Tre semplici idee per salvare gli oceani dalla plastica

Lo studente olandese Boyan Slat ha proposto un sistema di barriere galleggianti che, installate in mare aperto, hanno la funzione di raccogliere e trattenere la plastica sfruttando le correnti. In particolare, a giugno di quest’anno è stato installato un prototipo delle barriere lungo 23 chilometri nel mare del Nord, al fine di testarne la resistenza e l’efficacia.

Una proposta altrettanto interessante, anche se su scala minore, arriva da due giovani australiani, Andrew Turton e pete Ceglinski, che hanno ideato un cestino realizzato in materiale sostenibile nel quale far convogliare i rifiuti galleggianti. Esso, applicato a porti, barche, banchine permette di eliminare dalle acque numerosi elementi inquinanti.

In Italia, l’imprenditrice Daniela Ducato, in collaborazione con l’Università di Cagliari, ha brevettato un tessuto rinnovabile “mangia petrolio” derivante dagli scarti dell’azienda agro-alimentare. La fibra di lana è in grado di assorbire e degradare idrocarburi petrolchimici e altri agenti inquinanti e, secondo i primi test, un chilo di lana arriva ad assorbire fino a 17 chili di oli ed inquinanti oleosi.

Belle idee per provare a salvare i nostri mari ed oceani.

Scrive per noi

Elisabetta Cimnaghi

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