Proseguono le anteprime online delle interviste che andranno a comporre lo speciale di Collana del Faro (qui, il primo volume!). Vi porteremo alla scoperta delle vite dei precursori di una disciplina portata avanti con passione e spirito quasi pionieristico; un viaggio dalle basi di un solido presente verso un futuro ricco di progetti. Le interviste e lo speciale sono realizzate con la collaborazione della Prof.ssa Sabrina Lo Brutto, docente dell’Università di Palermo – Dipartimento DISTEM – e coordinatrice del Gruppo di Lavoro di Disseminazione e Divulgazione della SIBM.
Oggi scopriamo SIBM e la vita da biologo marino attraverso le parole di Adriana Giangrande. Professore Ordinario di Zoologia presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali (DiSTeBA) presso l’Università del Salento, Giangrande è legata soprattutto alla tassonomia e alla sistematica degli anellidi marini, aspetti per i quali ha organizzato corsi specialistici sia in Italia che all’estero. Ha partecipato alla realizzazione di alcuni libri di testo di Zoologia.
IL PIANETA AZZURRO: Il percorso di ogni ricercatore è estremamente complesso; quali sono stati i momenti di soddisfazione ma anche di delusione che più hanno segnato il suo percorso?
ADRIANA GIANGRANDE: “Ho vissuto lunghi anni di precariato perché mi sono innamorata della biologia marina dopo una laurea dedicata alla zanzara della febbre gialla. Per molto tempo ho proceduto senza una guida, frequentando un laboratorio di Idrobiologia a Roma mentre mi mantenevo con altri lavori, tra cui l’illustrazione di libri scientifici. Il punto di svolta arrivò con l’ingresso al Laboratorio di Ecologia del Benthos di Ischia della Stazione Zoologica di Napoli: Eugenio Fresi credette in me e così cominciò la mia avventura. Pur restando precaria a lungo, entrai a far parte di un gruppo di ricerca come libera professionista. Non sono mancati momenti difficili; ho dormito perfino in tenda pur di continuare. Ma, nonostante le difficoltà, il periodo di Ischia è stato uno dei più belli della mia vita, perché percepivo ogni giorno quanto stessi crescendo. […]”

La prof.ssa Giangrande sul palco durante il 52esimo congresso SIBM
PA: Quanto ritiene sia importante che la divulgazione scientifica -in generale ma soprattutto riguardo i temi della biologia marina- usi linguaggi sempre diversi, raggiungendo più persone possibili?
AG: “La divulgazione scientifica è molto importante nel rendere partecipe la gente alle novità dalla ricerca; fortunatamente non è difficile avvicinare il pubblico ad argomenti così affascinanti. Attualmente la divulgazione scientifica è diventata ancora più importante, la si chiama terza missione e viene valutata nei concorsi universitari, nei programmi di ricerca, e viene anche valutata la capacità espositiva durante manifestazioni aperte al pubblico. L’importante è mantenere sempre alta la qualità della comunicazione anche utilizzando le nuove tecnologie e i linguaggi digitali“.
Continuate a seguirci, stanno arrivando nuove anteprime che anticiperanno il secondo speciale dedicato a SIBM!
Scrive per noi

- Laureato in diritto ambientale, si è presto convinto che le sfide ecologiche non si vincono nei tribunali. Collabora con l’Istituto Scholè dal 2014 e dal 2017 è inviato di Pianeta Azzurro per il quale gestisce anche contenuti online e la comunicazione social media. Crede nell’intelligenza delle persone e che la buona comunicazione serva a risvegliarne la consapevolezza per cambiare il mondo.
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