono arrivato a Covalou, che è a 1300 metri d’altezza, la frequenza cardiaca mi è schizzata a 80 battiti e la saturazione è scesa a 95. Ho fatto degli esercizi apposta, mi sono preparato, come mi ero già preparato a casa, e sono riuscito ad adattarmi. E poi, quando sono andato sul Lago di Lod, che è a 2250 metri d’altezza, i battiti sono schizzati di nuovo su.
Anche la sera prima avevo fatto alcune prove, ero entrato in acqua, ero tranquillo, devo dirti la verità. Ero sicuro, perché la frase che mi sono sempre ripetuto nei mesi di preparazione, che non sono stati semplici, era sempre la stessa. Dicevo a me stesso: “Non ti preoccupare, è acqua. È fredda, hai il ghiaccio sopra, ma è acqua. E tu con l’acqua hai sempre avuto a che fare, sopra, sotto e così via. Quindi non ti preoccupare, è acqua”. E questo è stato il motto che mi permetteva di addormentarmi tutte le sere, quando mi svegliavo di notte, quando c’erano le voci che parlavano dentro di me. Quello era il motto che riusciva sempre a farmi riaddormentare tranquillamente.
All’inizio non sapevo come avrebbe reagito la mia mente ad una prova così. Ma per fortuna, grazie alla mia preparazione e grazie anche allo staff che avevo con me, è andato tutto bene. Mi ha assistito in tutto l’associazione sportiva di cui faccio parte, Project Diver di Giuseppe Corona. E sia lui, sia suo figlio Stefano, che è il mio infermiere personale, mi hanno assistito egregiamente in tutto questo percorso, che non è stato semplice. Avevo loro, e poi c’era mio figlio Alberto con me, che è cresciuto in tutto questo, è piccolo ma è da quando è nato che si trova in mezzo al mondo del mare. E poi lì ho trovato Stefano (Moretto), ho trovato Mattia (Malara), ho trovato il resto del mio staff, che mi ha dato sicurezza e tranquillità. Avevo una macchina intorno a me che funzionava benissimo.

Al centro Fausto Firreri, da sinistra il figlio Alberto, l’infermiere Stefano Corona, il responsabile del progetto “il Pianeta azzurro” Stefano Moretto e l’allora sindaco di Chamois Mario Pucci.
Il Pianeta azzurro: E adesso senti che c’è una specie di prima e dopo questo record, in qualche modo? Ti ha dato la sensazione a che adesso lo devi difendere? Magari qualcuno proverà a batterlo.
Fausto Firreri: Io ti posso dire che il mondo dell’apnea paralimpica sta crescendo molto. A livello nazionale ci sono anche atleti forti, con varie disabilità, c’è un mondo che si sta muovendo dietro l’apnea paralimpica. E quindi io mi aspetto che qualcuno si presenterà. Ma i record solitamente sono fatti sì per essere battuti, ma principalmente per essere migliorati. Quindi io dentro di me so che lo andrò a migliorare.
Quell’anno è stato un anno particolare, perché ho avuto dei problemi che non mi hanno permesso di potermi allenare durante l’inverno come volevo. Ho avuto un brutto infortunio al moncone che mi ha portato a due mesi senza preparazione. Diciamo una serie di cose che mi hanno reso tutto un po’ più difficile.
E dopo Lod sono partito di nuovo con la preparazione, con le gare. La prima gara che ho fatto è stata a giugno, ho partecipato al Campionato Italiano di Safari Fotosub, non so se ne siete al corrente…
Il Pianeta azzurro: No, non lo sapevamo, raccontaci un po’ […]
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