L’edizione di quest’anno si terrà, come consuetudine e grazie alla disponibilità dell’Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo presso la sede dell’Europa Experience “David Sassoli” di Piazza Venezia a Roma il prossimo 21 novembre dalle ore 10:30 e vede come vincitrice per il 2024, la dott.ssa Sara Segantin.
La venticinquenne trentina, scrittrice, alpinista, comunicatrice scientifica che da anni collabora con “Geo – Rai3” sui temi della sostenibilità e della giustizia climatica è stata scelta dalla giuria del Premio tra le numerose segnalazioni giunte quest’anno con la seguente motivazione: “per l’abilità di parlare a persone di ogni età e formazione, usando mezzi innovativi e linguaggi diversi, affinché la scienza e la coscienza ambientale diventino valori universali. Per aver stimolato la curiosità e il senso di responsabilità delle nuove generazioni, educandole su temi scientifici ed ambientali fondamentali e promuovendo in loro il pensiero critico verso un futuro sostenibile”.
“Il numero delle segnalazioni cresce di anno in anno” dichiara Leonardo D’Imporzano ideatore del Premio “e quest’anno abbiamo ricevuto molti nominativi anche dall’estero. Naturale conseguenza del Premio del Cittadino Europeo che abbiamo vinto proprio con questo nostro progetto che ci ha permesso di raggiungere anche tutti i restanti Paesi aderenti l’Europa”.
Come ogni anno il premio, che vede una nutrita partecipazione degli studenti delle scuole superiori, è accompagnato da una conferenza sui temi di attualità e verterà su “D come donne, D come diritti” con la partecipazione della premiata, della Sen.ce Stefania Pucciarelli, presidente della Commissione Diritti Umani del Senato, della giornalista inviata de “L’Osservatore Romano” Fausta Speranza , della giornalista Vanessa Quinto di Rai News 24, moderate dalla conduttrice a autrice tv Metis di Meo.
Anche quest’anno il premio avrà la sua importanza artistica: a rappresentare la vittoria di Segantin ci sarà un’opera di Elena Di Capita. Specializzata in restauro, Di Capita si occupa per diverso tempo sia di restauro di superfici dipinte in Italia, in Francia e nello Yemen, sia di missioni archeologiche in Oman e negli Emirati Arabi. La sua passione per la pittura, in particolare per l’arte giapponese, la porta nel 2018 a sperimentare la tecnica del pesce stampato, gyotaku, tecnica nata in Giappone due secoli fa, che “trasferisce la realtà su carta”. I suoi lavori riscuotono molto successo, è la prima in Italia a specializzarsi in questo stile e nel 2019 apre il proprio studio a Lavagna.

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