Ultimo appuntamento con i talk di Educational Goal: studiare e comunicare l’inquinamento delle acque

Siamo giunti all’ultimo appuntamento del ciclo di talk live di Educational Goal, la piattaforma per l’educazione alla sostenibilità che si rivolge ai più giovani. Nel webinar sono intervenuti gli ospiti Franco Borgogno, giornalista e divulgatore scientifico ambientale e Manuel Camia, filmmaker regista e produttore di Plastic River.

Siamo arrivati alla conclusione di un percorso che ha accompagnato gli studenti di moltissime scuole da tutta Italia attraverso il mondo della comunicazione e della divulgazione ambientale. Insieme abbiamo affrontato diverse importanti tematiche riguardanti le interazioni tra l’uomo e gli ecosistemi di cui facciamo parte, sottolineandone le problematicità. Lo abbiamo fatto grazie al contributo di esperti con diverse professionalità, che condividono però un obiettivo comune: tutelare e valorizzare l’ambiente in cui viviamo.

Nel corso dell’ultimo incontro del ciclo di live organizzate dalla piattaforma Educational Goal abbiamo approfondito il tema dell’inquinamento delle acque, che sia quella già presente sul suolo o quella che cade attraverso le precipitazioni, percorrendo il suo antichissimo ciclo. Lo abbiamo fatto grazie al contributo di Franco Borgogno, giornalista e divulgatore scientifico ambientale e di Manuel Camia, filmmaker regista e produttore di Plastic River.

Ospiti e tematiche del talk

Durante il talk, le criticità legate all’inquinamento delle acque non sono state analizzate con la stessa lente: diverse competenze e modalità espressive permettono infatti di affrontare lo stesso problema con differenti approcci. Come abbiamo avuto modo di scoprire durante la live, la comunicazione ambientale è ricca di strumenti che permettono di raggiungere e informare quante più persone possibili. Il webinar, moderato da Andrea Ferrari Trecate, giornalista e inviato di Pianeta azzurro, è stato anche un’occasione per fare conoscere ai giovani ascoltatori le iniziative e attività promosse dall’Istituto Scholé e da Pianeta azzurro, introdotte da Mauro Viviani, volontario dell’associazione. La parola è successivamente passata ai due ospiti.

Manuel Camia, filmmaker regista e produttore di Plastic River, ha raccontato quindi il suo impegno nella comunicazione delle tematiche legate all’ambiente e alla sua tutela attraversa il cinema. Plastic River, girato in collaborazione con chora, associazione culturale per la tutela e valorizzazione del paesaggio e dei beni culturali, è un documentario che segue la storia di Tiberio, un ragazzo milanese che a bordo del suo kayak risale i laghi e fiumi lombardi ripulendoli dai sempre più frequenti rifiuti di plastica. Attraverso questa narrazione, il regista vuole sensibilizzare lo spettatore rispetto a una tematica ambientale di grande importanza: l’inquinamento delle acque. La forma artistica utilizzata per questo scopo permette di raggiungere un ampio pubblico per renderlo consapevole delle problematicità che affliggono i corsi d’acqua presenti sul nostro territorio.

Con un diverso approccio, ma con gli stessi obiettivi, Franco Borgogno, giornalista e divulgatore scientifico ambientale, presidente di Ocean Literacy Italia, strumento che promuovere lo sviluppo sostenibile del mare e delle sue risorse collaborando con organizzazioni quali L’UNESCO, la Commissione Oceanografica Intergovernativa (COI) e il settore dell’Educazione, ci ha raccontato del suo lavoro di comunicazione e divulgazione. Le attività di raccolta e studio dei dati riguardanti l’inquinamento delle acque presenti nelle precipitazioni, svolte anche in collaborazione con l’European Research Institute, permettono di ampliare le conoscenze rispetto alle criticità che influiscono sugli equilibri naturali a livello globale. Comunicare i risultati raggiunti dalla scienza è poi un’altra importante sfida che deve essere affrontata per permettere anche ai più giovani un’informazione adeguata. Attraverso pubblicazioni e momenti di confronto come quello del webinar, gli esperti hanno così il modo di raggiungere un grande pubblico e portare all’attenzione di tutti delle problematiche presenti intorno a noi, ma che spesso non riusciamo a cogliere.

 

Approfondimento e interviste

Considerato il grande interesse dimostrato dai giovani che hanno partecipato al talk rispetto alle tematiche trattate, abbiamo chiesto agli ospiti di rispondere ad alcune domande per approfondire le loro esperienze e per meglio comprendere il loro lavoro e  impegno nell’educazione alla sostenibilità.

 

Di seguito l’intervista a Manuel Camia, regista e produttore di “Plastic River”:

Il Pianeta azzurro: Plastic River nasce da un incontro personale: quanto conta essere coinvolti in prima persona per trasmettere le stesse emozioni al pubblico?

Manuel Camia: Credo che il coinvolgimento personale non sia solo un valore aggiunto ma una vera e propria necessità, soprattutto nel documentario, un medium dove si raccontano storie e persone autentiche. Un interesse personale non solo aiuterà a rapportarsi con il contesto e le vite che si vanno a “invadere” con le nostre  telecamere, ma a costruire un rapporto con i protagonisti che possa aiutare a decifrane le motivazioni e il perché scelgano di agire con delle azioni piuttosto che altre.

Nel caso di Plastic River l’amicizia con Tiberio mi ha aiutato a comprendere cosa ha innescato il suo desiderio di ripulire i fiumi e i laghi che frequenta, ricostruire un percorso che ha già intrapreso da 14 anni e come si è evoluto. Ho subito realizzato come molte persone potessero rivedersi in lui e ripercorrere le stesse tappe. Per questo motivo ho scelto di affrontare il tema infinitamente grande dell’inquinamento da plastica raccontando una storia intima, valorizzando la bellezza dell’ambiente piuttosto che spettacolarizzando il disimpegno e il degrado che purtroppo sono manifestazione diretta del problema.

D: Spesso i documentari raccontano storie ed esperienze grandiose; secondo lei c’è il rischio che questi esempi risultino come difficilmente imitabili, nella loro straordinarietà?

R: Non penso. Credo ci sia bisogno di raccontare quante più storie ed esperienze possibili. Eventi o gesta straordinarie sono difficilmente replicabili, ma possono essere fonte d’ispirazione per tutti cercando di trasportare impegno, dedizione e coraggio nelle proprie attività quotidiane. Storie più ordinarie stanno iniziando ad affacciarsi anche tra il grande pubblico suscitando un nuovo interesse, trasformando in protagonisti persone comuni in cui è più facile rivedersi. La chiave ancora una volta sarà non solo scegliere quale storia raccontare al pubblico, ma in che modo proporla perché riesca a prendere vita e valorizzarne il messaggio.

 

Abbiamo posto alcune domande anche a Franco Borgogno, giornalista e divulgatore scientifico ambientale, presidente di Ocean Literacy Italia. Ecco le sue risposte:

Il Pianeta azzurro: Le criticità ambientali soffrono di una divulgazione mainstream spesso errata; o superficiale o eccessivamente allarmistica: come si raggiunge il grande pubblico mantenendo il corretto equilibrio? 

Franco Borgogno: A mio parere, non esiste un equilibrio ma esiste la correttezza dell’informazione che si ottiene riportando con la massima chiarezza possibile e in maniera comprensibile quello che la scienza – nelle sue varie branche di studio – ha rilevato, verificato, dedotto. Spiegando i dati e i processi e gli eventuali dubbi. Non è un lavoro semplice ma assolutamente fattibile: ci sono ottimi comunicatori ed educatori scientifici che lo fanno quotidianamente in tutto il mondo con risultati straordinari. Alcuni dati, sui temi ambientali, sono allarmanti, molto allarmanti ed è giusto che le informazioni corrette diano il senso della gravità della situazione. Su altre tematiche sentiamo enfasi enorme e spargimento di paura, a fronte di dati che non giustificherebbero questi allarmi, mentre sui problemi ambientali c’è sempre la tendenza a chiedere di edulcorare quando i rischi sono realmente altissimi. Per questo parlo di correttezza e non di equilibrio.

D: La sua opera di raccolta dati e divulgazione, realizzata con European Research Institute, è diventata sempre più capillare ed estesa: quali saranno i prossimi passi?

R: Oltre al lavoro che abbiamo svolto e continuiamo a svolgere sul mare, l’Ocean Literacy e il cambiamento climatico, per quello che riguarda l’inquinamento da plastica stiamo lavorando su progetti che riguardano questo problema legato alle montagne, alle Alpi in particolare: le terre alte al momento sono oggetto di pochissimi studi in questo senso, mentre sono già toccate dal problema e si può fare un ottimo lavoro di conoscenza e prevenzione.

 

Infine, abbiamo chiesto ad Antonio Garofano, CSR Manager di Officine Sostenibili, di raccontarci il bilancio dell’esperienza del talk live di Educational Goal e di parlaci dei futuri progetti.

Il Pianeta azzurro: Quello su Plastic River è stato l’ultimo talk di questo primo cartellone di Educational Goal: è il momento di tirare le somme…

Antonio Garofano: Con Plastic River si chiude un anno di grandi esperimenti e novità, che ha portato Educational Goal in una nuova dimensione di edutainment. Abbiamo appreso tanto dai ragazzi e la partecipazione a spettacoli, film e talk show ci ha favorevolmente sorpreso. Il contributo di registi, attori e degli esperti ha dato un valore enorme ai momenti di approfondimento, che hanno visto anche numerosi interventi in diretta delle scuole. Per il prossimo anno scolastico, l’obiettivo sarà aumentare ancora il livello di partecipazione e di interattività.

D: Il primo progetto innovativo, dopo questa esperienza, sarà una particolarissima ‘escape room’; potete darci qualche dettaglio in più?

R: Con Escape Room entriamo in un livello ancora maggiore di interattività. L’obiettivo sarà, come sempre in Educational Goal, duplice: educare e intrattenere i ragazzi con un quiz a livello di difficoltà crescente, sui temi dell’agenda 2030. Sarà una formula avvincente, che alternerà momenti di approfondimento/intrattenimento a question time. Infine, ci sarà un momento finale di confronto tra le classi. Siamo curiosi di capire quanto la formula piacerà ai ragazzi. Ma siamo certi di trovare la solita grande partecipazione.

Il progetto di Educational Goal è realizzato da Officine Sostenibili e Istituto Scholé futuro con la nostra diretta collaborazione.

Si chiude così il ciclo di live dedicato all’educazione alla sostenibilità, ma non temete! Visto il grande entusiasmo e interesse dimostrato dai giovani che ci hanno seguito in questa avventura, stiamo già pensando a un naturale proseguimento di questo progetto. Seguendo gli aggiornamenti sul nostro sito e sulla piattaforma di Educational Goal potrete scoprire le nuove iniziative che, grazie anche all’energia che ci avete dato, verranno proposte per informare e formare persone più consapevoli rispetto a tutte le tematiche legate all’ambiente. Con un attenzione speciale al grande e affascinante mondo dell’acqua, ovviamente!

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