Il Leudo racconta: viaggio tra tradizione, sostenibilità e innovazione nel Mediterraneo 

Si è concluso “Il Leudo racconta”, un evento itinerante lungo le coste liguri, toscane e corse per valorizzare il patrimonio marittimo attraverso il dialogo tra tradizione navale e cooperazione europea. Ve lo raccontiamo attraverso le parole di Luca Natale e Roberto Bertonati.

Non è un leudo qualunque quello che, dal 28 maggio al 17 giugno, ha attraversato il Mar Ligure per raccontare la tradizione marittima del Mediterraneo. Si tratta de La Zigoela, l’imbarcazione di punta dell’Associazione Compagnia delle Vele Latine, protagonista dell’evento itinerante “Il Leudo racconta, inserito nel progetto Neptune Evolution.

L’iniziativa nasce nell’ambito del programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027, che sostiene la cooperazione tra i territori della fascia transfrontaliera per la valorizzazione sostenibile del patrimonio ambientale e culturale del Mediterraneo.

Il leudo La Zigoela nel porto di La Spezia.

Il Leudo racconta ha trasformato un’imbarcazione storica in un vero e proprio spazio di divulgazione e punto d’incontro, toccando numerosi porti della Liguria e proseguendo poi verso la Toscana, per concludere il viaggio in Corsica. Obiettivo principale, decisamente raggiunto dato il successo ottenuto, era quello di avvicinare comunità e associazioni locali, scuole e istituzioni ai temi della tradizione marinara italiana e della sostenibilità ambientale.

In questo contesto si inserisce appunto Neptune Evolution, progetto che punta a rafforzare la rete transfrontaliera dei siti sommersi di interesse naturalistico e archeologico, migliorandone la tutela, il monitoraggio e la fruizione sostenibile, anche attraverso strumenti innovativi come le tecnologie digitali.

In occasione della presenza del leudo a La Spezia, Il Pianeta azzurro è stato invitato a prendere parte all’evento. Abbiamo colto l’occasione per approfondire i diversi aspetti dell’iniziativa, raccogliendo due punti di vista complementari: quello del comandante della Zigoela, Roberto Bertonati, custode della tradizione nautica, e quello istituzionale di Luca Natale, funzionario della Regione Liguria, Settore Sviluppo Sostenibile, e responsabile del progetto Interreg Marittimo Italia-Francia 2021-2027.

 


L’intervista a Roberto Bertonati – Comandante de La Zigoela

Il Pianeta azzurro: Lei è presidente e fondatore dell’Associazione Compagnia delle Vele Latine, che da anni si impegna per mantenere viva la cultura della navigazione tradizionale. Com’è nata questa sua passione?

Roberto Bertonati: La mia passione nasce molti anni fa: un bisnonno possedeva un leudo, che è una tipica imbarcazione tradizionale. Avevo già un interesse per il mare in generale, ma da lì è nato quello che si è trasformato in un percorso più strutturato, fino alla ricostruzione della barca e alla nascita, nel 2004, dell’Associazione Compagnia delle Vele Latine.

L’obiettivo principale è appunto salvaguardare la storia della marineria tradizionale e valorizzare le antiche imbarcazioni. Accanto a questo ci sono molte altre attività: la tutela dell’ambiente, la divulgazione e soprattutto il lavoro con i giovani e le scuole, per trasmettere ciò che facevano le generazioni passate.

Il Comandante Roberto Bertonati al timone della sua Zigoela.

Il Pianeta azzurro: Qual è oggi la sfida più grande nel trasmettere questo patrimonio alle nuove generazioni?

Roberto Bertonati: La difficoltà principale è riuscire a coinvolgere attivamente i giovani. Le associazioni come la nostra sono spesso piccole, composte da persone “di una certa età”, ed è complesso riuscire ad avvicinare i ragazzi. 

Uno scatto del comandante che, con velocità ed esperienza, risistema la vela.

Per questo cerchiamo sempre il contatto con le scuole e partecipiamo a iniziative come questa, dove i bambini possono vedere da vicino queste realtà. La loro curiosità è incredibile, quindi bisogna cercare di fare molte attività del genere.

Oggi la comunicazione è fondamentale: senza di essa anche le cose più belle rischiano di non arrivare al pubblico. Noi non siamo nativi digitali, ma stiamo imparando ad avvicinarci ai social, perché sono essenziali per raccontare ciò che facciamo e aprirci al mondo.

Il Pianeta azzurro:  “Il Leudo racconta” trasforma La Zigoela in un luogo di incontro tra storia, ambiente e comunità locali sparse per tutta la Liguria e non solo. Quanto è importante partecipare a iniziative come questa?

Roberto Bertonati: È stata una grande opportunità. La Zigoela è diventata una sorta di “ambasciatore”, un contenitore che porta nei territori la storia della navigazione tradizionale e il legame con l’ambiente. 

Io sono ottimista da questo punto di vista, mi rendo conto che oggi c’è una sensibilità crescente verso la sostenibilità e il mare. Anche la barca a vela, pur essendo una tecnologia antica, è estremamente moderna perché, sfruttando il vento per muoversi, è ad impatto zero sull’ambiente. Tra le persone che possono permettersi di farlo, stanno aumentando quelle che scelgono di comprare le imbarcazioni a vela.

Queste iniziative permettono di raccontare tutto questo in modo diretto e coinvolgente. Il limite, semmai, è riuscire a farlo conoscere a più persone possibile. Per questo la collaborazione con progetti come questo è fondamentale: ci permette di portare la nostra storia oltre i confini locali e raccontarla a livello mediterraneo.


L’intervista a Luca Natale – Funzionario di Regione Liguria

Il Pianeta azzurro: Come è nata l’idea de “Il Leudo racconta” e come si è sviluppato il progetto?

Luca Natale: Il progetto nasce dalla sintesi di idee diverse. Invece di organizzare un evento classico, con incontri in una sala al chiuso, abbiamo pensato di crearne diversi, e così è stato. Abbiamo portato le attività direttamente nei porti. Il percorso è iniziato dalle piccole isole del Ponente ligure, Gallinara e Bergeggi, per poi toccare Genova, Santa Margherita, La Spezia, Porto Venere, Lerici, le Cinque Terre e successivamente abbiamo aggiunto una tappa a Massa, in Toscana e quella finale a Bastia in Corsica. 

Abbiamo quindi creato vari eventi, vari panel, in cui abbiamo parlato di ambiente, di territori, di progetti locali. Questo approccio ci ha permesso di creare una rete tra amministrazioni, aree protette, associazioni e cittadini, raccogliendo esperienze e spunti utili anche per i progetti futuri. Stiamo già lavorando al prossimo settennato, quello 28-34 sempre dell’Interreg Marittimo. 

Uno scatto di Luca Natale mentre da il cambio al comandante.

Domanda: Come si inseriscono iniziative di questo tipo nelle strategie di sviluppo sostenibile e tutela ambientale della Regione Liguria?

Luca Natale: Ne sono la base. Le politiche di sviluppo sostenibile e quelle legate alla tutela ambientale non sono separate: devono essere integrate e messe in rete. Tutte le nostre azioni vengono inserite nei goal dell’Agenda 2030, portando i progetti direttamente sui territori, e non in spazi chiusi. È proprio quando c’è la possibilità di parlare con la gente che emergono tante esigenze e tante idee nuove.

Abbiamo coinvolto i centri di educazione ambientale di Regione Liguria, che durante queste giornate hanno organizzato varie attività: snorkeling, incontri con i cani da salvamento, oppure incontri e presentazioni di libri per bambini. Abbiamo incontrato insegnanti decisamente attivi e bambini che hanno la fortuna di vivere in posti di mare bellissimi. 

In contesti come questo, i piani, le idee escono dai libri e dai quaderni e trovano applicazione.

Domanda: Quanto è importante coinvolgere cittadini, scuole e comunità locali?

Luca Natale: È essenziale, perché così si abbattono le barriere tra istituzioni e cittadini. Questi momenti permettono un dialogo diretto, anche con le scuole e i più giovani, di territori, di cultura, di ambiente. È importante usare linguaggi diversi a seconda del pubblico, naturalmente. Solo così i concetti di sostenibilità e tutela ambientale diventano concreti e comprensibili.

Ed è positivo anche quando nascono polemiche, perché vuol dire che si è in un contesto maturo per parlare. Sono convinto che questa prima esperienza de “Il Leudo racconta” debba avere un approfondimento, un continuo. 

Domanda: Che valore ha, in generale, il progetto “Il Leudo si racconta”?

Luca Natale: È un’esperienza che dimostra come la cultura del mare possa essere raccontata in modo vivo e partecipato.

Che si dia la possibilità, ad esempio, ai leudi storici di ritornare in mare, di ricominciare a navigare, di raccontare la loro storia anche ai ragazzi, ai bambini, a tutti. Anche a chi ha già avuto modo di conoscere la cultura del mare, perché è così che non viene persa.

Non dobbiamo passare ai nostri figli una cartolina, magari un po’ sbiadita, di cos’era la storia. Dobbiamo raccontarla in concreto e soprattutto in modo diverso, in modo da attrarre, in modo da renderli consapevoli di quello che sta succedendo attorno a loro. Lo scopo di “Il Leudo racconta” è stato anche questo.


L’esperienza di La Zigoela e tutto il progetto Neptune Evolution, mostrano come il patrimonio marittimo non sia soltanto un’eredità da conservare, ma anche uno strumento vivo per trasmettere conoscenza e sensibilità alle nuove generazioni. La memoria della navigazione tradizionale si intreccia così con le sfide della sostenibilità ambientale e della cooperazione europea.

In questo confronto tra passato e futuro, tra esperienza diretta e racconto, si fa evidente il valore di iniziative capaci di uscire dai contesti istituzionali tradizionali per incontrare cittadini, scuole e comunità locali proprio nei luoghi in cui il mare viene vissuto ogni giorno.

Un percorso che dimostra come la cultura marittima del Mediterraneo, raccontata in modo accessibile e condiviso, può diventare anche oggi un mezzo di partecipazione e consapevolezza.

Scrive per noi

Vittoria Blancato
Vittoria Blancato
Vittoria Blancato è stata civilista dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-WEEC Network ETS e ora continua a collaborare con noi. Già studentessa della laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo (ECAU) presso l’Università degli Studi di Torino, è laureata in Scienze Naturali, ha sempre avuto la passione per la natura e gli animali. Durante il liceo, scriveva articoli per il giornalino d’istituto, sviluppando così un interesse per la scrittura. Nel tempo libero, ama leggere e fare passeggiate nei parchi.

Vittoria Blancato

Vittoria Blancato è stata civilista dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-WEEC Network ETS e ora continua a collaborare con noi. Già studentessa della laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo (ECAU) presso l’Università degli Studi di Torino, è laureata in Scienze Naturali, ha sempre avuto la passione per la natura e gli animali. Durante il liceo, scriveva articoli per il giornalino d’istituto, sviluppando così un interesse per la scrittura. Nel tempo libero, ama leggere e fare passeggiate nei parchi.

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