BLUB: l’arte sa nuotare

Con la street art di Blub le maschere da sub diventano strumento per cambiare prosepettiva, resistere alla crisi e riappropriarsi di un mondo semplice. Andiamo alla scoperta del progetto “L’arte sa nuotare”.

Da qualche anno, i muri di Firenze -e non solo- sono costellati di personaggi molto celebri in maschera…da sub. Andiamo alla scoperta dello street artist Blub e del suo progetto “L’arte sa nuotare”.

Quasi per caso, con naturalezza, l’arte di Blub compare per la prima volta il 5 novembre 2013, il giorno dopo l’anniversario dell’alluvione del’66. La Dama con l’ermellino di Leonardo, i Duchi di Urbino di Piero della Francesca, il David di Michelangelo e la Venere di Botticelli sono solo alcuni dei personaggi che escono dai ritratti celebri nei quali siamo soliti riconoscerli e ‘scendono per strada’, caratterizzati dalla maschera da sub.

Nelle opere di Blub, infatti, la maschera subacquea è un elemento simbolico-distintivo, grazie al quale si vede ciò prima era invisibile e che lascia scoperta solo una minima parte di noi, come l’iceberg del quale è visibile solo la punta.

C’è, ovviamente, alla base di “L’arte sa nuotare” anche un chiaro riferimento alle crisi (anche ambientali) di questi anni. Mentre siamo alla ricerca di una via di fuga, l’acqua sale alla gola e talvolta ci sommerge. Sott’acqua, tuttavia, si può trovare un mondo nuovo, adattandosi e scoprendo una realtà prima nascosta: “L’arte sa nuotare” è anche un inno alla resilienza, alle opportunità che, gioco forza, i periodi di crisi ci spingono ad abbracciare.

I personaggi di Blub (ri)diventano umani, escono dalla sacralità dei loro stessi dipinti, del tempo che li ha consacrati e diventano veri e propri ‘compagni di strada’. ‘L’arte sa nuotare’ compie il doppio gesto tipico delle opere davvero riuscite, avvicinando lo spettatore facendolo sentire divertito complice e, allo stesso tempo, lo invita a riflettere con un escamotage semplice.

In tempi come questi, durante i quali le uniche maschere che vediamo coprono naso e bocche (ed infatti hanno cominciato ad apparire anche nella street art di Blub), quelle subacquee de “L’arte sa nuotare” ci fanno sorridere, ci riavvicinano ad un elemento naturale comune a tutti, che apre la porta ai ricordi d’infanzia, alla nascita stessa.

Su Instagram, Blub è particolarmente attivo e la sua arte viene fotografata e ricondivisa spessissimo. Un uso felice dei social che ha creato una community di appassionati. I veicoli digitali che spesso ci fanno cedere grosse fette di noi stessi, per le opere di Blub rappresentano un palcoscenico importante, recettore di feedback, messaggi e primo mezzo per rendere l’arte di strada più conosciuta e visibile.

Blub ha più volte ammesso che la sua esperienza potrebbe terminare rapidamente così com’è cominciata ma “L’arte sa nuotare” continuerà a raccontarsi attraverso i suoi personaggi senza peso e senza tempo, nella dimensione giocosa e vitale dell’acqua.

Scrive per noi

Andrea Ferrari Trecate
Andrea Ferrari Trecate
Laureato in diritto ambientale, si è presto convinto che le sfide ecologiche non si vincono nei tribunali. Collabora con l’Istituto Scholè dal 2014 e dal 2017 è inviato di Pianeta Azzurro per il quale gestisce anche contenuti online e la comunicazione social media. Crede nell’intelligenza delle persone e che la buona comunicazione serva a risvegliarne la consapevolezza per cambiare il mondo.

Andrea Ferrari Trecate

Laureato in diritto ambientale, si è presto convinto che le sfide ecologiche non si vincono nei tribunali. Collabora con l’Istituto Scholè dal 2014 e dal 2017 è inviato di Pianeta Azzurro per il quale gestisce anche contenuti online e la comunicazione social media. Crede nell’intelligenza delle persone e che la buona comunicazione serva a risvegliarne la consapevolezza per cambiare il mondo.

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