Deserti abitati a CinemAmbiente 2026: l’intervista al Professor Carlo Cerrano

Dietro ogni granello di sabbia si nasconde un mondo di organismi, adattamenti e relazioni ecologiche che spesso passano inosservati. È da questa consapevolezza che nasce “Deserti abitati – Un viaggio tra i granelli di sabbia”, il documentario che porta sullo schermo la biodiversità degli habitat sabbiosi. In occasione del Festival CinemAmbiente 2026 abbiamo intervistato il professor Carlo Cerrano, zoologo, consulente scientifico e narratore del progetto.

Il Professor Cerrano durante l’incontro con il pubblico.

Grande successo il 5 giugno per la proiezione del documentario “Deserti abitati – Un viaggio tra i granelli di sabbia” al Festival CinemAmbiente 2026 di Torino.

Come anticipato nel nostro precedente articolo, il professor Carlo Cerrano, zoologo, consulente scientifico e narratore del filmato, è intervenuto al termine della proiezione per un incontro con il pubblico.

Realizzato da Claudio Valerio e Davide De Benedictis, e distribuito da il Pianeta azzurro, Deserti abitati ha riscosso grande interesse negli spettatori e il successivo talk ha affrontato numerosi temi di attualità e rilevanza scientifica: dall’ormai quasi scontato problema della plastica e del suo impatto sulla rete trofica, fino agli argomenti centrali del documentario, come il ruolo fondamentale della biodiversità nei servizi ecosistemici, l’importanza del Mare Adriatico come laboratorio naturale per lo studio del Mediterraneo e, più in generale, dei cambiamenti che interessano gli ecosistemi marini, nonché la necessità di tutelare gli habitat sabbiosi al pari di tutti gli altri ambienti.

Al termine dell’incontro, abbiamo avuto l’opportunità di intervistare il professor Cerrano e desideriamo rinnovargli il nostro ringraziamento per la sua disponibilità e il grande impegno dedicato a questo progetto.

 


Il Pianeta azzurro: Professore, ci parla un po’ del suo contributo alla realizzazione di Deserti abitati?

Carlo Cerrano: Il contributo mio è stato principalmente quello di individuare il cast, come si è visto alla fine del documentario. Ho dato agli operatori il messaggio che mi sarebbe piaciuto dare, e quindi anche quali elementi erano da valorizzare. Poi loro hanno fatto più di 200 ore di immersione, un lavoro molto impegnativo, e dalle riprese sono riusciti a estrarre questo racconto in cui parliamo di come si forma la sabbia, un processo molto lungo che ha permesso l’evoluzione di specie estremamente adattate a questo tipo di ambiente, sia dal punto di vista della morfologia, dei colori, ma anche e soprattutto dal punto di vista dei comportamenti complessi che gli animali devono avere per potervi sopravvivere. L’idea principale nasce dall’esigenza di trasmettere un senso di curiosità e di meraviglia verso un ambiente che generalmente non la innesca in modo naturale. Una persona vede sabbia e pensa che non ci sia niente, invece il nostro obiettivo è proprio far capire che qualcosa c’è e che dobbiamo conoscerlo per tutelarlo.

I titoli di coda di Deserti abitati mostrano l’elenco completo del cast d’eccezione di questo documentario.

Il Pianeta azzurro: Deserti abitati ha attraversato festival e contesti diversi: l’abbiamo portato a MareDireFare a Trieste, è stato presentato al Sea Film Festival di La Spezia, pochi giorni fa era al BrodettoFest di Fano e oggi invece è a Cinema Ambiente. Quanto conta, per un documentario di questo tipo, poter costruire un percorso così articolato e soprattutto dare la possibilità al pubblico stesso di costruire un dialogo a riguardo?

Carlo Cerrano: Beh, è uno degli obiettivi principali. Noi l’abbiamo fatto proprio con la speranza di poter raggiungere in modo capillare pubblici di vario tipo. Noi siamo tipicamente più legati o all’ambiente scolastico o all’ambiente universitario, però è chiaro che riuscire a interagire con network diversi, come il Pianeta azzurro ci sta permettendo di fare, è sicuramente un valore molto importante per questo prodotto.

Il Pianeta azzurro: Oggi è la Giornata mondiale dell’Ambiente, che mira a sensibilizzare e far riflettere i cittadini di tutto il mondo sui problemi a cui è soggetto il nostro pianeta. Quale riflessione si augura che gli spettatori portino poi con loro dopo la visione di Deserti abitati?

Carlo Cerrano: Io spero che quest’estate, quando tutta questa gente andrà al mare, quando andrà a fare il bagno, possa rendersi conto che il problema degli ambienti che generalmente frequentiamo è che sono ambienti molto antropizzati. Mi auguro che riescano ad avere dell’attenzione, ma anche solo della curiosità in più, rispetto all’ambiente che sono abituati a frequentare. Questo sicuramente è sufficiente per innescare un rispetto che fino a quel momento normalmente, inconsapevolmente, non è stato esercitato.

 

Scrive per noi

Vittoria Blancato
Vittoria Blancato
Vittoria Blancato è stata civilista dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-WEEC Network ETS e ora continua a collaborare con noi. Già studentessa della laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo (ECAU) presso l’Università degli Studi di Torino, è laureata in Scienze Naturali, ha sempre avuto la passione per la natura e gli animali. Durante il liceo, scriveva articoli per il giornalino d’istituto, sviluppando così un interesse per la scrittura. Nel tempo libero, ama leggere e fare passeggiate nei parchi.

Vittoria Blancato

Vittoria Blancato è stata civilista dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-WEEC Network ETS e ora continua a collaborare con noi. Già studentessa della laurea magistrale in Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo (ECAU) presso l’Università degli Studi di Torino, è laureata in Scienze Naturali, ha sempre avuto la passione per la natura e gli animali. Durante il liceo, scriveva articoli per il giornalino d’istituto, sviluppando così un interesse per la scrittura. Nel tempo libero, ama leggere e fare passeggiate nei parchi.

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