La rana pescatrice

Questo curioso pesce, sedentario e bentonico, vive soprattutto su fondali fangosi, sabbiosi e detritici da pochi metri sotto la superficie fino ai 500 metri anche se vi sono segnalazioni di esemplari catturati anche a 1000 metri di profondità. La Rana Pescatrice è dotata di piccole pinne pettorali che, unitamente alle grandi pinne pettorali, utilizza per scavare buche nel fango del fondo per meglio mimetizzarvisi.

 

Il capo e la parte anteriore del corpo sono gli elementi caratteristici di questo strano pesce. Queste due regioni del corpo sono estremamente larghe e appiattite con dimensioni spropositate rispetto alla parte posteriore del pesce. Ciò per rimanere meglio adagiato sul fondale. Il taglio della bocca posizionato verso l’alto, le fauci enormi e a semicerchio, armate di due file di robusti denti conici rivolti all’indietro, sono perfettamente idonee a rimanere spalancate per l’intera giornata, in attesa che la preda passi loro a tiro di “bocca”.

Il contorno del corpo è ornato da una serie di appendici carnose, che ne circondano per intero la figura, contribuendo in maniera impressionante a rendere il pesce invisibile alle potenziali prede che lo confondono con l’ambiente circostante.
Gli occhi, molto grandi, sono situati sul dorso per permettere una più ampia visione dello spazio che lo circonda. La Rana pescatrice ha due pinne dorsali. I raggi della prima dorsale sono quelli che hanno subito le modificazioni più evidenti. Il primo raggio, infatti, è notevolmente allungato e slargato all’apice e ornato da un ampio lembo cutaneo bilobato. Questa peculiare appendice è stata chiamata “illicio”.

Ecologia e comportamento alimentare

La Rana Pescatrice trascorre le sue giornate infossata nel fango dove, come già detto, scava una buca grazie alle pinne pettorali. Qui si apposta in attesa delle prede che attira a sé ondeggiando lentamente l’illicio come fosse l’esca di un pescatore.
Le prede (molluschi, crostacei, pesci), attirate dalle lente oscillazioni dell’illicio, si avvicinano e non appena si trovano a tiro vengono ingoiate in un sol colpo grazie alla depressione causata dal fulmineo spalancarsi della sua enorme bocca. Spesso, specialmente di notte, la Rana Pescatrice, pur non essendo una buona nuotatrice, ha l’abitudine di nuotare nelle vicinanze della superficie in cerca di nuove prede.

Riproduzione

La riproduzione, nel Mediterraneo, avviene tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. La Rana Pescatrice depone diverse centinaia di migliaia di uova sferiche, del diametro di pochi millimetri, riunite in ammassi galleggianti per la presenza al loro interno di minuscole gocce oleose. Dopo pochi giorni dalla schiusa la larva pelagica, di colore nero e dotata di lunghe appendici, arriva a misurare mezzo centimetro. Quando la giovane Rana Pescatrice raggiunge la dimensione di qualche centimetro (5- 6) presenta già la morfologia dell’adulto.

Specie affini

In Mediterraneo è presente anche Lophius budegassa di dimensioni più ridotte, ma molto simile esteriormente. La distinzione tra le due specie può essere fatta in funzione dell’estremità dell’illicio, diviso in due lobi e frangiato nella Rana Pescatrice e unico e allungato in Lophius budegassa.
Talvolta la Rana Pescatrice, almeno nel nome, viene confusa con il Pesce Rana (Antennarius sp.). In realtà oltre che per il nome le due specie hanno in comune solo la presenza dell’illicio, l’appendice che utilizzano per attirare le prede, e alcune affinità comportamentali sopratutto nella tecnica di caccia che per entrambe le specie consiste nell’agguato. Il Pesce Rana, per altro non è presente nel Mediterraneo ma è abbastanza comune nel Mar Rosso e in tutto l’Oceano Indiano e Pacifico.

Lo sapevate che?

La Rana Pescatrice ospita numerosi parassiti che si annidano tra le branchie; i più comuni sono dei piccoli Crostacei Copepodi che misurano in genere da 0,5 a 6 mm.
Viene pescata sia con reti a strascico che con palamiti e se, commercializzata fresca, ha carni ottime particolarmente apprezzate nell’Italia Settentrionale. Dell’intero animale viene, però, mangiata solo la parte posteriore del corpo, conosciuta nei mercati ittici con il nome di “Coda di rospo”.
L’incontro con i subacquei può essere occasionale; quando la si avvicina non fugge, fidandosi delle sue capacità mimetiche. Si ha notizia di rarissimi casi di attacco a esseri umani tutti, comunque, senza gravi conseguenze, al massimo qualche taglio dovuto ai robusti denti conici rivolti all’indietro.
Un team americano del laboratorio di Biologia Marina del Woods Hole Institut, del Massachusetts, ne sta studiando i meccanismi di controllo del funzionamento delle contrazioni muscolari, interessanti, perchè sono i più rapidi nel mondo dei vertebrati. La Rana Pescatrice riesce, infatti, a contrarre la sua vescica natatoria ben 200 volte al secondo. L’interesse dei ricercatori statunitensi, secondo il notiziario Biotech.com, è incentrato su una molecola proteica, la parvalbumina; che rende possibile questa grande rapidità delle contrazioni muscolari. La speranza è quella di creare nuovi farmaci per aiutare il muscolo cardiaco.

Caratteristiche morfologiche

Questi pesci hanno pinne ventrali situate davanti alle pettorali, normalmente usate per “camminare” sul fondo. Come tutti gli appartenenti all’ordine dei Lofiformi hanno il capo ingrossato e schiacciato e la bocca estremamente larga. I primi raggi della pinna dorsale sono filiformi e liberi tra loro. La seconda pinna dorsale è provvista di 11 raggi. Il primo raggio della pinna dorsale anteriore è allungato e porta un lembo cutaneo, allargato all’apice, che prende il nome di illicio. Gli occhi sono posti al centro della parte superiore della testa.
I denti sono robusti, acutissimi, rivolti verso l’interno e disposti su due serie nelle due mascelle.
Il dorso è marmorizzato di colore bruno-violaceo o brunoolivaceo con sfumature giallastre e screziature scure. Il ventre è bianco-grigiastro. La pelle è priva di squame e resa viscida per le abbondanti secrezioni mucose.
Sulla testa sono presenti numerose spine, spesso disposte a coppie; vi sono, poi, svariate protuberanze su tutto il corpo.

Stefano Moretto

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