Aspettando la City Nature Challenge 2026, che si terrà dal 24 al 27 aprile, abbiamo chiesto a Sara Liverani di raccontarci la sua esperienza all’edizione 2025 di Portofino, di cui è stata la referente.
Classe 1993, Sara è accompagnatrice marina turistica, accompagnatrice subacquea per non vedenti e lavora per la SSD Outdoor Portofino nel ruolo di Project Manager e Activity Leader.
Leggi l’anteprima della sua intervista e continua a seguirci; la versione integrale ti aspetta prossimamente sulle pagine della nostra edizione cartacea!

IL PIANETA AZZURRO: Durante la City Nature Challenge 2025 avete contribuito a mettere in contatto cittadini e natura. Come si è inserito Outdoor Portofino in questo progetto e qual è stato il tuo ruolo?
SARA LIVERANI: La partecipazione di Outdoor Portofino alla City Nature Challenge 2025 ha avuto un alto valore educativo, che è stato legato soprattutto al tempo di qualità trascorso in natura e a ciò che questo tempo riesce a trasmettere, in linea con l’approccio di outdoor rigenerativo che caratterizza le attività della nostra organizzazione.
Le attività della CNC hanno invitato le persone a rallentare, osservare e dedicare attenzione a ciò che le circonda. Cercare una specie, fotografarla, provare a riconoscerla, diventa una sorta di esplorazione consapevole. Una piccola caccia al tesoro che stimola curiosità, spirito di scoperta e capacità di osservazione.
E in questo contesto anche lo sport e il gioco assumono un valore educativo molto forte, perché muoversi, doversi orientare, pagaiare o esplorare insieme rende l’apprendimento una parte naturale e importante dell’esperienza, anzi direi spontaneo. Non si tratta di trasmettere nozioni, ma di far nascere domande, costruendo la consapevolezza attraverso l’esperienza diretta.
Nel mio ruolo di guida outdoor e come organizzatrice referente della City Nature Challenge per Outdoor Portofino, ho lavorato per integrare questi valori all’interno delle attività all’aperto, rendendo la citizen science accessibile e coinvolgente.

IL PIANETA AZZURRO: Ti è sembrato che cittadini e scuole si siano lasciati coinvolgere di più? Hai visto crescere la loro curiosità?
SARA LIVERANI: La CNC sicuramente ha rafforzato il coinvolgimento delle comunità locali, soprattutto attraverso la conoscenza e il riconoscimento delle specie presenti nel territorio.
Imparare il nome di una pianta, di un insetto o di un organismo marino che si incontra ogni giorno cambia il modo di guardare l’ambiente: ciò che prima era anonimo diventa riconoscibile, e quindi più vicino, più significativo. Questo approccio è risultato efficace per persone di tutte le età – bambini, adulti o famiglie.
Dare un nome a ciò che si osserva significa costruire un primo legame consapevole con la natura che ci circonda, spesso data per scontata. Riconoscere elementi comuni dell’ambiente diventa un’altra occasione di apprendimento: ad esempio imparare che la Posidonia non è un’alga, come molti pensano, ma una pianta fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi marini e non, oppure imparare a distinguere il tarassaco da altre specie simili che si incontrano quotidianamente. Allo stesso tempo, l’osservazione ha permesso di riconoscere anche specie aliene o nuove presenze, che fino a pochi anni fa non facevano parte del paesaggio locale. Questo ha stimolato domande e riflessioni su come gli ecosistemi stiano cambiando, aprendo un dialogo spontaneo su biodiversità, adattamento e trasformazioni ambientali. In questo modo, la City Nature Challenge diventa uno strumento concreto per attivare curiosità, costruire un linguaggio condiviso e rafforzare il senso di responsabilità all’interno delle comunità locali.
IL PIANETA AZZURRO: Come avete organizzato le attività pratiche tra escursioni subacquee, seawatching e uscite a terra? E c’è stato un momento che ti è rimasto particolarmente impresso?
SARA LIVERANI: La gestione delle attività pratiche è stata pensata per integrare la citizen science all’interno di esperienze outdoor già strutturate, senza separare il momento dell’attività fisica da quello dell’osservazione… [Continua sulla nostra rivista cartacea!]

Scrive per noi

- Vittoria Blancato è stata civilista dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-WEEC Network ETS e ora continua a collaborare con noi. Già studentessa della laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo (ECAU) presso l’Università degli Studi di Torino, è laureata in Scienze Naturali, ha sempre avuto la passione per la natura e gli animali. Durante il liceo, scriveva articoli per il giornalino d’istituto, sviluppando così un interesse per la scrittura. Nel tempo libero, ama leggere e fare passeggiate nei parchi.
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