E dopo la Giornata mondiale dell’Ambiente del 5 giugno, ecco arrivare a soli tre giorni di distanza la Giornata mondiale degli Oceani 2026. Si tratta di una data molto cara a noi de Il Pianeta azzurro, così come – immaginiamo – per voi che ci seguite e ci leggete.
Oggi il “World Ocean Day” compie 24 anni. E sì, nella versione originale la parola “Ocean” è al singolare. Come ci ricorda anche il primo dei 7 Principi dell’Ocean Literacy, “esiste un unico grande oceano“. La suddivisione in bacini è soltanto una convenzione puramente umana.
Proposto per la prima volta nel 1992 all’Earth Summit di Rio de Janeiro, è solo nel 2002 che viene celebrato per la prima volta. Ciò avviene grazie a The Ocean Project, organizzazione internazionale senza scopo di lucro che si occupa di fare sensibilizzazione sui temi della salute e della protezione dell’oceano. Il loro slogan è, per l’appunto, “Un solo oceano, un solo clima, un solo futuro: insieme“. Però è solo nel 2008 che le Nazioni Unite riconoscono ufficialmente questa importante ricorrenza.
Nel corso di questi anni la partecipazione e la creazione di attività in giro per il mondo dedicati a questa Giornata sono aumentate, e si prevedono anche per il 2026 migliaia di eventi, appuntamenti di sensibilizzazione, iniziative educative e progetti di conservazione, che coinvolgeranno istituzioni, associazioni, comunità costiere e cittadini di tutte le età.
Le celebrazioni dell’8 giugno servono a ricordarci – o a rendere noto – il ruolo fondamentale che il mare svolge per la vita di tutti gli esseri viventi del nostro pianeta. L’oceano copre più del 70% della superficie della Terra, produce circa metà dell’ossigeno che respiriamo, assorbe enormi quantità di anidride carbonica dall’atmosfera ed è alla base dell’economia globale, anche nei contesti più poveri o in quelli lontani dalle coste. Ma nonostante la loro importanza, gli ecosistemi marini sono sempre più a rischio a causa dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e dello sfruttamento eccessivo delle risorse che forniscono.
Il tema scelto per la Giornata 2026 è “Strong Marine Protected Areas for Our Blue Planet” (Aree Marine Protette Forti per il Nostro Pianeta Blu). Le AMP sono ormai riconosciute dalla comunità scientifica globale come uno tra gli strumenti più efficaci per la conservazione e la salvaguardia della biodiversità, favorendo il ripopolamento delle specie e aumentando dunque la resilienza degli ecosistemi marini. Lo scopo principale di quest’anno è richiamare i governi e le organizzazioni a trasformare in azioni concrete gli impegni a favore del mare presi negli ultimi anni.
Parte della ragione dietro la scelta di questo tema è il momento particolare in cui attualmente si trova la governance degli oceani. Il 17 gennaio 2026 è infatti entrato in vigore il Trattato ONU sull’Alto Mare, noto anche come Accordo BBNJ – Biodiversity Beyond National Jurisdiction, volto alla tutela della biodiversità nelle acque internazionali.
Adottato nell’ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS) e finalizzato a garantire la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità marina nelle aree al di fuori della giurisdizione nazionale, questo trattato consentirà di istituire nuove AMP anche in alto mare. L’obiettivo ultimo, condiviso a livello globale, è raggiungere il traguardo “30×30”, ovvero proteggere almeno il 30% delle aree marine entro il 2030.
La Giornata mondiale degli Oceani – o più correttamente dell’Oceano, è un’occasione importantissima per riscoprire il valore del mare e riflettere sull’importanza di una gestione sostenibile delle sue risorse, affinché possa continuare a sostenere il benessere delle generazioni presenti e future. Una data simbolica per celebrare un’impegno che perdura tutto l’anno!
Scrive per noi

- Vittoria Blancato è stata civilista dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-WEEC Network ETS e ora continua a collaborare con noi. Già studentessa della laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo (ECAU) presso l’Università degli Studi di Torino, è laureata in Scienze Naturali, ha sempre avuto la passione per la natura e gli animali. Durante il liceo, scriveva articoli per il giornalino d’istituto, sviluppando così un interesse per la scrittura. Nel tempo libero, ama leggere e fare passeggiate nei parchi.
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