Mare e sport: il progetto Vela e Ambiente porta i ragazzi alla scoperta della propria autonomia

Il nostro inviato racconta le giornate passate alla Scuola di Mare – Lerici, dove cura dell’ambiente, socialità e crescita collettiva creano un percorso educativo unico.

Chi immagina la baia di Santa Teresa e Scuola di Mare – Lerici come un luogo di semplice approdo, sfiora soltanto la superficie di uno spazio/progetto molto più profondo, complesso ed entusiasmante. Il porticciolo della baia, aperto alla diga foranea della Spezia, è una porta d’accesso privilegiata al Golfo dei poeti ed alle sue meraviglie e contraddizioni. Qui convivono tradizioni antiche e realtà emergenti, intente a crearsi il proprio spazio, in un delicato gioco d’equilibrio tra progresso e rispetto della natura.

I ragazzi che arrivano alla scuola, tutti legati già da un rapporto scolastico, coltivato nelle ore tra i banchi ed i corridoi del L.S.S.A. Einstein di Milano, sono accompagnati dai docenti che, proprio in ossequio del progetto ‘Vela e Ambiente’ diventeranno spettatori di un processo di crescita intenso e fruttuoso, figlio di pochi giorni scanditi da nuovi ritmi e nuove responsabilità.

Il primo briefing, tenuto dal direttore della struttura Davide Negro, chiarisce subito che uno dei temi fondamentali del soggiorno sarà il tempo. Ogni attività è scandita da orari precisi ma non è tanto il ‘fare’ che diventerà maestro prezioso per i ragazzi, quanto il concetto di tempo libero, ovvero ciò che regge la fondamentale distinzione tra autonomia e responsabilità.

Ai ragazzi non viene infatti solo chiesto di seguire le attività formative ma di gestire alcuni aspetti pratici di Scuola di Mare – Lerici stessa. Si occuperanno dei pasti, con le regole per istruire le comande che passeranno da un gruppo all’altro, dalla colazione alla cena, in un circolo virtuoso di responsabilità verso sé stessi ed il gruppo al quale passeranno le consegne. Ogni aspetto viene valutato assieme, dalla quantità di latte, alla gestione dei rifiuti; sotto l’occhio attento di Fernando, non solo semplice cuoco ma anima preziosa della scuola, i ragazzi imparano a comprendere il valore di cose solo in apparenza scontate.

Il momento del passaggio delle consegne. I ragazzi diventano mentori del gruppo che andrà a sostituirli

Gli insegnanti smettono i panni di mentori spesso interrogati sulle questioni più semplici; lontani dalle aule, i ragazzi sono invitati al ragionamento, alla suddivisione di ruoli ed a trovare soluzioni di fronte a problemi che, risolti da altri nella vita di tutti i giorni, diventano piccole grandi sfide nel nuovo habitat della scuola.

L’esperienza diretta porta al confronto, all’esporsi: “problemi, soluzioni, idee, ruoli, tutto viene fuori con l’esperienza diretta – ci dice Davide Negroed anche gli adulti, in questo contesto, devono imparare a lasciare andare per favorire la crescita dei ragazzi”.

Poi, ovviamente, non manca l’approccio al mare ed alla sua complessità. Grazie al supporto delle biologhe marine Alice ed Alessia, i ragazzi esplorano con occhi diversi ed approccio esperienziale il fascino degli oceani che insinuano la propria meraviglia fin dentro la piccola baia di Santa Teresa, svelando, sotto i pontili e tra gli scogli, microcosmi affascinanti e complessi. Lo svolgersi di una convivenza molto articolata, è sotto gli occhi di tutti: le attività dei miticoltori, il via vai delle imbarcazioni, i bacini di carenaggio ed i test della Marina Militare, raccontano un golfo che, nella sua complessità, regala importanti spunti di riflessione.

Gli abitanti di baia Santa Teresa ed i giovani esploratori ospiti di Scuola di Mare – Lerici (foto: Alice Barbarioli)

Collaborare è un altro degli obiettivi formativi di Scuola di Mare – Lerici e poco altro fa scoprire lo spirito di squadra come la barca a vela. Uno spazio ridotto, nuove terminologie, il favore del vento, sono tutti elementi che chiedono prontezza e capacità di fidarsi dell’altro. Per Sandro, uno dei maestri velisti in forza alla scuola, “la vela è una metafora di vita, del poter fare ciò che vogliamo rispettando delle regole: quelle del vento. Il resto è strategia, collaborazione e lavoro di squadra

In barca a vela si impara un nuovo senso di coesione

L’uso interdetto dei cellulari, la riscoperta di un tempo proprio, un’autonomia conquistata genuinamente, sono gli ingredienti che rendono i campus “Vela e ambiente” di Scuola di Mare – Lerici qualcosa di molto più complesso di un semplice approccio alla natura del mare ed allo sport: si tratta di una lezione di tre giorni che riguarda, usando le parole di Fernando “il valore della persona”.

Scrive per noi

Andrea Ferrari Trecate
Andrea Ferrari Trecate
Laureato in diritto ambientale, si è presto convinto che le sfide ecologiche non si vincono nei tribunali. Collabora con l’Istituto Scholè dal 2014 e dal 2017 è inviato di Pianeta Azzurro per il quale gestisce anche contenuti online e la comunicazione social media. Crede nell’intelligenza delle persone e che la buona comunicazione serva a risvegliarne la consapevolezza per cambiare il mondo.

Andrea Ferrari Trecate

Laureato in diritto ambientale, si è presto convinto che le sfide ecologiche non si vincono nei tribunali. Collabora con l’Istituto Scholè dal 2014 e dal 2017 è inviato di Pianeta Azzurro per il quale gestisce anche contenuti online e la comunicazione social media. Crede nell’intelligenza delle persone e che la buona comunicazione serva a risvegliarne la consapevolezza per cambiare il mondo.

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