Il 5 giugno si celebra la Giornata mondiale dell’ambiente: ridurre l’inquinamento da plastiche, l’obiettivo di quest’anno.
Ogni anno, sono oltre 143 i Paesi di tutto il mondo che partecipano alla Giornata, con l’obiettivo comune di sensibilizzare il pubblico attraverso conferenze, workshop e campagne educative. Il World Environment di quest’anno cade vicino ai nuovi negoziati globali che si terranno nella Provincia di Jeju in Corea del Sud. Una scelta non casuale, dato che la Corea del sud ha uno scopo ben preciso: eliminare l’inquinamento da plastica entro il 2040.
Uno degli ecosistemi più gravati dall’inquinamento da plastica, lo sappiamo bene, è proprio il mare. Si legge sul sito di ISPRA: “Ogni anno circa 100.000 mammiferi e un milione di uccelli marini muoiono a causa dell’intrappolamento all’interno delle reti da pesca abbandonate o dopo aver ingerito i frammenti che esse rilasciano in mare. L’86% dei rifiuti marini rinvenuti sui fondali è riconducibile ad attività di pesca, con una netta prevalenza di lenze, cime e reti abbandonate, perse o dismesse (dati ISPRA). Le reti fantasma rappresentano, quindi, una delle forme più insidiose di inquinamento marino. Per questo ISPRA, soggetto attuatore del progetto PNRR MER, ha affidato agli operatori economici Fondazione Marevivo, Castalia Consorzio Stabile e CoNISMa, Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare, nell’operazione “GhostNets”, il recupero di reti e attrezzi da pesca abbandonati o persi accidentalmente in mare“.
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