La City Nature Challenge (CNC) è un’iniziativa globale di citizen science nata nel 2016, un bioblitz urbano di quattro giorni a fine aprile, nel quale città di tutto il mondo competono in modo collaborativo per documentare la biodiversità locale.
Nel 2025, per la prima volta la città di Torino è stata coinvolta nella CNC, con la gestione locale affidata al Museo Regionale di Scienze Naturali (MRSN), in collaborazione con l’Università di Torino, l’Università del Piemonte Orientale, e diverse associazioni scientifiche e naturalistiche. Noi di Pianeta Azzurro, media partner dell’evento, abbiamo seguito l’evento torinese ed oggi e siamo in grado di riportarvi alcuni dei risultati locali.
L’evento sul territorio torinese si è svolto in due dei principali parchi cittadini. Il 26 e 27 aprile si sono tenute delle escursioni guidate al Parco Colonnetti e del Valentino.
Con alcuni ricercatori alla guida, gruppi di cittadini interessati hanno effettuato delle osservazioni sul campo, scattando foto e registrando audio delle specie viventi nei parchi urani, e caricando il materiale raccolto sull’app iNaturalist, entro il termine del 4 maggio, per poi passare il testimone agli esperti, che si sono occupati di identificare e catalogare le specie osservate.

Con oltre 200 partecipanti in due giorni, 4.066 osservazioni, 1.117 specie osservate e 121 caricamenti, Torino si classifica mediamente al secondo posto nella lista delle città italiane (prima Roma, terza Milazzo).
Marco Fino, direttore di MRSN, si dichiara soddisfatto del lavoro di squadra dei giovani tecnici che hanno seguito l’evento, “non soltanto per il gestione della parte scientifica”, ma soprattutto “per lo sfiancante lavoro” di sviluppo delle procedure burocratiche. Anche lo stesso team, composto da Roberto Costantino, Sara Scapinello e Loredana Macaluso, dichiara riuscito questo primo tentativo.
L’elaborazione finale dei dati non è ancora disponibile, ma noi di Pianeta Azzurro ci siamo fatti rivelare alcune osservazioni in anteprima.
La specie con più osservazioni registrate, afferma Costantino, è Harmonia axyridis, la ben nota coccinella arlecchino, specie alloctona originaria dell’Asia che si osserva in Italia dal 2006 e che, all’epoca, aveva destato già le preoccupazioni della comunità scientifica per la sua natura invasiva.
Sono circa un centinaio le specie alloctone osservate durante la gara, fra cui spiccano Ailanthus altissima (ailanto) e Trachemys scripta (tartaruga americana). Quelle citate da Costantino (la lista completa verrà pubblicata sul cartaceo) sono tutte specie aliene invasive di interesse unionale, con un significativo impatto negativo sulla biodiversità e sugli ecosistemi europei.

Per quanto riguarda le circa cinquanta specie a rischio, citiamo qui due coleotteri molto cari agli entomologi torinese, Cerambyx cerdo e Morimus asper (cerambicidi o longicorni). Contro i facili sensazionalismi che nascono quando si parla di specie aliene e a rischio, Costantino ci ha tenuto a specificare che quelle sopra elencate non sono sorprese per i naturalisti torinesi, ma specie ben note e monitorate.
Tuttavia, una simile lista può dare l’idea di quanto variegata sia la fauna di una grande città, tante specie che spesso passano inosservate, o si danno per scontate, ma che hanno una storia unica e alle volte problematica.
Il prossimo passo di Costantino e colleghe, sarà quello di confrontare le specie catalogate con lo storico della città di Torino, per verificare eventuali variazioni, presenze/assenze impreviste e altri casi simili.
Per ora, non ci rimane che augurare un buon lavoro al Museo e al suo staff, nell’attesa della restituzione finale di questa prima edizione.
Scrive per noi

- Classe 1992, laurea in lingue e master in traduzione editoriale. In buona sostanza un nerd del linguaggio e della conoscenza, ha fin da piccolo la passione per la divulgazione scientifica (lo prendono ancora in giro per i VHS di Jacques Cousteau). A fianco al lavoro in ambito editoriale, scrive e allestisce spettacoli teatrali in cui parla di salute delle acque e tensioni geopolitiche. Nel frattempo, aspetta l’occasione di imbarcarsi su un veliero che raccoglie plastica.
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