Il Pianeta Azzurro ha intervistato in esclusiva Roberto Besana, già ideatore e direttore di Blue Festival, per farsi raccontare genesi, idee e retroscena di un’opera che è un nuovo omaggio al ricordo di Pietro Greco.
Così come era accaduto nel precedente libro IL PAESAGGIO, a cui hanno contribuito tra gli altri Piero Angela, Rossella Panarese, Piergiorgio Odifreddi, Stefano Zuffi, Telmo Pievani, ne “L’ACQUA”, attraverso le fotografie, viene creato un dialogo ininterrotto con artisti, scienziati, filosofi, giornalisti, scrittori, amici di Pietro Greco che con i loro scritti hanno voluto rendergli omaggio.
Anche per “L’ACQUA” molti hanno sfruttato la bellezza degli scatti per lasciare un ricordo; tra loro anche il nostro coordinatore generale, Stefano Moretto e tanti amici e collaboratori di Pianeta Azzurro come Angelo Mojetta, Edo Passarella, Patrizia Maiorca, Domenico D’Alelio, Ugo Leone, Franco Borgogno.
IL PIANETA AZZURRO: “L’Acqua” è uno splendido omaggio a Pietro Greco; c’è una foto del libro che glielo ricorda più di altre?
ROBERTO BESANA: “Tutte, perché di ognuna, come avrebbe fatto lui, si è saputo cogliere la bellezza, il mistero, la variabilità, la tristezza, la potenza, l’importanza, la vitalità della natura e del nostro vivere in lei e con lei in modo armonioso o distruttivo; tutte le immagini indifferentemente sono un omaggio a lui perché la sua ecletticità culturale ci avrebbe sollecitato riflessioni e spunti che avrebbero colto l’interesse come chiunque approcciasse ai suoi scritti, le decine di libri che ha scritto o lo avesse ascoltato a Radio 3 Scienza o in uno degli innumerevoli interventi che lo vedevano attore nei convegni”.
D: I “recipienti” che plasmano l’acqua del suo libro sono le parole dei vari autori che vi hanno contribuito. Un’idea che segue il solco di “Paesaggio”…
R: “Con Pietro Greco avevamo idealmente impostato una serie di opere che partendo da una fotografia, potessero stimolare l’attenzione verso i temi che da sempre ci interessavano cercando così di parlare ad un pubblico più vasto con modalità comunicative differenti; con l’uomo diventato un attore ecologico globale perché la sua economia ha raggiunto il medesimo ordine di grandezza di quella della natura o, più precisamente, della biosfera, diventa indispensabile che la conoscenza di quanto siamo diventati come attori primari sia patrimonio di tutte le persone. Nacque così “L’albero – dialogo tra un fotografo ed uno scrittore “a cui dovevano seguire il Paesaggio, L’acqua e Segni e forme della Terra, una sorta di viaggio tra gli elementi che più interagiscono con l’uomo, ne condizionano la vita, trattengono traccia del suo passaggio. Ma la sorte ci ha impedito di lavorare ancora insieme e quel progetto non l’ho voluto accantonare ma trasformato in un tributo all’amico, chiedendo ad altri 65 amici di Pietro (65 come gli anni che aveva al momento della sua morte) di scrivere pensieri, parole, riflessioni sul nostro paesaggio in cambiamento a corredo delle 65 foto; ed ecco che allora ho consegnato metaforicamente la sua penna a tanti scienziati, scrittori, giornalisti che ne prendessero l’eredità culturale e ne completassero l’opera ed il pensiero sviluppando il volume “il Paesaggio- dialogo tra fotografia e parola” un tributo che gli abbiamo fatto per la sua vita. Con questo limite che mi ero imposto, non ho potuto raccogliere i contributi di tutti quanti lo hanno stimato, ed ecco allora che con lo stesso immutato entusiasmo, altri 67 amici hanno dato vita ai testi del volume l’Acqua. Così facendo, abbiamo potuto ottenere un’opera che rispecchiasse nel profondo le sue caratteristiche di ecletticità culturale affrontando l’acqua nell’arte, nella scienza, nella fisica, nell’astronomia, nella società, nella storia, nell’ambiente, o solo nel ricordo”.
D: Tratto distintivo, il bianco e nero: non solo una scelta estetica ma anche concettuale…
R: “Uso il bianco e nero perché a mio avviso porta sia il fotografo che deve riprendere selezionando il soggetto, sia chi guaderà il risultato in stampa, all’essenza del contenuto, rappresentato nei suoi elementi caratterizzanti senza distrazioni, dando spazio al pensiero che cerca, che scruta gli angoli costituitivi dell’immagine così da esaltare al massimo le emozioni o il messaggio sotteso; parafrasando è come ascoltare con le cuffie una buona scena musicale senza avere di fronte l’orchestra o il cantante. Solo musica, pura musica e note, e nella fotografia solo immagine pura senza nessun inquinante esterno, solo emozioni belle o brutte che siano; nella sostanza, la fotografia in bianco e nero stimola il pensiero emotivo molto più di una fotografia a colori che invece risulta essere più efficace come documentazione. Prendiamo ad esempio l’ultima fotografia del libro, l’ultimo quadro che racchiude la “Breve elegia in morte di Pietro Greco”, lasciata al fotografo Vasco Ascolini; ne scrive Maria Luisa Vitale – il testo accompagna la foto di una barca nella quiete di un momento di passaggio fra notte e giorno: la luce irrompe da destra, il buio è ricacciato in un angolo a sinistra; la barca si riflette nel suo doppio tenebroso dai margini taglienti: la vita e la morte, il prima e il dopo tutto in un attimo – non serve il colore per questa astrazione del pensiero”.

Roberto Besana
D: Dietro “L’Acqua” c’è un lavoro meticoloso di ricerca e scelta delle immagini. Per selezionare le foto più significative di un lavoro tanto complesso, ci si affida alle emozioni o ad una struttura studiata a monte?
R: “Per seguire la stessa modalità operativa del libro realizzato con Pietro, una serie di immagini che gli ho proposto tra cui lui ha scelto quelle che ne stimolavano il pensiero materializzato poi nello scritto, ho selezionato e raccolto una serie di fotografie tra quelle che via via avevo ripreso sull’Acqua e sul Paesaggio, parte del mio lungo lavoro di ricerca fotografica, e seguito la stessa modalità; nessuna costrizione per gli autori che hanno potuto scegliere la “ loro “ fotografia tra quelle che gli ho proposto dopo l’aiuto indispensabile di Melina Scalise e Sandro Iovine che ne hanno curato la raccolta ed organizzazione nei capitoli. Così facendo, la libertà nel trovare spunti è riuscito ad andare oltre la loro preparazione e abituale materia di studio ed interesse, spaziando nei più vari campi così da risultare scritti ancora più interessanti, vari e vivi”.
L’ACQUA – in ricordo di Pietro Greco a cura di Roberto Besana con 67 fotografie / Dialogo tra fotografia e parola
Collana: FOTOGRAFIA E PAROLA OLTRE EDIZIONI (marchio TÖPFFER)
con i contributi di
Marco Motta, Mario Tozzi, Ferdinando Cotugno, Bruno Arpaia, Giuseppe Conte, Lorenzo Ciccarese, Fulvia Mangili, Stefano Sandrelli, Gigliola Foschi, Valerio Calzolaio, Patrizia Maiorca, Elisabetta Tola, Marco Armiero, Antonio Ereditato, Gian Italo Bischi, Claudio Lucchin, Simona Maggiorelli, Davide S. Sapienza, Gabriela Scanu, Emanuele Ferrari, Daniela Palma, Roberto Alinghieri, Sandro Fuzzi, Romualdo Gianoli, Gaspare Polizzi, Rossana Cecchi, Valentina Fortichiari, Marco Pantaloni, Gianni Zanarini, Vincenzo Mulè, Elena Gagliasso, Sergio Buttiglieri, Nello Rossi, Francesco Aiello, Eva Benelli, Francesca Boccaletto, Fabrizio Rufo, Francesca Buoninconti, Lilly Cacace, Roberto Camporesi, Paola Catapano, Andrea Cerroni, Liliana Curcio, Domenico D’alelio, D. Alessandro De Rossi, Alberto Diaspro, Marco Fratoddi, Roberta Fulci, Fabio Lagonia, Edo Passarella, Ugo Leone, Canio Loguercio, Roberto Lucchetti, Anna Luise, Oscar Luparia, Federica Manzoli, Giovanni Paoloni, Angelo Mojetta, Margherita Asso, Stefano Moretto, Nico Pitrelli, Cristiana Pulcinelli, Rossana Valenti, Maria Luisa Vitale, Franco Borgogno, Silvano Fuso.
Scrive per noi

- Laureato in diritto ambientale, si è presto convinto che le sfide ecologiche non si vincono nei tribunali. Collabora con l’Istituto Scholè dal 2014 e dal 2017 è inviato di Pianeta Azzurro per il quale gestisce anche contenuti online e la comunicazione social media. Crede nell’intelligenza delle persone e che la buona comunicazione serva a risvegliarne la consapevolezza per cambiare il mondo.
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