Microplastiche, Laghi e Fiumi – Quali sono gli impatti su questi ambienti? L’intervista a Federica Rotta, dottoranda di UniPV e SUPSI

Le microplastiche non sono solo un problema dei mari: anche laghi e fiumi ne sono interessati. Cosa sappiamo oggi della loro diffusione e dei possibili effetti sugli ecosistemi? Facciamo il punto con Federica Rotta, dottoranda dell’Università di Pavia e della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI).
Foto gentile cortesia di @IST-SUPSI

In occasione del VI Forum Nazionale del Turismo Consapevole delle Acque Interne  Federica Rotta, dottoranda presso l’Università di Pavia e la Scuola universitaria professionale della Svizzera Italiana (SUPSI), ha presentato le ricerche svolte sull’inquinamento da microplastiche nei laghi e nei fiumi.

A partire dai temi affrontati durante il suo intervento, le abbiamo rivolto alcune domande per approfondire ciò che oggi sappiamo sulla presenza delle microplastiche negli ecosistemi d’acqua dolce e sui loro possibili effetti.

Leggi l’anteprima della sua intervista e continua a seguirci; la versione integrale ti aspetta prossimamente sulle pagine della nostra edizione cartacea!


Il Pianeta azzurro: Dottoressa Rotta, nel suo intervento del 2024 ha parlato delle microplastiche come di un contaminante ormai ampiamente presente anche in quei laghi e fiumi che vengono generalmente considerati incontaminati. Ha anche spiegato che le microplastiche sono un contaminante “relativamente recente” per la ricerca scientifica. Quanto sappiamo oggi della loro presenza nelle acque interne e quali sono le principali sfide che la ricerca sta affrontando?

Federica Rotta: Sebbene l’utilizzo su larga scala della plastica risalga all’inizio del secolo scorso, la consapevolezza della loro presenza nell’ambiente è molto più recente. Le prime osservazioni nei mari e negli oceani risalgono solo agli anni Settanta, ma è solo con l’inizio del nuovo millennio che si sviluppa una maggiore coscienza ambientale legata a questa problematica.

Alcuni esempi di microplastiche trovate nel lago.

Negli ultimi 10-20 anni la ricerca ha iniziato a studiarne in modo sistematico la diffusione negli ecosistemi acquatici, mettendo in evidenza quanto questi contaminanti siano ormai ampiamente diffusi attorno a noi. 

Per quanto riguarda laghi e fiumi, la maggior parte degli studi si è principalmente concentrata sul rilevamento della contaminazione delle acque superficiali, comparto in cui si concentra oltre l’80% dei monitoraggi effettuati. Questo per ottenere una visione iniziale della reale entità del problema.

Quello che si è osservato è che, in alcuni casi, possono raggiungere livelli paragonabili o addirittura superiori a quelli osservati nelle grandi aree di accumulo oceanico, le cosiddette “garbage patches”. Questo suggerisce che alcuni laghi possano trasformarsi in veri e propri hotspot di inquinamento da microplastiche.

La situazione, però, è molto variabile nelle diverse zone. Le concentrazioni dipendono da fattori geografici, ambientali e demografici, e da eventi meteorologici estremi, che possono aumentare improvvisamente l’apporto di microplastiche nei corpi idrici. Questa complessità rende difficile ricostruire con precisione il percorso e il destino di questi contaminanti.

In questo senso, individuare un filo conduttore comune tra tutti i corpi idrici studiati è un problema complesso. E per questo motivo, negli ultimi anni sono stati avviati e continuano ad essere intrapresi un numero crescente di programmi di ricerca e monitoraggio, con l’obiettivo di comprendere meglio l’evoluzione di questo fenomeno. Questi studi mirano non solo a quantificare la presenza e la distribuzione di microplastiche nei laghi e nei fiumi, ma anche a identificare le principali fonti di contaminazione per definire strategie condivise per lo sviluppo di piani di intervento efficaci per la salvaguardia di questi ambienti.

 

Il Pianeta azzurro: Il suo dottorato studia la distribuzione delle microplastiche e la loro interazione con gli organismi acquatici. Quali sono stati i risultati più significativi?

Qui e in copertina, due scatti effettuati durante i campionamenti

Federica Rotta: Nel corso di questi tre anni di ricerca abbiamo utilizzato come caso studio il sistema transfrontaliero del Lago di Lugano, concentrandoci su un aspetto ancora poco esplorato: la distribuzione delle microplastiche lungo l’intera colonna d’acqua. La maggior parte degli studi si limita infatti alle acque superficiali, ma un lago è un ambiente molto più complesso e dinamico. 

Abbiamo cercato di capire quali siano i meccanismi che influenzano il movimento e l’accumulo delle microplastiche nel lago. Queste informazioni sono fondamentali perché permettono di valutare in modo più realistico il rischio di esposizione per gli organismi acquatici che vivono nelle sue acque.

I risultati ottenuti hanno mostrato un dato particolarmente interessante: le concentrazioni più elevate  non si trovano necessariamente in superficie, ma nei primi metri d’acqua, all’interno della cosiddetta zona eufotica. Si tratta dello strato del lago dove vengono sostenute gran parte delle attività biologiche, dalla fotosintesi delle alghe microscopiche fino alla vita di numerosi organismi acquatici. Questa osservazione apre scenari nuovi e importanti. Proprio nella fascia del lago più ricca di vita si concentra infatti anche una quota significativa di microplastiche, aumentando le possibilità di interazione con gli organismi acquatici.

Abbiamo inoltre osservato che le microplastiche vengono rapidamente colonizzate da batteri, microalghe e altri microrganismi, formando quella che viene definita “plastisfera”. È un fenomeno che potrebbe influenzare il loro comportamento nell’ambiente e le interazioni con gli ecosistemi, ma richiede ancora ulteriori studi. […]

Scrive per noi

Vittoria Blancato
Vittoria Blancato
Vittoria Blancato è stata civilista dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-WEEC Network ETS e ora continua a collaborare con noi. Già studentessa della laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo (ECAU) presso l’Università degli Studi di Torino, è laureata in Scienze Naturali, ha sempre avuto la passione per la natura e gli animali. Durante il liceo, scriveva articoli per il giornalino d’istituto, sviluppando così un interesse per la scrittura. Nel tempo libero, ama leggere e fare passeggiate nei parchi.

Vittoria Blancato

Vittoria Blancato è stata civilista dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-WEEC Network ETS e ora continua a collaborare con noi. Già studentessa della laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo (ECAU) presso l’Università degli Studi di Torino, è laureata in Scienze Naturali, ha sempre avuto la passione per la natura e gli animali. Durante il liceo, scriveva articoli per il giornalino d’istituto, sviluppando così un interesse per la scrittura. Nel tempo libero, ama leggere e fare passeggiate nei parchi.

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