Riconosciamoci nell’ acqua

L’acqua potrebbe essere un buon motivo per sentirci tutti uguali

Potrebbe esistere una “teoria acquatica” delle idee? Forse no, ma a me piace pensare che ogni teoria o grande idea sia come un vasto mare che si riempie per il contributo di tante piccole o grandi gocce. All’inizio c’è un’intuizione, una goccia, quasi inavvertibile come certe piogge che iniziano in maniera sottile con goccioline che evaporano appena ci toccano il viso facendoci guardare verso l’alto chiedendoci se pioverà davvero. A volte le gocce insistono, prendono forza, cadono, si uniscono formando pozzanghere, rivoli e poi ruscelli che alimentano torrenti e fiumi che apportano acqua al mare. Così sono le idee, che a poco a poco prendono forza fino a diventare concrete, percettibili e percepite e trasmissibili.
Le idee possono essere discusse, condivise o respinte, portare alla cooperazione o suscitare contrasti. Insomma, non sempre diventano valori universali. Lo si vede nei nostri comportamenti quotidiani, nelle difficoltà di mettere d’accordo fra loro persone, popoli e paesi con storie e culture diverse. Stranamente, ai massimi livelli politici, i grandi sono spesso d’accordo tra loro e anche in campo religioso, dove gli ideali sono o dovrebbero essere più alti, succede lo stesso. Uniti dagli elementi che ci sono comuniQuesta unità di intenti, però, nella maggior parte dei casi non si estende ai singoli per i quali ciò che vale è il particolare, il quotidiano come dimostra quanto avvenuto in un villaggio dell’India dove gli anziani del paese hanno decretato che le donne non avessero alcun diritto nella scelta del marito e altro ancora provocando l’intervento del governo il quale si è dovuto arrendere davanti a tutta la comunità ostile e decisa a difendere l’operato dei suoi anziani. A noi sembrano fatti assurdi, impossibili anche da accettare o condividere. Ed è davanti a questi fatti che si blocca ogni possibilità di coesione. E allora perché non cominciare a riconoscerci tutti in elementi che ci sono comuni e da cui dipende la nostra esistenza?
L’acqua potrebbe essere un buon motivo per sentirci tutti uguali: operare per difenderla, gestirla e disporne potrebbe essere importante e lo è. Uno scambio di idee su come utilizzarla sarebbe importante e tutti avremmo molto da imparare. Se io ti spiego come costruire una tubatura (e magari ti regalo qualche chilometro di tubi di plastica), tu mi puoi insegnare come vivere con 20 litri d’acqua al giorno ed essere felice o come conservarla o come sfruttarla più volte. Probabilmente dei forum dei popoli sull’acqua ci sono stati (ormai gli eventi sono così tanti che è impossibile sapere cosa accade), ma c’è da scommetterci, come avevo scritto in un vecchio oblò, non sono stati i diretti interessati, la gente comune, a parlare e a confrontarsi. Se fossero stati loro a incontrarsi forse non sarebbe cambiato l’ordine mondiale, ma certo si sarebbero conosciuti, avrebbero iniziato a parlare tra loro e si sarebbero identificati nell’acqua, nella terra, nell’aria che sono poi, a ben ve dere, gli elementi da cui siamo costituiti noi e il nostro prossimo, quello a cui dovremmo fare ciò che faremmo a noi. E scusate se vi sembra poco.

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