Un po’… più da vicino

Da dove si comincia a parlare di un fiume, il Po, e di una città, Torino?
Risposta non facile se si pensa a quanto è stato pubblicato nel tempo senza contare tutti gli studi e le divagazioni sui rapporti tra i fiumi e le città, l’acqua e l’uomo esaminati da tutte le angolazioni possibili e praticamente da tutte le discipline che lo scibile conosce.
Compito arduo come pochi, con il rischio concreto di essere banali e di scrivere cose scontate. Per questo, contando su contributi più puntuali e pertinenti da parte degli altri Autori, mi limiterò a proporre alcune riflessioni ispirandomi al fatto che l’acqua fa da specchio e riflette provando, perché no, a immaginare come un fiume può vedere ciò che lo circonda.
Potrebbe essere l’elogio “dell’effimero concreto” se mi si passa la definizione. Effimero perché l’immagine che si crea sull’acqua è virtuale, inafferrabile, sempre mutevole per quanto fedele secondo la luce, le condizioni del fiume, le stagioni e altre variabili. Concreto perché sia la città sia il fiume esistono.

…presto in uscita!

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