Non dimentichiamoci dell’ acqua

L’acqua manca, anche nei mass media. Le bolle speculative distraggono l’attenzione dalle bolle africane 

Ripensando agli ultimi mesi, quelli che hanno coinciso con le ferie di chi le ha fatte, ho avuto l’impressione che di acqua si sia parlato meno degli altri anni. Eppure è stata un’estate calda, ha piovuto poco e gli effetti si notavano subito, anche senza essere degli esperti.
Vaste estensioni brulle, gialle, secche caratterizzavano il territorio, gli alberi sembravano vittime di un autunno anticipato e molti torrenti erano privi di acqua, anche di quel rigagnolo che pure avevano nei mesi estivi. Colpa del clima, dei ripetuti e roventi periodi di caldo, le cosiddette bolle africane (Nerone, Caligola, Lucifero), che hanno colpito una dopo l’altra la nostra penisola. In altri momenti si sarebbe assistito a una serie cospicua di servizi sull’Italia al caldo, sull’emergenza idrica, su fiumi e laghi sempre più bassi e invece no. Non che tali servizi non ci siano stati, ma in tono minore rispetto a un tempo. Tutto questa volta sembra essere passato in sordina. Le priorità erano altre: la crisi, lo spread, il lavoro che scompare, le fila dei nuovi poveri che si ingrossano. Tutto giusto, sacrosanto perché in fondo, riconosciamolo, l’ecologia è una cosa da ricchi come sta dimostrando il conflitto tra l’Ilva e la città di Taranto che richiama alla mente una fatidica domanda che forse qualcuno ricorda: volete burro o cannoni? Insomma, il problema è che bisogna imparare a decidere e a programmare nell’interesse di molti, del maggior numero possibile anziché di pochi. Sorella acqua, così preziosaÈ questo un nodo ineludibile che riguarda i destini del mondo, che non può andare avanti mosso soltanto dalle abili mani e menti di chi si trova nelle stanze dei bottoni, impegnato a muovere presunte ricchezze e valori virtuali. Mentre noi discutiamo o pensiamo di discutere, l’acqua rimane un elemento da proteggere, tutelare e gestire. Un lago glaciale in Nepal potrebbe spazzare via da un momento all’altro 60mila persone. In Africa l’avanzata del Sahel ha cancellato tutti i corsi d’acqua del Burkina Faso. In Gambia, non troppo distante, le abbondanti precipitazioni hanno causato un incremento mai visto della malaria.
Insomma, l’acqua continua a condizionare l’esistenza dell’uomo e questo non dobbiamo dimenticarlo. Essa resterà sempre l’hic et nunc della nostra vita. I valori dell’economia potranno anche cambiare nel tempo, ma le nostre necessità idriche, quella quantità di acqua che ci serve per vivere, resterà sempre la stessa e guai a chi vorrà negarcela o farci dimenticare del nostro rapporto con la nostra sorella, che è «molto utile et umile et preziosa et casta».

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