Come gli esseri umani hanno gradualmente scoperto le risorse del mare, a partire dai nostri più remoti antenati? Come l’inquinamento sta danneggiando il mare: dalle isole di plastica nel mezzo degli oceani all’aumento del livello del mare? Quali sono i limiti alle risorse del mare? Cosa ci possiamo realisticamente aspettare di ottenere dal mare nel futuro? Cos’è la maledizione del pescatore e perché i pescatori sono stati sempre poveri nella storia, e lo sono tuttora? Perché possiamo dire di avere svuotato il mare dalle sue risorse?
Queste sono alcune delle domande a cui si cerca di dare una risposta ne “Il mare svuotato. Quale futuro per l’Economia Blu?”, il libro di Ugo Bardi e Ilaria Perissi pubblicato da Editori Riuniti. I due autori, entrambi provenienti da un campo di ricerca appartenente al grande dominio della chimica fisica, una scienza che spazia dagli atomi agli ecosistemi, hanno studiato in tale ambito dei modelli che permettessero di descrivere lo sfruttamento delle risorse marine. Da questo interesse è nata la volontà di scrivere un libro che raccontasse la grande storia degli uomini e del mare, approfondendo diversi temi e scovando curiosi aneddoti di questo millenario rapporto.
Ripercorrendo la storia degli uomini e del mare
Dopo una prefazione di Daniel Pauly, grande esperto mondiale di pesca, “Il mare svuotato. Quale futuro per l’Economia Blu?” ci porta indietro nel tempo per parlarci di come questo rapporto sia cambiato e stia portando al collasso del sistema marino. Imparerete come i Neanderthal hanno attraversato il mare sulle loro piroghe, come era possibile che cinque uomini su una barchetta a remi potessero uccidere un animale grande e possente come una balena. Scoprirete con quale intuizione un professore di matematica – Vito Volterra – ha scoperto le equazioni della pesca e come una nuova generazione di navi a vela potrebbe rimpiazzare le navi puzzolenti e inquinanti di oggi. E molto di più. Potrete anche giocare al Gioco di Moby Dick, un semplice gioco da tavolo che illustra il fenomeno del sovrasfruttamento.
L’importanza di rispettare i limiti delle risorse: il mare svuotato
Quello che risulta evidente ripercorrendo questa storia è che l’uomo non ha imparato a rispettare i limiti delle risorse di cui fa uso: la pesca intensiva ha portato all’estinzione di diverse specie e alla conseguente perdita di biodiversità, l’inquinamento delle acque ha scosso gli equilibri di questo ecosistema portando all’acidificazione degli oceani. Il libro dedica anche una riflessione al futuro proponendo dei cambiamenti alle abitudini dell’uomo e l’utilizzo di tecnologie che limitino l’impatto delle nostre attività sull’ambiente marino.
Il filo conduttore che unisce queste riflessioni, presente attraverso gli approfondimenti raccontati nei diversi capitoli, è lo stretto legame che lega da sempre l’uomo e il mare. Prima ancora che per le sue risorse, il mondo acquatico deve essere custodito come fonte inesauribile di cultura. Per potere ammirare ancora la vita che lo permea occorre quindi invertire la rotta e comprenderne la fragilità.
Ilaria Perissi è dottore di ricerca in chimica fisica dal 2009. E’ impegnata nella ricerca sulla mitigazione del cambiamento climatico presso l’Università di Firenze. E’ membro dello scinetific board della Federazione Europea “Transport&Environment” ad è autrice di vari articoli sull’uso dei modelli di dinamica dei sistemi nello studio dello sfruttamento delle risorse, in particolare della pesca.
Ugo Bardi è docente di chimica fisica presso la scuola di scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università di Firenze. Membro del Club di Roma ed è autore di molti studi e libri dedicati all’economia dello sfruttamento delle risorse. E’ anche editore della rivista Biophysical Economics and Resource Quality (Springer). Scrive di sostenibilità e ambiente sul suo blog Effetto Cassandra e sul Fatto Quotidiano.
Info e interviste Brigua Comunicazioni 3486506371 – 3661418803
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