Chris Bowler, Direttore di Ricerca del CNRS e Direttore del Dipartimento di Genomica ambientale ed evolutiva presso l’École Normale Supérieure (IBENS) di Parigi (nominato nel settembre 2022 dal Ministero per la Ricerca e l’Università) ha formalizzato il nuovo ruolo di Angelo Mojetta in seno alla stazione zoologica del capoluogo campano.
E’ con grande onore e piacere che diamo questa notizia! Angelo Mojetta è ricercatore associato della stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli. Biologo marino, subacqueo, giornalista e ricercatore, Angelo Mojetta consegue un nuovo obiettivo soprattutto grazie agli evidenti meriti di carriera (citiamo solo -come esempio- il Premio migliore guida al mondo sottomarino al Festival Mondiale dell’Immagine Sottomarina di Antibes nel 1997 ed Tridente d’oro nel 2012).
Angelo è una presenza fondamentale per noi di Pianeta Azzurro. Oltre ad essere un nostro prezioso collaboratore, referente scientifico e fonte inesauribile di idee e progetti, è anche un caro amico.
Il nostro in bocca al lupo va a lui per questa nuova meritatissima opportunità!
La fondazione della Stazione Zoologica è datata marzo 1872. Anton Dohrn, il fondatore e primo direttore, era nato a Stettino, in Pomerania, oggi parte della Polonia, nel 1840, da una famiglia della buona borghesia. Dohrn studiò zoologia e medicina in varie università tedesche, ma senza molto entusiasmo. I suoi ideali cambiarono nell’estate del 1862 quando giunse a Jena e vi incontrò Ernst Haeckel che lo introdusse alle opere e alle teorie di Charles Darwin. Dohrn divenne un fervente difensore della teoria di Darwin della “discendenza con modificazione”, la teoria dell’evoluzione per selezione naturale. Decise allora di dedicare la sua vita alla raccolta di fatti e di idee a sostegno del darwinismo, e questo divenne il punto di inizio di un’avventura durata tutta la vita. Durante la sua carriera universitaria trascorse periodi di ricerca sulla riva del mare: a Helgoland, ad Amburgo, a Millport in Scozia e a Messina. Qui prese corpo il progetto di coprire il globo con una rete di stazioni di ricerca biologica, analoghe alle stazioni ferroviarie, dove gli scienziati avrebbero potuto fermarsi, raccogliere il materiale, realizzare osservazioni ed esperimenti, prima di spostarsi alla stazione successiva.
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