Il Festival
La V edizione di MareDireFare – Il festival dell’Oceano è stata a tutti gli effetti un successo. Due settimane di incontri dislocati per la città di Trieste, dal centro storico fino a Miramare, con ospiti che arrivano dal mondo della ricerca, dell’attivismo, dell’arte e delle istituzioni.
Insieme, gli eventi ci hanno raccontato il mosaico di un mare che cambia, di un mondo umano che cambia al ritmo dell’indagine scientifica, di una Trieste sempre più sensibile al tema della conservazione. Nel calendario del festival, molto spazio è stato dedicato ai bambini, a riprova dell’intento educativo, non solo divulgativo, impresso alla rassegna dall’organizzazione.

Il team di AMP
D’altronde, l’Area Marina Protetta di Miramare, principale attore del festival insieme a OGS, è impegnata su questo fronte tutto l’anno, accoglie scolaresche nel suo BioMa, piccolo e curatissimo museo interattivo in cui i bambini possono giocare a riconoscere i vari animali tramite il tatto, perdersi in diorami che riproducono gli ecosistemi dell’AMP, e partecipare a veri e propri giochi di società creati ad hoc dallo staff, con tanto di carte collezionabili che strizzano l’occhio ai Pokémon.

Quello del BioMa è un gruppo giovane, energico e super appassionato, attivo tutto l’anno con progetti sul territorio, sia di ricerca monitoraggio che aperti al pubblico. Da quest’anno, oltre alle collaborazioni con l’area MaB UNESCO di Miramare e al progetto di monitoraggio CenSy4Sea, l’AMP partecipa al progetto Life European Sharks, sotto il coordinamento della Stazione Zoologica Anton Dorn.
Ed è anche grazie a questo impegno costante e multifronte se, anno dopo anno, il festival da loro promosso è cresciuto in prestigio e in numero di partecipazioni. In particolare, la mostra Arte&Scienza, vero cuore pulsante ospitato a Palazzo Veruda, ha superato quest’anno i mille visitatori.

Il nostro intervento
Noi di Pianeta Azzurro siamo stati media partner dell’evento, lo abbiamo raccontato sui nostri social in diretta e siamo stati invitati a partecipare a una delle conferenze in programma con il ruolo di moderatori.
In “Lo squalo a tavola: chi è il vero predatore?”, il nostro inviato Andrea Puglisi ha dialogato con Andrea Spinelli, ricercatore della Fondazione Oceanografica di Valencia, e con Lovrenc Lipej, docente alle università di Lubjana, Maribor e Capo d’Istria. Insieme, hanno cercato di capire lo squalo come animale, fuori da stereotipi svalutanti, raccontadone comportamenti bizzarri e necessità fisiologiche, per poi prendere in esame la pesca industriale di selaci, principale minaccia per la sopravvivenza di alcune specie.
In particolare, Spinelli ha condiviso con noi e col pubblico l’anteprima del documentario Shark Preyed, scritto e diretto insieme al fratello Marco, videomaker conservazionista con già alcuni grossi lavori all’attivo. Inquietante viaggio in una nicchia dell’affamato mondo del mercato alimentare, Shark Preyed uscirà a giugno di quest’anno, e sembra avere tutte le carte per scuotere la coscienza dei consumatori.

Fra il bruciante impegno nella divulgazione, le ricerche trentennali di Lipej e il progetto European Sharks – portato sul palco dal responsabile AMP per il monitoraggio Saul Ciriaco – sembra davvero che gli addetti ai lavori stiano facendo tutto quello che è in loro potere per reagire positivamente alle sfide ambientali ed ecologiche che stiamo attraversando, e noi di Pianeta Azzurro siamo molto contenti di aver testimoniato questi movimenti virtuosi.
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