In questo estratto dell’intervista che sarà pubblicata integralmente sulla nostra edizione cartacea, Michela Maiorca ci parla della sua passione per il mare e della sua tesi: “Morphometric study of gorgonian populations in the Marine Protected Area of Tremiti Islands: a novel methodological approach of non-destructive monitoring”. Un lavoro realizzato grazie al supporto del relatore, prof. Mastrototaro e del co-relatore, dott. Giovanni Chimienti.
IL PIANETA AZZURRO: Bentrovata Michela e ancora complimenti per il premio! Ci parli di come è nata la tua passione per il mare e come è diventata un lavoro?
MICHELA MAIORCA: “Il mio legame con il mare è nato prestissimo: sono stata immersa nelle acque sarde che avevo 14 giorni! Già da piccola passavo ore e ore al mare a cercare animaletti, a osservarne i comportamenti e le peculiarità. In qualche modo, senza saperlo, stavo già allenando lo sguardo. Poi ho fatto nuoto per tanti anni e questo mi ha aiutato a prendere sempre più confidenza con l’acqua ma la svolta vera è arrivata durante il mio percorso universitario in scienze naturali. Il corso in di zoologia tenuto dal professor Mastrototaro mi ha aperto un mondo; ho capito che sott’acqua esisteva tutta una realtà piena di forme di vita, piena di adattamenti particolari, di relazioni anche molto complesse che dalla superficie non si osservano. Da lì, piano piano, mi sono attrezzata con maschera e boccaglio e ho iniziato ad immergermi con uno sguardo diverso. […]”

Michela Maiorca durante un’immersione
PA: Parliamo della tua tesi, puoi raccontarla ai nostri lettori? Cosa ti ha fatto innamorare del tema che sei andata a trattare?
MM: “La mia tesi parla dei coralli mediterranei e delle gorgonie -molte persone neanche sono a conoscenza che in Mediterraneo ci siano coralli!- organismi fondamentali negli ambienti marini che formano habitat complessi e diversificati ed ospitano un’elevata biodiversità. Si tratta, tuttavia, di specie vulnerabili, il cui stato di salute è indice dell’intero ecosistema; questo significa che il loro monitoraggio è estremamente importante. Tratto anche delle difficoltà che questa attività comporta, come i tempi di immersione e il tipo di strumenti tecnici che non sempre disponibili. Si fa quindi ricorso all’analisi di video e foto realizzati sott’acqua, perché permettono di lavorare in maniera più approfondita anche ex post, per ricavare un maggior numero di dati, in maniera non invasiva e replicabile. I video e le immagini ci restituiscono informazioni sulla dimensione delle colonie, la taglia delle stesse e il numero di individui adulti e giovani e la loro proporzione. Con l’approccio che ho sviluppato, è possibile ricavare dati quantitativi utili anche senza l’utilizzo in immersione di specifiche strumentazioni scientifiche […]”
La versione completa dell’intervista con Michela Maiorca, è un esclusiva della nostra pubblicazione cartacea. Continuate a seguirci, prossimamente sulle pagine de il Pianeta azzurro troverete la versione integrale!
In copertina: Michel Maiorca (la seconda da dx) sul palco di Eudi Show 2026. Con lei da sn a dx: Carlo Cerrano, Eva Turicchia, Stefano Moretto, Angelo Mojetta
Scrive per noi

- Laureato in diritto ambientale, si è presto convinto che le sfide ecologiche non si vincono nei tribunali. Collabora con l’Istituto Scholè dal 2014 e dal 2017 è inviato di Pianeta Azzurro per il quale gestisce anche contenuti online e la comunicazione social media. Crede nell’intelligenza delle persone e che la buona comunicazione serva a risvegliarne la consapevolezza per cambiare il mondo.
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