L’Europa ingrana la retromarcia sotto la spinta della ”brown economy”. Manca una visione sistemica che integri la giustizia climatica, la partecipazione democratica e la riduzione delle disuguaglianze. La transizione resta centralizzata, affidata a grandi attori industriali, mentre le comunità energetiche, l’autoproduzione diffusa e i modelli cooperativi restano ai margini. La storia giudicherà le scelte di oggi. E il clima, purtroppo, non negozia.
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