Vino non annacquato

Risparmio idrico nei vigneti trentini

L’irrigazione di terreni coltivati costituisce un’attività a forte impatto ambientale per quanto concerne il consumo di risorse idriche. A tale problema hanno provato a dare una risposta in Trentino dove nelle zone di Faedo e Pilcante, la viticoltura vanta una lunga tradizione e la fornitura d’acqua alle diverse aziende sul territorio è gestita da un unico consorzio. L’idea innovativa consiste nella sostituzione dei tradizionali sistemi di irrigazione a pioggia, per loro natura impostati su schemi predefiniti e quindi indipendenti dalle reali necessità del momento, con impianti basati su una sofisticata tecnologia di controllo a distanza.
In particolare, una serie di sensori monitorano costantemente l’umidità del suolo e determinano di conseguenza la quantità d’acqua che di volta in volta è necessario erogare, rendendo così il sistema molto flessibile e riducendo al minimo gli sprechi. Inoltre, tale tipologia di impianto permette di distribuire in maniera più capillare l’acqua di irrigazione e di giungere fino alle radici delle piante, con una conseguente qualità dei prodotti finali più elevata rispetto a quella ottenuta ricorrendo ai sistemi a pioggia controllati manualmente. Dall’elaborazione dei primi dati raccolti durante la fase di sperimentazione del progetto, il risparmio idrico ottenuto si aggira intorno al 40-50%, con picchi fino al 60% rispetto ai sistemi tradizionali. Sicuramente un bel risultato che, se associato a una fase di convogliamento delle acque piovane in bacini di raccolta, permette di risolvere il conflitto con l’approvvigionamento pubblico, che molto spesso caratterizza la stagione estiva.

web: Acqua e cambiamenti climatici, relazione specifica della Cipra, N. 3/2011, scaricabile QUI
         www.claber.it

 

 

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