Parto in acqua

L’acqua fa parte del nostro ambiente naturale durante i nove mesi in cui prendiamo forma nella pancia della mamma. Nascere in acqua, all’interno di

L’acqua fa parte del nostro ambiente naturale durante i nove mesi in cui prendiamo forma nella pancia della mamma. Nascere in acqua, all’interno di apposite vasche, è un vantaggio per il nascituro e per la mamma.
In molte strutture, se non vi sono controindicazioni, è possibile effettuare il cosidetto parto in acqua.
Questo tipo di parto non è certo comune come quelli più tradizionali, ed è per questo motivo che la maggior parte delle donne è spesso spaventata da questa opzione. Alcune ricerche, però, mostrano come i bambini nati in acqua siano in salute esattamente come quelli nati in circostanze più “normali”. Per questo scopo ci sono vasche o piscine create ad hoc, più grandi e profonde rispetto a quelle da bagno. Questi tipi di vasche possono essere affittati e sono disponibili in molti ospedali.
L’acqua ha effetti di riduzione della componente dolorosa, minore intervento ostetrico e minori tempi di travaglio.
L’acqua toglie la gravità e la donna riesce a recuperare energia e il respiro si fa calmo e profondo.
L’acqua libera le endorfine che rendono la percezione delle contrazioni più sopportabile e si crea una sensazione di benessere sul tutta la superficie del corpo che è a contatto con l’acqua. L’acqua deve essere di circa 37gradi, questa temperatura rilassa la muscolatura rendendo meno dolorose le contrazioni e la meno tensione muscolare accelera la dilatazione. Studi riportano che il parto in acqua dura dai 30 ai 40 minuti in meno rispetto agli altri.
Parlatene con la Vostra Ostetrica di fiducia e valutate insieme se il parto in acqua rientra nelle vostre possibilità’, alcune controindicazioni al parto in acqua sono: la gestosi, il feto podalico, la necessità di effettuare l’anestesia epidurale, eventuali complicanze o patologie.

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