Sepùlveda e la sua STORIA DI UNA BALENA RACCONTATA DA LEI STESSA

“Storia di una balena raccontata da lei stessa” è l’ultimo libro di Luis Sepùlveda, noto ai più per il suo racconto “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, che ha raggiunto il grande pubblico grazie al lungometraggio d’animazione nel 1998. E come quest’ultimo anche “Storia di una balena raccontata da se stessa” è una favola adatta ai lettori di tutte le età.

Un bambino su una spiaggia cilena (Mocha, piccola isola del Pacifico a sud), raccoglie dalla spiaggia una conchiglia da cui si leva una voce carica di memorie e di saggezza. È la voce della balena bianca, un animale quasi mitologico che per decenni ha presidiato le acque dell’isola sacra per la gente nativa di quel luogo, la Gente del Mare. Da questo momento la voce narrante dell’intero libro diventa proprio lei, un magnifico capodoglio bianco che ci racconta del suo immergersi e viaggiare nelle acque dell’oceano, dei suoi rapporti con le altre balene e dei terribili balenieri.

Il capodoglio color della luna, chiamato Mocho Dick, ci ricorda – e lo stesso scrittore, Luis Sepúlveda, lo svela alla fine del racconto – la mitica balena bianca di Hermann Melville, Moby Dick. Mocho Dick è vissuta davvero e il suo destino così come il suo cambiamento, da animale mite a creatura temibile e feroce fu causato dalla crudeltà dell’uomo.

Mocho Dick ci racconta quindi di come ha conosciuto l’immensa solitudine e l’immensa profondità degli abissi, e ha dedicato la sua vita a svolgere con fedeltà il compito che gli è stato affidato da un capodoglio più anziano: un compito misterioso e cruciale, frutto di un patto che lega da tempo immemore le balene e la Gente del Mare.

Per onorarlo, la grande balena bianca ha dovuto proteggere quel tratto di mare da altri uomini, i forestieri che con le loro navi vengono a portare via ogni cosa anche senza averne bisogno, senza riconoscenza e senza rispetto. Sono stati loro, i balenieri, a raccontare finora la storia della temutissima balena bianca, ma è venuto il momento che sia lei a prendere la parola e a far giungere fino a noi la sua voce antica come l’idioma del mare.

L’intero romanzo di Sepúlveda gira intorno a questo concetto, senza schierarsi apertamente, ma limitandosi a dar voce al temibile Moby Dick. E così vediamo contrapporsi fin dall’inizio due mondi: da un lato quello naturale del mare e degli animali, dove tutto avviene perchè così deve essere, ogni cosa è semplice e non c’è bisogno di una spiegazione, tutto è giusto e armonico; dall’altra quello degli uomini, che sfidano continuamente le leggi della natura, lasciando perplessità nella balena, che non ne comprende il comportamento.

Il punto di vista della balena è inizialmente ingenuo, ogni cosa per lei è fonte di apprendimento; e proprio questa sua purezza, viene usata come metro di paragone con quello che accade, con quello che l’uomo causa, portandoci a fare delle amare riflessioni, a vedere il suo operato infuso di una crudeltà del tutto ingiustificata. Tanto che alla fine, quando ci viene mostrato l’episodio raccontato dai balenieri, è questo il punto di vista che sembra il più assurdo, quasi inconcepibile.

Lo stile semplice, diretto, ma allo stesso tempo aulico vuole sensibilizzare il lettore su questo tema: l’uomo nel racconto altera gli equilibri, porta distruzione, e non c’è nessuna attenuante all’avidità e alla sete di ricchezza dei balenieri. L’incapacità di comprensione della balena è totale e così anche quella del lettore.

Commovente e dai temi molto attuali, “Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa” si pone apparentemente come libro di narrativa per bambini, ma è molto lontano dall’essere una lettura scontata o infantile, spingendo alla riflessione sulle conseguenze dell’azione dell’uomo sulla natura, con un tono così diretto da entrarti dentro e non uscire più.

Gli stessi disegni di Simona Mulazzani sono perfettamente in sintonia con lo stile utilizzato: semplici, ma toccanti. Consigliato per tutte le età, può essere apprezzato appieno solo da un lettore maturo sicuramente non farà miracoli e non cambierà il vostro modo di pensare, ma che non vi lascerà indifferenti.

Il libro, edito nel 2018 dalla casa editrice Guanda, ha poco più di 100 pagine e viene venduto a 14 euro. Ad oggi le fonti ufficiali parlano di 8 milioni di copie vendute ed il libro è stato considerato un successo, soprattutto a livello internazionale.

 

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