Anche quest’anno le zone umide festeggiano la giornata loro dedicata. Importanti regolatori climatici, habitat ricchi di biodiversità, le zone umide sono essenziali per l’ecosistema.
La Giornata Mondiale delle Zone Umide celebra la firma che sancisce la nascita della Convenzione di Ramsar. Un accordo che dal 1971 si occupa di promuovere le zone umide organizzando eventi per far conoscere e preservare questi habitat particolari.
Le zone umide accolgono una ricchissima biodiversità fatta di piante, uccelli, mammiferi, rettili, anfibi, pesci e invertebrati. Garantiscono inoltre ingenti risorse di acqua e cibo e svolgono una fondamentale funzione mitigante: sono infatti i bacini di assorbimento di carbonio più efficaci sulla Terra.
Lo slogan della Giornata mondiale delle Zone Umide del 2022 è “Valorizza, gestisci, restaura, ama le zone umide” e la giornata di quest’anno è davvero importante essendo (finalmente!) stata riconosciuta ufficialmente anche dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Lo slogan ci invita quindi a riconoscere il valore di questi habitat, proteggerli e gestirli adeguatamente, ripristinarli e -soprattutto- imparare ad amarne la bellezza, a partire proprio dalla loro incredibile biodiversità.
Molte le iniziative in Italia, a cominciare dal calendario eventi del WWF che celebrerà questi habitat tanto importanti fino al 6 febbraio.
Altrettanto farà Legambiente con un calendario dedicato anch’esso esteso fino al 6 febbraio, consultabile QUI. Verrà inoltre presentato oggi alle 17:00, in diretta sui canali social di Legambiente, un approfondito report dedicato: al centro dell’azione, tutti i successi, le buone pratiche e le criticità per fare per festegiare e, al contempo, pianificare i miglioramenti necessari.
L’Italia annovera ben 65 zone Ramsar sul proprio territorio (nove delle quali ancora in corso di perfezionamento), per un totale di oltre ottantamila ettari, distribuiti in 15 Regioni.
Un tesoro ecosistemico importante ma ancora a rischio: secondo i dati ISPRA il 40% degli habitat acquatici e delle specie sono in uno stato di conservazione definito “inadeguato”; il 19% “cattivo” e l’11% “sconosciuto”. Infine, solo il 29% è “favorevole”.
Per saperne di più sulla storia della Convenzione di Ramsar e le iniziative nel mondo, QUI il sito ufficiale
Scrive per noi

- Laureato in diritto ambientale, si è presto convinto che le sfide ecologiche non si vincono nei tribunali. Collabora con l’Istituto Scholè dal 2014 e dal 2017 è inviato di Pianeta Azzurro per il quale gestisce anche contenuti online e la comunicazione social media. Crede nell’intelligenza delle persone e che la buona comunicazione serva a risvegliarne la consapevolezza per cambiare il mondo.
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