Nell’ultima puntata vi abbiamo portato a scoprire i robot marini del futuro, che puliscono e studiano i mari. Potete trovare la puntata qui. In questa puntata invece, il pianeta azzurro continua la sua collaborazione con GREEN FLAGS, che vi porterà a conoscere la storia del capodoglio Siso. Igor D’India ha intervistato Carmelo Isgrò, diventato celebre dopo la morte del capodoglio Siso, che si è arenato sugli scogli di Capo Milazzo (Sicilia), dopo essere rimasto vittima di una grossa spadara (rete da pesca). Carmelo in 18 giorni ha recuperato tutte le ossa del capodoglio Siso e ha subito dopo fondato un museo, il MUMA di Milazzo, dove i resti del capodoglio sono esposti al pubblico.
Da questo momento in poi Carmelo é stato coinvolto in tantissimi progetti di sensibilizzazione e educazione ambientale. Il MUMA, infatti, non é un semplice museo ma molto di più.
Il suo scopo é far conoscere il mare in tutte le sue sfaccettature, ma soprattutto insegnare a proteggerlo. Sono tante le attività organizzate, a partire dal tour del museo che é un percorso interattivo, a diverse attività in mare, all’animazione nelle scuole.
Ovviamente sostenere questi progetti é importantissimo perché é grazie ad essi che possiamo arrivare a comprendere come le attività illegali (es. la pesca illegale) possano danneggiare gli ecosistemi marini e gli altri organismi. Grazie alle attività di sensibilizzazione partite da un solo capodoglio, Sisa, può essere prevenuta la morte di tanti altri capodogli.
Se siete appassionati del mare e vi trovatre in Sicilia non potete perdervi il MUMA di Milazzo!
Per ritrovare Carmelo Isgró andate su IG: clicca qui.
Mentre qui troverete il sito del museo del mare di Milazzo: il muma.
Per ascoltare il podcast invece cliccate i link che seguono!
LINK AL TERZO EPISODIO SU SPREKER
Trovate invece Igor D’India qui sul suo sito. Ma anche su Youtube, FB, IG, LinkedIn!
Scrive per noi

- Laureata in biologia marina e gestione degli ecosistemi marini costieri, con un dottorato in ecologia e biodiversità del plankton marino. Dopo anni dietro un pc ad analizzare dati, ha deciso di specializzarsi in comunicazione scientifica, perché pensa che la ricerca sia inutile se non è accessibile a tutti. Ha recentemente aperto la sua azienda “The Eco Odyssey” perché crede che la comunicazione e l’educazione ambientale siano fondamentali, in questo momento di transizione ecologica. La sua passione è il mare e vuole condividerla con le persone, educando alla conservazione marina, a vivere e viaggiare consapevolmente e rispettando la natura.
In evidenza2025.03.14Estratto dell’intervista a Sara Segantin vincitrice del premio Donnambiente 2024
Attività 20252025.02.20EUDI Show 2025: Il Pianeta Azzurro protagonista!
Attività 20242025.02.16Educational Goal 2024-2025: Sport ed Educazione Ambientale per un Futuro Sostenibile
Attività 20242025.01.23OGYRE – La prima piattaforma globale che coinvolge i pescatori nel recupero di rifiuti marini