Batteri depura falde

La contaminazione del suolo è uno degli impatti ambientali più preoccupanti per la salute del nostro pianeta e degli ecosistemi. Alla base di questa problematica vi è principalmente la produzione e l’uso di metalli non ferrosi, lavorazione che genera inquinamento delle falde acquifere tramite il rilascio di zinco, cadmio, cobalto e nichel. In quei territori nei quali questo tipo di inquinamento è avvenuto, è fondamentale impostare operazioni di bonifica con l’obiettivo finale di proteggere le acque sotterranee e i bacini idrografici in cui esse confluiscono. Fino a oggi, la migliore tecnica disponibile per la depurazione delle acque sotterranee contaminate è stata quella di pomparle in superficie e successivamente trattarle in impianti di trattamento delle acque reflue. Un progetto Life realizzato in Belgio viene però in aiuto per la tutela delle acque, fornendo un’alternativa più sostenibile. Il metodo proposto per la bonifica delle acque di falda contaminate da metalli non ferrosi, chiamato Insimep, si basa sulla precipitazione di metalli in situ e, non richiedendo l’uso di prodotti chimici pericolosi perché incentrato sulla stimolazione dell’attività di batteri naturali che riducono i solfati, non produce rifiuti solidi in uscita dal processo. Inoltre, studi di settore hanno dimostrato come le concentrazioni finali di metalli non ferrosi nelle acque sotterranee si riducano drasticamente dopo l’applicazione del metodo Insimep rispetto ai risultati ottenuti con altre tecnologie. Anche a livello economico il progetto è vantaggioso: dopo un investimento iniziale elevato, i costi operativi inferiori del 40% rispetto al tradizionale “pump and treat” rendono il sistema conveniente già dopo dieci anni.

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