La biblioteca dei parchi fluviali

Al centro studi sulle aree protette fluviali del Parco di Montemarcello-Magra una biblioteca in continua crescita contiene oggi più 200 pubblicazioni sui fiumi e, da quest’anno avrà anche la collaborazione di Pianeta azzurro.  Una raccolta di oltre 200 pubblicazioni tra volumi, guide, DVD e CD prodotte e realizzate da e su i parchi fluviali italiani. Questa significativa raccolta, una sorta di biblioteca sui fiumi, è frutto del lavoro del Centro Studi sulle aree protette fluviali istituito nel 2005 dal Parco di Montemarcello-Magra capofila del Coordinamento dei parchi fluviali e lacustri italiani voluto da Federparchi.

L’idea è nata nel 2008 con la partecipazione congiunta a ParcoLibri, festival dell’editoria ambientale, dei parchi fluviali/lacustri che si sono presentati insieme in un’unica accattivante vetrina, e si è ulteriormente rafforzata quest’anno, alla terza edizione del festival, incrementando la raccolta dei volumi e delle pubblicazioni realizzate dai parchi del Coordinamento ma anche di depliant e altro materiale divulgativo.

La biblioteca dei parchi fluviali, che è in continua crescita grazie alla collaborazione di tutti i parchi fluviali che si adoperano per inviare le nuove pubblicazioni al centro studi, vede in prima linea Lombardia e Piemonte, le due regioni che racchiudono il maggior numero di parchi fluviali alcuni dei quali particolarmente “operosi”.

La raccolta del materiale si trova presso la sede del Parco di Montemarcello-Magra e potrà essere esposta nell’ambito di altre iniziative del Coordinamento dei parchi fluviali come fiere, convegni e altri eventi,

L’elenco completo delle pubblicazioni, costantemente aggiornato, è consultabile in ordine alfabetico e con indicato il nome dell’autore, del Parco e della Regione che le ha prodotte sul sito del Parco www.parcomagra.it e sul portale www.parks.it

Questa iniziativa del centro studi, istituito per sostenere una rete tra tutte le aree protette fluviali e i bacini idrografici d’Italia e per promuovere progetti pilota a scopo di conservazione, risanamento, riqualificazione e rinaturalizzazione dell’ambiente fluviale, è solo una delle tante realizzate in questi anni che vede al primo posto importanti convegni sui temi di gestione, pianificazione e disciplina di parchi fluviali e bacini idrografici. L’ultimo incontro “Parchi fluviali e bacini idrografici: esperienze europee”, organizzato a Lerici il 28 ottobre 2008, in collaborazione con l’Autorità di Bacino del fiume Magra e Federparchi e con il patrocinio della Regione Liguria, ha visto la partecipazione di oltre 180 persone tra tecnici, amministratori di parchi e altri enti pubblici, biologi ed esperti in materia di conservazione degli habitat fluviali e della difesa idraulica e ha sancito le basi per un importante protocollo d’intesa tra Centro Studi e Regione Liguria; protocollo che verrà esteso anche alle Regioni Toscana ed Emilia Romagna, già unite in precedenti progetti. Il prossimo incontro del Centro Studi è invece previsto per novembre 2009 a testimonianza della sua volontà e del suo operato costante e proficuo per raggiungere obiettivi e soluzioni comuni e promuovere buone pratiche nella gestione dei parchi fluviali.

Da quest’anno collaborerà anche l’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé futuro ONLUS, con il progetto “il Pianeta azzurro”.

Aree Protette fluviali in Italia. Biodiversità, gestione integrata e normative.

Il testo pubblicato da ETS, nella collana sulle Aree Protette curata da Renzo Moschini

I libri dedicati ai fiumi sono numerosi ed estremamente vari. Tra questi ve ne sono alcuni a carattere più direttamente gestionale, dell’uso quotidiano che se ne fa, del loro “sfruttamento”, delle opere di manutenzione e quindi dei loro costi e anche degli effetti che tali interventi – spesso assai costosi – producono e che risultano in molti casi dannosi e pericolosi.

Questo è però è il primo libro dedicato interamente alle aree fluviali protette dai parchi nazionali a quelli regionali, alle riserve fino ai siti comunitari.Si tratta in diversi casi di realtà storicamente affermate e consolidate come per il Ticino lombardo, il Taro, il Po, la Magra ma anche di corsi d’acqua molto importanti e carichi di storia – si pensi al Tevere – che stanno cercando di mettere a punto strumenti di gestione molti impegnativi non più per singoli e frammentati tratti dell’asta del fiume ma per più regioni. C’è il lavoro in corso al Parco regionale del Delta del Po per il Masterplan di cui parlano il Presidente del Parco Valter Zago, Giovanni Gabbianelli, Roberto Gambino e Michele Fabbri in cui si ha la conferma quanto sia vero che non si protegge ciò che non si conosce. C’è poi – e si scende così al sud – la situazione che riguarda un’area più ampia del pur cospicuo Parco Nazionale del Cilento affrontata con dovizia di informazioni e di dati da Domenico Niccoletti e sempre al sud si riferisce il professor Giuliano Cannata parlando del Sarno, che consente di fare il punto su alcuni aspetti più generali, incluso quello che potrebbe risultare paradossale, specie di questi tempi, che non bastano i soldi per fare quel che serve e farlo bene.

Ma accanto a queste ve ne sono altre non meno significative come l’Alcantara – il quarto Parco siciliano – dove si stanno sperimentando e rodando interessanti strumenti di ricerca tecnico scientifica che confermano – anche sotto questo specifico profilo – il ruolo importantissimo delle aree protette. Vi sono inoltre realtà “minori” rispetto al panorama nazionale – si veda il Rio Posada in Sardegna – dove sono in corso non meno significative iniziative di tutela di corsi fluviali ricchissimi di biodiversità. E ancora situazioni come è il caso del Secchia dove sulla base di un Masterplan molto impegnativo si stanno definendo molteplici ipotesi di lavoro per il futuro che fra le altre cose prevede la trasformazione del Consorzio in Parco Regionale in base alla legge regionale emiliana.

E, tuttavia, se si escludono le lodevoli e preziose pubblicazioni e ricerche prodotte da parchi storici quali appunto il Ticino, il Po e pochi altri, dei nostri fiumi sotto il profilo della loro reale condizione e soprattutto gestione si sa poco talvolta quasi niente; per esempio su quanto si sta facendo per istituire un Parco interregionale del Tevere. Ecco la novità del volume.

D’altronde non è certo un caso che esso esca all’insegna del Centro Studi delle aree protette fluviali del Parco regionale di Montemarcello-Magra, che è stato alla base del Convegno nazionale alla Fortezza Medicea a Sarzana sulla pianificazione dei parchi

 

Claudia Fachinetti

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