Il nostro bando dedicato alle tesi specialistiche in biologia marina è giunto all’ottava edizione. Lo abbiamo celebrato durante Eudi Show 2026 ed oggi incontriamo la vincitrice assoluta di quest’anno per regalarvi un’anteprima della sua intervista esclusiva.
IL PIANETA AZZURRO: Ciao Benedetta, intanto ancora complimenti per la vittoria! Ci racconti come nasce la tua passione per il mare ed il suo studio?
BENEDETTA MAGNANI: “E’ stato tutto molto graduale, quando avevo 15 anni ho iniziato a fare subacquea, andando avanti di brevetto in brevetto. Alla maggiore età ero già di pronta a iniziare il mio percorso di formazione a Santa Margherita, al diving dove poi ho cominciato e continuato a lavorare; lì nel 2019 sono diventata istruttrice completando un percorso di formazione in parallelo con il mio percorso di studi. Fin dalla quarta liceo, le mie vacanze hanno sempre coinciso con il lavoro al diving: una vera valvola di sfogo per la mia passione per la natura tutta. Sicuramente l’aspetto pratico della subacquea ha influenzato fortemente la scelta dei miei studi accademici: ho svolto la triennale presso Scienze della Natura e dell’Ambiente a Parma, che è la mia città natale, e poi -complice il lavoro ed il mio trasferimento a Santa Margherita- ho portato a termine la magistrale in Biologia ed Ecologia Marina”.

Benedetta Magnani, in immersione durante i campionamenti per la sua tesi
PA: La tua tesi è stata molto apprezzata: ci racconti perché ti sei interessata proprio quel tipo di tematica (Status of the red coral Corallium rubrum (Linnaeus, 1758) populations within the Marine Protected Area of Portofino (Ligurian Sea, Italy): a multi-decadal comparison”)?
BM: “La mia tesi sul corallo rosso nasce dalla mia passione per le più piccole forme di vita: sono sempre stata molto attratta da tutte quelle specie un po’ più rare, criptiche, difficili da trovare. In realtà sono passata da una tesi triennale svolta alle Maldive sugli squali tigre che proprio piccoli non sono, ma è nel Mediterraneo che sono rimasta affascinata dai colori del coralligeno. Nonostante io abbia fatto immersioni in diverse parti del mondo, per me l’habitat più bello rimarrà sempre il nostro, forse anche per un discorso affettivo.
La mia tesi dedica molta importanza al contesto storico: Portofino è stata una delle culle della ricerca subacquea, è lì che sono stati compiuti tra i primi esperimenti di biologia marina e sicuramente questo è un aspetto che mi ha molto affascinato. Il corallo rosso è una specie emblematica di quell’area, sia per via delle prime ricerche svoltesi nel 1964 (60 anni esatti prima dei miei studi), sia perché la zona, in passato, contava una numerosa attività di corallari. Non è un caso che il corallo rosso sia proprio ritratto nello stemma di Santa Margherita Ligure. È stato interessante indagare l’aspetto storico e approfondire il tema dell’impatto antropico, con un focus sulle attività di pesca e subacquee. Nella pratica, la nostra ricerca ha ripreso lo studio dei subacquei Marchetti, Vighi e Barletta, immersisi in 40 siti lungo tutta la costa sud del promontorio. Un lavoro che ci ha restituito campionamenti utili ai dati morfometrici ma anche relativi alla biomassa e alla densità delle popolazioni […]”
La versione completa dell’intervista con Benedetta Magnani, è un esclusiva della nostra pubblicazione cartacea. Continuate a seguirci, prossimamente sulle pagine de il Pianeta azzurro troverete la versione integrale!
In copertina: la premiazione di Magnani avvenuta durante Eudi Show 2026 (da ns a dx: Carlo Cerrano; Eva Turicchia, Stefano Moretto, Benedetta Magnani, Angelo Mojetta)
Scrive per noi

- Laureato in diritto ambientale, si è presto convinto che le sfide ecologiche non si vincono nei tribunali. Collabora con l’Istituto Scholè dal 2014 e dal 2017 è inviato di Pianeta Azzurro per il quale gestisce anche contenuti online e la comunicazione social media. Crede nell’intelligenza delle persone e che la buona comunicazione serva a risvegliarne la consapevolezza per cambiare il mondo.
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