Proseguono le anteprime online delle interviste che andranno a comporre lo speciale di Collana del Faro. Vi porteremo alla scoperta delle vite dei precursori di una disciplina portata avanti con passione e spirito quasi pionieristico; un viaggio dalle basi di un solido presente verso un futuro ricco di progetti. Le interviste e lo speciale sono realizzate con la collaborazione della Prof.ssa Sabrina Lo Brutto, docente dell’Università di Palermo – Dipartimento DISTEM – e coordinatrice del Gruppo di Lavoro di Disseminazione e Divulgazione della SIBM.
Oggi scopriamo SIBM e la vita da biologo marino attraverso le parole della prof.ssa Maria Cristina Gambi. Maria Cristina Gambi ha lavorato come ricercatrice presso la Stazione Zoologica di Napoli (Laboratorio di ecologia del benthos di Ischia) dal 1983 al 2021. Attualmente è associata all’Istituto di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, OGS di Trieste. Gambi si è occupata di tassonomia ed ecologia dei policheti, di ecologia dei sistemi bentonici costieri, in particolare i sistemi a fanerogame marine (Posidonia oceanica in primis), e più di recente di specie aliene e dei cambiamenti climatici, studiando in particolare gli effetti del riscaldamento ed acidificazione marina sul benthos. È socia SIBM dal 1979, ed ha ricoperto vari incarichi all’interno della Società.
IL PIANETA AZZURRO: La vita e la professione del biolog* marin* sono spesso costellate di difficoltà: quali raccomandazioni darebbe ad un giovane che decide di intraprendere un percorso di ricerca?
MARIA CRISTINA GAMBI: “Sulla base della mia esperienza, la motivazione è tutto!….spesso dicevo ai miei studenti con un’iperbole verbale: “datemi un cretino motivato, piuttosto che un genio disilluso…”, ma è chiaro che l’ideale sta nel mezzo… Una volta consapevoli della propria motivazione, del proprio “daimon” come dicevano i greci, si deve capire la propria inclinazione, cioè quello per cui si è più portati (sperando che coincida con quanto più ci piace…), per esempio se per la sistematica (ce ne fossero!) o per la statistica, se per il lavoro in laboratorio o sul campo, ecc. Gli anni di studio ed il periodo di laurea dovrebbero servire a mettere a fuoco questi aspetti motivazionali e di autocoscienza […]”

Maria Cristina Gambi durante un’immersione nel sistema idrotermale del Castello Aragonese di Ischia (luglio 2006)
PA: Vivendola dall’interno, quanto e come pensa che la SIBM abbia giovato alla ricerca in biologia marina negli ultimi anni?
MCG: “Ricordo che aspettavo (ed aspetto tuttora) il Congresso annuale della SIBM con la chiara consapevolezza che, oltre ai temi specifici, mi avrebbe offerto una panoramica aggiornata e a 360 gradi su quanto di nuovo si stava sviluppando nell’ambito della biologia marina italiana e non solo. Spesso mi è capitato per ricerche e sintesi di dover consultare la rivista SIBM Biologia Marina Mediterranea, e non vi è argomento sul quale non abbia trovato qualcosa di utile, e che a volte ha precorso i tempi e …le mode. La rivista della Società un “pozzo” di informazioni notevole e credo andrebbe meglio valorizzata e resa fruibile […]”
In copertina: Maria Cristina Gambi davanti al poster presentato durante il 15° Seagrass Biology Symposium a Napoli (giugno 2024)
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